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Ferite da pranzo di famiglia

Appartengo ad una famiglia numerosa, da parte di mio padre…8 zii, 18 cugini diretti, e una quantità notevole di parentele più lontane, sia in senso genealogico che fisico (alcuni abitano in altre province d’Italia e del mondo) accresciutesi negli anni con nuove famiglie e nuovi arrivi…

Una mia cugina ha organizzato per oggi un pranzo di famiglia che ci riunisca un pò tutti quanti, per ritrovarsi, vicini e lontani, in occasione di una giornata di festa e non, come spesso succede, di fronte ad una bara per salutare qualcuno di noi che se n’è andato…

Non ho molta voglia di andare…sono occasioni in cui spesso ti ritrovi in mezzo a gente che è tuo parente solo perchè porta il tuo stesso cognome, ma con la quale non hai molto in comune…per tante ragioni, le più varie, non condividi con loro quasi niente della tua vita, sono pressocchè degli sconosciuti…ma magari ne vien fuori comunque una manciata di ore piacevoli…quindi dovrei prepararmi per andare…e invece dentro di me sento l’urgenza di scrivere di una ferita appena ricevuta…fresca…ancora pungente…

Pochi minuti fa, in cucina io aspetto il caffè…mia mamma sta imbottigliando l’olio… siamo sole, il mio bimbo oggi è con suo padre, come tutti i fine settimana…

Dico a mia mamma che di lì a poco dovrò andare a questo pranzo, che non mi va, ma andrò lo stesso…e mia mamma alla prima non capisce…io ripeto…e le chiedo: ” Ma non lo sapevi?  Il babbo non ti ha detto niente?”

No, mio padre non le ha detto del pranzo…nessuno di noi, neanch’io, glielo ha detto…di fatto non è stata invitata…

Lei comunque non sarebbe venuta…ormai è un riccio chiuso nel suo mondo…ma mio padre avrebbe dovuto dirglielo, esattamente come lo ha detto a me…e invece niente…

L’esclusione a priori di mia mamma mi ha ferito…ho sentito un colpo al cuore…e una fitta di senso di colpa per come si comporta mio padre, e per come stavolta mi son comportata anch’io…ho dato per scontato che lei lo sapesse del pranzo, e invece avrei potuto dirglielo io…

Io non vivo un buon rapporto con i miei genitori, non ci sono canali di comunicazione…non ci sono mai stati…e ora fatico non poco, con l’aiuto della psicoterapeuta, per riuscire ad aprire qualche varco…per spiegare a me stessa come sia possibile tra genitori e figli non riuscire a parlare la stessa lingua, non riuscire a comprendersi, in nessuna situazione, dalle più banali questioni pratiche della vita quotidiana, alle più complesse questioni esistenziali, morali, sentimentali…le questioni dell’anima e del pensiero senziente…

Le difficoltà di comunicazione che mi opprimono nei confronti dei miei genitori in realtà vengono da una totale mancanza di relazione comunicativa, da un’assenza cronica di empatia anche tra di loro…vivono ognuno isolati nel proprio mondo…se me lo devo figurare in modo elementare è come se mia madre e mio padre vivessero ognuno dentro ad un palloncino, di quelli dei bambini alla fiera…imprigionati, asfissiati ognuno nel suo mondo impermeabile, chiuso ad ogni comunicazione, ad ogni sentimento sia in entrata che in uscita…ogni tanto battono insieme…ed ecco che le bolle scoppiano e la comunicazione si fa scontro, voci grosse…profonde incomprensioni…senza cattiveria ma proprio con quel disagio di incomunicabilità di due persone che non parlano la stessa lingua…che non si capiscono…

E allora, se è così difficile comunicare…meglio non farlo…è un meccanismo di difesa reciproco…difesa dall’impossibilità oggettiva di essere compresi, dalla certezza di un rifiuto…e allora meglio non provarci più nemmeno a comunicare…tanto non si viene compresi…

Ma mia mamma è mia mamma…per quanto sia difficile per me condividere il mio tempo, il mio spazio, il mio mondo con lei, se io sono quella che sono adesso è anche merito suo…se io appartengo oggi alla famiglia numerosa di mio padre che si riunisce in questa domenica mattina per il suo pranzo di festa è perchè di questa grande famiglia allargata fa parte anche mia mamma…

