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Two Cows… (…esilarante analisi economica… :-) )

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TWO COWS ~{Matthias Varga}

SOCIALISM
You have 2 cows.
You give one to your neighbour

COMMUNISM
You have 2 cows.
The State takes both and gives you some milk

FASCISM
You have 2 cows.
The State takes both and sells you some milk

NAZISM
You have 2 cows.
The State takes both and shoots you

BUREAUCRATISM
You have 2 cows.
The State takes both, shoots one, milks the other, and then
throws the milk away

TRADITIONAL CAPITALISM
You have two cows.
You sell one and buy a bull.
Your herd multiplies, and the economy
grows.
You sell them and retire on the income

ROYAL BANK OF SCOTLAND (VENTURE) CAPITALISM
You have two cows.
You sell three of them to your publicly listed company, using letters of credit opened by
your brother-in-law at the bank, then execute a debt/equity swap with an associated general offer so that you get all four cows back, with a tax exemption
for five cows.
The milk rights of the six cows are transferred via an intermediary to a Cayman Island Company secretly owned by the majority shareholder who sells the rights to all seven cows back to your listed company.
The annual report says the company owns eight cows, with an option on one more. You sell one cow to buy a new president of the United States , leaving you with nine cows. No balance sheet provided with the release.
The public then buys your bull.

SURREALISM
You have two giraffes.
The government requires you to take harmonica lessons.

AN AMERICAN CORPORATION
You have two cows.
You sell one, and force the other to
produce the milk of four cows.
Later, you hire a consultant to analyse why
the cow has dropped dead.

A GREEK CORPORATION
You have two cows. You borrow lots of euros to build barns, milking sheds, hay stores, feed sheds,
dairies, cold stores, abattoir, cheese unit and packing sheds.
You still only have two cows.

A FRENCH CORPORATION
You have two cows.
You go on strike, organise a riot, and block the roads, because you want three
cows.

A JAPANESE CORPORATION
You have two cows.
You redesign them so they are one-tenth the size of an ordinary cow and produce
twenty times the milk.
You then create a clever cow cartoon image called a Cowkimona and
market it worldwide.

AN ITALIAN CORPORATION
You have two cows,
but you don’t know where they are.
You decide to have lunch.

A SWISS CORPORATION
You have 5000 cows. None of them belong to you.
You charge the owners for storing them.

A CHINESE CORPORATION
You have two cows.
You have 300 people milking them.
You claim that you have full employment, and high bovine productivity.
You arrest the newsman who reported the real situation.

AN INDIAN CORPORATION
You have two cows.
You worship them.

A BRITISH CORPORATION
You have two cows.
Both are mad.

AN IRAQI CORPORATION
Everyone thinks you have lots of cows.
You tell them that you have none.
No-one believes you, so they bomb the ** out of you and invade your country.
You still have no cows, but at least you are now a Democracy.

AN AUSTRALIAN CORPORATION
You have two cows.
Business seems pretty good.
You close the office and go for a few beers to celebrate.

A NEW ZEALAND CORPORATION
You have two cows.
The one on the left looks very attractive…

DUE MUCCHE ~ { Matthias Varga }

SOCIALISMO
Hai 2 mucche.
Ne dai una al tuo vicino di casa

COMUNISMO
Hai 2 mucche.
Lo Stato te le prende entrambe e ti dà un po ‘ di latte.

FASCISMO
Hai 2 mucche.
Lo Stato te le prende entrambe e ti vende un pò di latte.

NAZISMO
Hai 2 mucche.
Lo Stato te le  prende entrambe e ti spara.

BUROCRATISMO
Hai 2 mucche.
Lo Stato te le prende entrambe , ne uccide una , munge l’altra e poi
butta via il latte.

CAPITALISMO TRADIZIONALE
Hai due mucche .
Ne vendi una e compri un toro .
La tua mandria si moltiplica , e l’economia
cresce .
Li vendi e vai in pensione con la tua rendita.

