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Women & Bags

A chiunque di voi sia una donna dev’esser capitato almeno una volta nella vita di cercare qualcosa dentro la propria borsa e trovarsi a razzolare come galline padovane per minuti interi senza riuscire a trovare l’oggetto cercato, siano esse le chiavi, il cellulare,  il portafogli, il fazzoletto, il rossetto, la penna…la lista potrebbe essere infinita…

Stasera, uscita dal lavoro, un freddo bestia e un vento che portava via, una mano impegnata a tenere il telefono per rispondere ad una chiamata piacevolissima, arrivo alla macchina e cerco le chiavi…

E ovviamente le chiavi non si trovano…

Passano come minimo un paio di interminabili minuti, durante i quali impreco col pensiero, razzolo con la mano libera nella borsa, cerco di rimanere in piedi lottando contro il vento, mi contorco come Houdini cercando di far rimanere sulla spalla il manico delle due borse che ci sono appese e continuo a parlare con la persona all’altro capo del telefono, dissimulando una pace interiore che in quel momento si era invece un attimo eclissata per lasciare il posto alle imprecazioni di cui sopra….

A quel punto la mia mente folle partorisce l’ideona della sera!

Tutto sarebbe più semplice se il genere umano inventasse un congegno a riconoscimento vocale che tira fuori automaticamente dalla borsa l’oggetto cercato appena formulata la richiesta:

  • ti servono le chiavi?
  • parli alla borsa e dici “chiavi”!
  • la borsa si attiva…frrrrrrrrrrrrrr….
  • e nella tua mano infilata in borsa si depositano le chiavi.

Voglio dire, caspita! Sarebbe meraviglioso! No?

E forse non sarebbe neanche tanto difficile con la nanotecnologia e la robotica di questa nostra era strampalata, no?

I cellulari che chiamano la persona cercata o scrivono un messaggio da soli, obbedendo ad ordini verbali del proprietario esistono già…basterebbe applicare un chip analogo alla borsa…

E se qualcuno di voi è vicino ai quarant’anni come me si ricorderà senz’altro gli immensi archivi a schedari che occupavano gli uffici delle anagrafi comunali, o le segreterie universitarie una ventina abbondante di anni fa, ai tempi della mia prima carta d’identità o dell’iscrizione alla facoltà…l’addetto si posizionava davanti al muro metallico immenso pieno di scedine di carta, pigiava non so dove e cosa per trovare il tuo nome o quello che doveva cercare per te… il muro metallico si metteva a girare, si fermava su una fila di schede, un pò come il girarrosto dei polli al mercato, e lui tirava fuori il tuo certificato di nascita, o il tuo stato di famiglia…

Ve lo ricordate?

Bene, per le borse basterebbe miniaturizzare quel tipo di archiviazione a schedari, con tutte le infinite quantità di cose che affollano le borse delle donne ognuna al suo posto…collegare l’archivio a schedari al chip di richiesta vocale…e infine un braccino robotico ti prende la cosa cercata e te la mette in mano sbucando dalla borsa un pò come il braccio di Terminator che continuava a venir fuori dal mare di fuoco della fornace dove l’avevano buttato…

Facile, no?

Chissà come mai nessuno ci ha mai pensato prima!

Quanto sarebbe più facile la vita delle donne!

Ahahahahahahah!!!!!!!

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