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“Vorrei”

Si sente spesso la necessità interiore o la richiesta esplicita di dare una definizione all’amore…

Io non son brava con le parole…e spesso l’argomento dà adito a scivoloni più o meno consapevole nell’ovvietà, nella banalità della definizione da Bacio Perugina…nell’impoverimento che le parole conosciute (da chi non è ispirato dalla musa della poesia, come me…) per definire l’amore, spesso non siano in grado di contenerlo, di racchiuderlo in un pugno di lettere…

Ma la musica, e la poesia, come al solito, salvano i mediocri come me…

E allora ecco che rubo a Francesco Guccini la perfezione della definizione dell’amore in musica e poesia:

VORREI

Francesco Guccini

Vorrei conoscer l’ odore del tuo paese,

camminare di casa nel tuo giardino,

respirare nell’ aria sale e maggese,

gli aromi della tua salvia e del rosmarino.

Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero

parlando con me del tempo e dei giorni andati,

vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,

come se amici fossimo sempre stati.

Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci

e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,

le strisce delle lumache nei loro gusci,

capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,

scoprire quello che intorno c’è da scoprire

per raccontarti e poi farmi raccontare

il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire;

vorrei tornare nei posti dove son stato,

spiegarti di quanto tutto sia poi diverso

e per farmi da te spiegare cos’è cambiato

e quale sapore nuovo abbia l’ universo.

Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona

o il mare di una remota spiaggia cubana

o un greppe dell’ Appennino dove risuona

fra gli alberi un’ usata e semplice tramontana

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei restare per sempre in un posto solo

per ascoltare il suono del tuo parlare

e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo

impliciti dentro al semplice tuo camminare

e restare in silenzio al suono della tua voce

o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso

dimenticando il tempo troppo veloce

o nascondere in due sciocchezze che son commosso.

Vorrei cantare il canto delle tue mani,

giocare con te un eterno gioco proibito

che l’ oggi restasse oggi senza domani

o domani potesse tendere all’ infinito

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

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