ROYAL BANK OF SCOTLAND ( VENTURE ) CAPITALISMO
Hai due mucche .
Ne vendi tre alla tua società quotata in borsa , utilizzando lettere di credito aperte dal tuo socio in affari presso la banca , quindi eseguire uno scambio debito/credito con un’offerta generale associata in modo da riavere indietro tutte e quattro le mucche , con una esenzione fiscale per cinque mucche .
I diritti sul latte di sei mucche sono trasferiti tramite un intermediario di un isola Società alle Isole Cayman segretamente posseduta dall’azionista di maggioranza che vende i diritti di tutte e sette le mucche per la vostra società .
La relazione annuale afferma che la società possiede otto mucche , con un’opzione sull’acquisto di un’altra .Vendi una mucca per comprare un nuovo presidente degli Stati Uniti , rimanendo con nove mucche. Nessun bilancio di esercizio registra la vendita .
Il pubblico poi acquista il tuo toro.

SURREALISMO
Hai due giraffe .
Il governo ti chiede di prendere lezioni di armonica .

UNA SOCIETA’ AMERICANA
Hai due mucche .
Ne vendi una e costringi l’altra a
produrre il latte di quattro mucche .
Più tardi , assumi un consulente per analizzare perché
la mucca è morta .

UNA SOCIETA’ GRECA
Hai due mucche . Prendi in prestito un sacco di euro per costruire stalle ,capannoni per la mungitura , negozi , capannoni di fieno, mangimi ,caseifici, magazzini frigoriferi , mattatoio , moduli componibili per il formaggio e capannoni di imballaggio. E hai ancora solo due mucche .

UNA SOCIETA’ FRANCESE
Hai due mucche .
Vai in sciopero , organizzi una sommossa , blocchi le strade , perché vuoi tre mucche.

UNA SOCIETA’ GIAPPONESE
Hai due mucche .
Le riprogetti in modo che siano un decimo delle dimensioni di una vacca normale e producano il latte venti volte di più .
Quindi crei un’immagine accattivante di mucca cartoon chiamata Cowkimona e la commercializzi in tutto il mondo .

UNA SOCIETA’ ITALIANA
Hai due mucche ,
ma non si sa dove sono .
Si decide di pranzare .

UNA SOCIETA’ SVIZZERA
Hai 5000 mucche. Nessuna di loro vi appartiene .
Fai pagare i proprietari per il loro deposito .

UNA SOCIETA’ CINESE
Hai due mucche .
Hai 300 persone che le mungono .
Affermate che avete la piena occupazione , ed elevata produttività dei bovini .
Arrestate il giornalista che riporta la situazione reale .

UNA SOCIETA’ INDIANA
Hai due mucche .
Le adorate .

UNA SOCIETA’ BRITANNICA
Hai due mucche .
Entrambe sono pazze.

UNA SOCIETA’ IRACHENA
Tutti pensano che hai un sacco di mucche.
Dite a tutti che non ne avete .
Nessuno ti crede , così bombardano l’ ** fuori da voi e invadono il tuo paese .
Non hai ancora nessuna mucca, ma almeno adesso siete una Democrazia.

UNA SOCIETA’ AUSTRALIANA
Hai due mucche .
Gli affari sembrano abbastanza buoni .
Chiudi l’ufficio e vai a prenderti un paio di birre per festeggiare.

UNA SOCIETA’ NEOZELANDESE
Hai due mucche .
Quella a sinistra sembra molto attraente…

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I sommersi…e i salvati…

LA CITTA’ VECCHIA  (Fabrizio Dè Andrè)

Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi 
ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi, 
una bimba canta la canzone antica della donnaccia 
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia. 

E se alla sua età le difetterà la competenza 
presto affinerà le capacità con l’esperienza 
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone 
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po’ di vocazione. 

Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino 
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino 
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno 
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo. 

Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere 
per dimenticare d’esser stati presi per il sedere 
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte 
porteran sul viso l’ombra di un sorriso tra le braccia della morte. 

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone 
forse quella che sola ti può dare una lezione 
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie 
quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie. 

Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte 
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette 
quando incasserai delapiderai mezza pensione 
diecimila lire per sentirti dire “micio bello e bamboccione”. 

Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli 
In quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori 
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano 
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano. 

Se tu penserai, se giudicherai 
da buon borghese 
li condannerai a cinquemila anni più le spese 
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo 
se non sono gigli son pur sempre figli 
vittime di questo mondo.

Lavoro in una zona del centro città che un tempo era la più prestigiosa…ma che adesso è il punto di sbocco nella ‘civiltà’ di tutta una massa di miserie umane che hanno trovato il loro punto di ritrovo nelle zone circostanti…

Ed ecco che svoltato l’angolo dalle vetrine luminose dei negozi del centro si trova il quartiere nero, il punto di spaccio di tutte le droghe possibili e immaginabili, transessuali e prostitute, drogati, ubriachi, barboni, misere vite in tutte le loro sfumature…

Li trovo poi riuniti la sera quando vado alla stazione, poco lontana, per prendere il treno una volta chiuso il negozio…e si vedono nelle loro facce, nei loro movimenti, nelle loro voci, i segni dell’ennesima giornata consumata nell’autodistruzione…

Ma cosa ancor più triste è incontrare talvolta alcune di quelle ‘vite’ quando prendo l’autobus, nel primo pomeriggio, o a volte anche la mattina…vite già spente ancor prima che faccia buio…uomini e donne che fanno fatica a reggersi in piedi, gli occhi socchiusi, le gambe piegate per cercare di avere maggior equilibrio, lo sguardo velato, la mente assente, persa negli effetti di droga o alcool, o entrambi…

L’altro pomeriggio, ore 16 circa, ha sfiorato la mia vita una di queste ‘vite’…

Ero sull’autobus, appunto che mi portava al mio lavoro part-time…sale un signore sulla cinquantina, già visto un sacco di altre volte…il passo incerto, un paio di denti soli rimasti in bocca, gli occhi aperti a fatica…le pupille piccole come capocchie di spillo…si siede a stento davanti a me…ma non riesce a stare sveglio…progressivamente il capo collassa sul petto, la schiena si curva su se stessa…

L’autista frena…una frenata neanche tanto brusca a dir la verità…e questo signore che ha a malapena una decina di anni più di me…ruzzola dalla sua seduta…e casca sul pavimento dell’autobus…

Faccio per andare ad aiutarlo…ma vedo che caccia le mani tese in soccorso e a fatica si rimette in piedi da solo…e nei suoi occhi che si guardano intorno storditi per cercare di comprendere cosa sia davvero successo scorgo la ‘vergogna’ di sè…una sensazione orribile, che conosco sulla mia pelle e che riconosco negli altri…

Per mitigare la ‘vergogna’ di sè se la prende con l’autista, sbraitando che avrebbe dovuto guidare con maggiore attenzione…poi riprende la sua posizione più o meno eretta sul seggiolino e comincia a parlare con un suo conoscente arrivato in soccorso…e faticando a comprendere quello che gli viene chiesto, dato il livello di attenzione della sua mente ridotto all’incapacità da tutto quello…e chissà cosa…gli gira nel corpo…è lì che racconta che ha 49 anni…che la sua vita è un disastro…che è stato in galera…che prima di salire sul bus ha bevuto…che va a fare una passeggiata dai suoi ‘amici’ in centro per trovare qualcos’altro che allevi la ‘pena’…

Io non riesco ad avere un giudizio sulle persone che fanno della loro vita un simile uso…’abuso’… proprio non ci riesco…devo solo ringraziare me stessa? la mia famiglia? le persone che ho avuto accanto? la fortuna? il caso? un gesto, una parola? ma quale e quando? che mia hanno resa quella che sono adesso e mi hanno impedito che al poste di quel signore sul bus ci fossi io, con tutte le mie miserie…

