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Del “male di vivere” salvato da un “sorriso”.

Non sono stata bene ultimamente…e forse ancora non è passata del tutto…

L’ultima settimana, che peraltro doveva essere una settimana di ferie e d’amore, l’ho passata in preda a coliche, intossicazioni, ospedale, punture, dottori, mutua…

Così, assediata dalle contrazioni delle coliche, spesso mi tornava in mente l’incipit della poesia di Eugenio Montale “Spesso il male di vivere ho incontrato” contenuta nella raccolta ‘Ossi di seppia’, pubblicata nel 1925…

SPESSO IL MALE DI VIVERE

Spesso il male di vivere ho incontrato

era il rivo strozzato che gorgoglia

era l’incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

 

Bene non seppi, fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

—————————– O0O ——————————

Il tema di questa poesia è il male di vivere: il dolore che il poeta ha incontrato nella sua vita.
I due poli della poesia sono “male” e “bene”, attorno ad essi sono costruite le due strofe.
Nella prima ruota tutto intorno al “male” difatti ci sono tre frasi che fanno capire questo: il ruscello ostacolato dal suo corso; la foglia che si incartoccia e il cavallo stramazzato.
Nell’altra quartina, invece, ruota tutto intorno al “bene”, parla dell’Indifferenza che è un prodigio e l’unico “bene” di cui si ha esperienza.

(http://ospitiweb.indire.it/~mitn0001/ligurtur/ardesia/poesie.htm)

Io depressa lo sono già, ufficialmente conclamata dalle frequenti visite dalla psicoterapeuta e dall’assunzione di prodotti medici più o meno utili a tenere a bada quel senso di disagio nello stare al mondo, che invade il mio essere come un blob purulento…ma, diciamocelo chiaramente, il malessere di questi giorni appena passati non aiutava i miei tentativi di mantenere almeno a galla il mio già miserrimo buonumore…

Oggi mi sento un pò meglio, così mi son messa a cercare tra  i miei libri la raccolta delle poesie di Eugenio Montale, volevo rileggere la poesia in questione, dare un senso compiuto ai pensieri negativi di questi giorni, chiudere il cerchio della mia settimana di sofferenza…

Ma, rovistando nella mia libreria indovinate un pò cosa ne è riemerso?

Ricordate il mio post “Love is…” del 5 Dicembre scorso? (https://crazyaliceandwonderland.wordpress.com/2013/12/05/love-is/)

Ho ritrovato il libro della raccolta di poesie che contiene ‘quella’ poesia…

E con immenso piacere adesso riesco a dirvi che l’autore è Massimo Matarozzo, la poesia che citavo nel post suddetto fa parte della raccolta “Perle sul fondo”, pubblicata da MEF L’Autore Libri Firenze nel 2006.

La poesia per intero è questa:

TI SALVERO’ IL SORRISO

Volevo dirti molte cose…
Le avevo in testa da molte ore,
e giocando sulla giostra della mente
le ho messe insieme intensamente

solo una cosa ora mi tormenta
ancora un nodo si fa dolore
non son sicuro e avrò il diritto
di liberarmi e fartele sentire

non ho paura, sento il fervore
di dirti tutto con onestà
brivido acuto e viscerale
di quell’intenso che fa tremare

ma tu rimandi e non appare
che il tuo volere sia di ascoltare

son qui con l’ansia e col patire
che stringe il ventre e il mio respirare
e di pazienza dovrò munire
quell’irruenza che vuole avere

se voglio averti a me cara
dovrò accettare che tu sei rara
preziosa semplice e anche amara…

ma quando ridi poi tutto cambia

questo è il tuo dono che scalda il cuore
di quella gente che ti è d’intorno
e che s’incanta del tuo sorriso
e si rincuora di un tuo buongiorno

se c’è una cosa che voglio fare
è non privarti di quel gioiello
farò di tutto per affrontare
ciò che mi spetta come fardello

sarà un po’ dura, dovrò lottare

ma nelle tregue sento il mio cuore
che con coraggio mi torna a dire

non vi è fatica che sia migliore
di quella spesa per custodire
la dolce curva che sta sul viso
di chi colora l’altrui avvenire

Grazie e…
addio sogno conturbante
buongiorno amica sorridente

Non vi sembra bellissima?

La coincidenza e la causalità del ritrovamento e poterla rileggere per intero hanno cambiato il tenore di questo post, che volevo scrivere stamani sul ‘male di vivere’ appunto, e l’hanno dirottato verso l’amore, quella forza misteriosa che in tutte le sue varie forme e sfumature ci fa sorridere, ridere, sperimentare quanto più da vicino possibile la nostra misera,umana interpretazione della felicità…

Ed ecco che per chiudere vi lascio il video di un brano del concerto de “Le Vibrazioni” che cantano “Vieni da me”…

Francesco Sarcina, il cantante del gruppo, verso la fine dice al suo pubblico festante questa frase:

“Bisogna saper affrontare i problemi, ma bisogna anche sapere, soprattutto, ridere…”

Le Vibrazioni “Vieni da me” En Vivo (Live)

“Bisogna saper affrontare i problemi, ma bisogna anche sapere, soprattutto, ridere…” (cit.)

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