Vorrei portarla con me, ora che mi preparo a partire…lei mi ha già detto di no…ma sarei tentata di portarcela a forza…perchè mio padre si renda conto, dopo quasi quarant’anni di matrimonio (durante il quale non ricordo che mia mamma sia mai stata chiamata per nome da mio padre…l’ha sempre chiamata per cognome…) che mia mamma, con tutti i difetti che possiede, merita almeno di essere avvisata, di essere messa al corrente…

Non si dovrebbe arrendersi all’incapacità di comunicare…i linguaggi altrui si possono imparare…con grande sforzo si dovrebbe continuare a provare…tra tante incomprensioni magari una piccola falla nel muro eretto a difesa del proprio mondo pieno solo di immensa solitudine si potrebbe trovare…bisogna continuare a credere di riuscire a poterlo fare…

Non voglio diventare come loro…

Vorrei poter far capire a loro due quanto diverso possa essere il rapporto tra due persone…quanto io ancora adesso che sono adulta avrei bisogno di vedere loro due, i miei genitori, uscire dalle loro bolle…e finalmente comunicare…comprendersi…interagire…condividere…

Beh…vado…si è fatto tardi per il pranzo…

Si chiudono le porte del cuore, della mente, dei pensieri, dell’anima…e si va…

 

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11 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. interrotta
    Mar 30, 2014 @ 12:17:13

    ho imparato come non essere…
    solo quello…

    un abbraccio

    I.

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  2. chezliza
    Mar 30, 2014 @ 14:29:06

    ….mi ricorda tanto un mondo che ho deciso di lasciarmi alle spalle tanti anni fa sai?l’unico modo x sopravvivere a determinati tipi di dolore e diventare in qualche modo ….cattivi…ti abbraccio.L

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    • CrazyAlice
      Mar 30, 2014 @ 16:55:58

      Sai che non ci riesco a diventare cattiva?
      E’ davvero possibile che questa sia l’unica soluzione?
      Ricambio il tuo abbraccio!

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      • chezliza
        Mar 30, 2014 @ 18:01:47

        Intendo”cattiveria”…..come ad una forma di educata indifferenza…..le persone che ci circomdano a volte si trasformano in “vampiri emozionali”…se nn ti rendi impermeabile potrebbero distruggerti dentro…..
        Ma questa e’ solo la mia opinione
        Nn richiesta tralaltro…. ^___^

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      • CrazyAlice
        Mar 30, 2014 @ 18:34:13

        Hai ragione sai? I ‘vampiri emozionali’ mi hanno già distrutta dentro…e ancora non riesco ad essere indifferente…
        La tua opinione è preziosa…

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  3. Sun
    Mar 30, 2014 @ 17:38:16

    Non credo esistano delle “ricette” miracolose. E non credo nemmeno che si possa cambiare il modo di relazionarsi verso i propri genitori. Credo che si possa, crescendo, avendo una famiglia, dei figli, capire che i genitori non sono infallibili. Non ho mai avuto un rapporto idilliaco con mia madre, niente di grave ma non parlavamo, io non parlavo con lei. E quando é arrivata l’occasione per poter recuperare non ho potuto farlo. Verrebbe da dire “provaci, cerca di recuperare il vostro non rapporto e a trasformarlo in qualcosa di positivo” ma non lo faró. Lo sentirai tu se sará il caso di farlo, perché solo tu ti conosci e sai il perché di quei silenzi.
    Un abbraccio.
    Sun

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  4. Michele
    Mar 31, 2014 @ 09:47:45

    è un dispiacere quando leggo queste incomunicabilità, io a volte non mi rendo conto della fortuna di avere avuto due genitori meravigliosi, e quanto mi spiace non poterlo più dire a mio padre, quanto sia stato un padre fantastico
    un abbraccione

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    • CrazyAlice
      Mar 31, 2014 @ 10:00:17

      Anche i miei genitori sono stati e sono fantastici…e credo che da parte loro pensino altrettanto di me…ma non riuscire in nessun modo a comunicarselo a vicenda rende difficoltosa qualsiasi interazione…
      Temo che se riusciremo a farlo sarà solo nel momento in cui sarà troppo tardi…
      Ricambio il tuo abbraccio!

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