Mi son trovata a pensare, nel tempo che assistevo a tutta questa scena, a cosa realmente rende diverso il signore che avevo davanti, da me…qual’è la discriminante, l’attimo, la parola, il gesto, il caso… che ha salvato me…e sommerso lui???…

Nella giovinezza…ma ammetto di non essere ancora riuscita a smettere…di sciocchezze, cavolate, scelte e amicizie sbagliate, errori di ogni genere ne abbiamo fatte tutti quanti a vagonate… e allora di nuovo, cosa ha fatto di me una ‘salvata’ e cosa rende il signore sull’autobus (…e tutte le altre ‘vite’ che incontro nei meandri oscuri delle vie dietro al lustro delle vetrine…) un ‘sommerso’?

Dov’è e qual’è il punto di non ritorno? Cosa o chi è mancato a quelle persone che ad un certo punto della loro vita si sono perse? Cosa ho avuto io in più o meglio di loro…che mi ha salvato?

E soprattutto, ora che sono mamma, come potrò aiutare mio figlio a non essere ‘sommerso’ da se stesso, dalla vita…da me forse anche???

Sarò in grado di capire il momento in cui avrà bisogno della mia mano per uscire dalla nebbia…e ritrovare la luce?

Fabrizio De Andrè prima di cantare la canzone “La Città Vecchia” dice:

“…(…) in questa canzone (…) esprimo quello che ho sempre pensato, e cioè che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell’errore, anche perchè non ho ancora capito bene (…) che cosa sia esattamente la virtù e che cosa esattamente sia l’errore. (…) “

…sulla bellezza…

Stasera un pò di Sanremo, mi ero detta…

Ed ecco che sul palco dell’Ariston, intorno alle 23 arriva Luca Zingaretti che legge una riflessione di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia a soli 30 anni, nel 1978…questa:

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore (Peppino Impastato)“.

Non la conoscevo…o forse sì…comunque non me la ricordavo così potente, bella, illuminante…

Io sono convinta che il senso della bellezza, saper riconoscere la bellezza, riuscire a vederla, in ogni forma e aspetto, dalle cose più straordinarie a quelle più normali, quotidiane, sia una delle caratteristiche più importanti che distingue la razza umana dagli altri animali…

Ma stasera mi son trovata a riconsiderare il mio concetto di bellezza anche come uno strumento per non cedere alla rassegnazione, alla paura, all’abitudine… Aveva ragione Peppino Impastato…dal senso per la bellezza passano la curiosità e lo stupore, che sono il fulcro di quel motore che ci rende veramente vivi, che ci rende animali pensanti…

Se riusciamo a vedere la bellezza, non ci sarà posto per la rassegnazione…se anche le cose cambiassero in peggio, nessuno potrà convincerci che è sempre stato così, e che non può essere diverso da così…e ci ribelleremo…vorremo tornare a vedere la bellezza, o a costruirne di nuova per ristabilire l’equilibrio…

“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”

Questo è un piccolo estratto dal testo della canzone “Il vecchio e il bambino” di Francesco Guccini…

Mi si è evocata nella mente mentre ascoltavo le parole di Peppino Impastato…

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera…

L’ immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo…

I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati…

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero…

E il vecchio diceva, guardando lontano:
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
“Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

Quando la ascolto, mi ritrovo in lacrime…

Un pò perchè penso a chi, tra i ‘vecchi’ che hanno fatto parte della mia vita, non c’è più…e ne amavo ascoltare i racconti…mi immergevano in un altro mondo, in altre vite…

Un pò perchè penso a chi tra i ‘vecchi’ ancora c’è, ma se ne andrà presto…e ricordo di quando io ero il bambino della canzone…e li ascoltavo, cercando di comprenderne i ricordi…ma senza capirli fino in fondo…

Un pò perchè adesso son io dalla parte del vecchio…e il mio bimbo è il bambino…ma mai vorrei che i miei racconti dei ‘miti passati’…della bellezza di come era…suscitassero in lui uno sguardo ‘triste’… la bellezza appartiene a tutto, proprio tutto quanto…basta saperla vedere…e vorrei tanto per mio figlio essere una guida alla scoperta sempiterna della bellezza, e mai alla paura della rassegnazione…

Spero tanto di esserne capace…

“Nightswimming”…

“Nightswimming deserves a quiet night
The photograph on the dashboard, taken years ago,
Turned around backwards so the windshield shows
Every streetlight reveals the picture in reverse
Still, it’s so much clearer
I forgot my shirt at the water’s edge
The moon is low tonight

Nightswimming deserves a quiet night
I’m not sure all these people understand
It’s not like years ago,
The fear of getting caught,
Of recklessness and water
They cannot see me naked
These things, they go away,
Replaced by everyday

Nightswimming, remembering that night
September’s coming soon
I’m pining for the moon
And what if there were two
Side by side in orbit
Around the fairest sun?
That bright, tight forever drum
Could not describe nightswimming

You, I thought I knew you
You, I cannot judge
You, I thought you knew me,
This one laughing quietly underneath my breath
Nightswimming

The photograph reflects,
Every streetlight a reminder
Nightswimming deserves a quiet night,
deserves a quiet night”

Stasera mi va così…

Questa è secondo me una delle più belle canzoni mai scritta dai R.E.M….

E’ evocativa…tranquillizzante…mi fa respirare a pieni polmoni quando la ascolto…è un abbraccio…una dolce carezza che riempie l’anima nel buio della notte…

E mi sembra di essere davvero nell’acqua…di perdermi, rigenerarmi…tornare a galla…

Averla riascoltata stasera mi ha fatto ricordare una notte d’estate di diversi anni fa…

Facevo la cameriera…lavoravo sette giorni su sette…mai un riposo in tutta l’estate…

Una sera, avevo staccato alle 2:30 circa…prendo la macchina…e da sola…vado al mare…

Arrivo intorno alle 4…poca luna quella sera…ma mi son messa sul bagnasciuga, da sola, ad ascoltare il mare…

Eravamo io…la sabbia fresca sotto i miei piedi e il rumore ritmato, placido…sereno…della risacca…

Che bella sensazione…

Ricordo di aver pianto…poi il suono del mare mi ha calmato…donato la sua calma…il suo respiro quieto…sempre uguale, ma ogni volta diverso…

Non ho fatto il bagno però…chissà perchè…

Tornai a casa che erano quasi le 6…albeggiava…e mi addormentai in pace con me stessa, con la mia vita, con il mondo…

Questa canzone dei R.E.M. mi da la stessa sensazione…mi rasserena…

E curiosando in rete stasera ho trovato quest’altra versione:

…pianoforte e voce…niente archi…

…più lenta di quella che conoscevo come versione ufficiale…

…ed è ancora più bella…

…se la ascoltate…è esattamente il ritmo del mare in una notte d’estate…

E’ il mio modo, stasera, per augurare una notte serena a me…alle persone a cui voglio bene…a tutti voi…

Forse,un giorno,saprò la risposta….

Sono già a una lunga fila di notti insonni, disseminate a sprazzi nel corso dei miei anni passati e presenti…Quante notti ancora???
Forse la strada giusta è capire che qualunque sia stata la scelta che hai fatto, avevi esattamente il 50% di possibilità che fosse giusta, così come sbagliata… E se al momento di scegliere hai fatto la tua scelta…quella diventa in automatico quella giusta…se hai il coraggio di sceglire non sbagli…

*°*...Perchè sei un essere speciale..ed io avrò cura di te..*°*

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