Da non credere!!!

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followed-blog-200-1x   A distanza di quattro mesi esatti dal primo post pubblicato timidamente sul mio nuovo blog…era il 26 novembre 2013…siete 200 che mi seguite, mi leggete, e ognuno a modo vostro mi apprezzate!!!

E io ne sono stupita, incredula, imbarazzata quasi…da tanto inaspettato e insospettabile consenso!

Quella che provo adesso è una sensazione di profonda gratitudine per tutti quanti voi!!!

GRAZIE!!!!

Questi sono stati i miei primi due post, nel lontano, ma non troppo novembre scorso…ancora non ci credo!!!

https://crazyaliceandwonderland.wordpress.com/2013/11/26/

Lentamente muore

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“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non
rischia e cambia il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.”

Pablo Neruda

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“La conoscenza nasce dallo stupore”

Socrate

Ancora “Liebster Award”!!! WOW!!!

 

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Dopo aver dedicato qualche tempo fa cinque post al Liebster Award, ho ricevuto negli ultimi giorni altre tre nomination per questo ‘premio’!

La cosa mi lusinga moltissimo e ringrazio chi mi ha letto, seguito e ha pensato a me in chiusura dei post nati a seguito delle loro rispettive nomination…

Con il ritardo che caratterizza la mia risposta a questo tipo di invito (…anche per i precedenti post mi ci era voluto un pò di tempo per ‘costruire’ le mie risposte…) rispondo stasera alle mie ultime tre nomination, ma, come in passato, non farò la lista dei miei nominati, e non stilerò l’elenco delle mie domande…chi vorrà rispondere, e siete tutti invitati, le troverà qui: https://crazyaliceandwonderland.wordpress.com/2014/02/18/liebster-award-5-and-the-questions-are/

Ed ecco qua le domande di Russell!

russell1981 (My World…) http://wp.me/p2b0CY-1vqm9

1) Dove ti trovi in questo momento?

Sono al computer, alla scrivania della mia camera, al buio interrotto dalla fioca luce dello schermo, in compagnia del dolce suono del respiro calmo del mio bimbo che dorme nel suo letto dietro di me…è l’unico spazio solo nostro che ci siamo ricavati nell’abitazione dei miei genitori dove siamo tornati un anno fa…e lo condividiamo così…lui dorme, io scrivo…

2) Com’è andata la tua giornata finora?

“Niente di nuovo sul fronte occidentale”, come il titolo del libro di  Erich Maria Remarque del 1929… Le giornate passano più o meno tutte uguali…gli unici strappi di felicità sono i sorrisi del mio bimbo e i minuti passati al telefono con la persona che amo…

3) Gli amici che frequenti sono a conoscenza del fatto che sei un/una blogger?

Frequento poco gli amici…ovvero sono pochi gli amici che frequento…ma quei pochi lo sanno, lo incoraggiano, lo apprezzano…

4) Hai degli animali domestici?

Mi è rimasta solo la SignorinaPulce…una gattina cieca da un occhio a seguito di un incidente stradale, che ho adottato dal giardino del ristorante dove lavoravo circa cinque anni fa…minacciavano di ammazzarla…lei lo sentiva…mi seguiva come un ombra…me la sono portata via…era ed è il mio cavalier servente, il mio Sancho Panza…

Avevo un altro gatto, si chiamava GattoGigio…merita un omaggio…in uno dei periodi più bui, mi ha salvato la vita…

5) Qual’è il posto più bello che hai visitato o quello che funge da tuo rifugio?

‘Il’ più bello non lo so…forse è quello che devo ancora vedere…uno dei più belli è stato Salisburgo…c’era musica in ogni via, ad ogni passo… Quello che adesso è il mio rifugio è l’abbraccio di una persona speciale, in cui tutto si quieta…

6) Dove ti vedi tra dieci anni?

Se devo vedere il bicchiere mezzo pieno, mi vedo ovunque, purchè non sia dove sono adesso, ma con la persona che amo e mio figlio…

Se devo vedere il bicchiere mezzo vuoto, sarò ancora qua, auto-relegata in una stanza, alla mia scrivania…

7) Qual’è il tuo film preferito?

Se mi lasci ti cancello (Eternal Sunshine of the Spotless Mind), un film del 2004 diretto da Michel Gondry, con Jim Carrey e Kate Winslet

8) Quali rimpianti/rimorsi hai?

Ne ho, degli uni e degli altri…ma non mi va di scriverne adesso…se continuerete a seguire il mio blog, prima o poi verranno fuori…

9) Voltando lo sguardo al passato, qual’è il tuo anno preferito?

Della mia vita nessuno…di una vita non mia il 1969.

10) Per quale motivo proprio quell’anno?

Woodstock…vi dice niente?

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Avanti il prossimo!

Ora tocca alle domande di Irene Tempestini!

(Picca in wonderland) http://irenetempestini.wordpress.com/2014/03/20/liebster-award/

1) Perchè hai deciso di aprire un blog?

Rispondo auto-citando la mia risposta ad una domanda simile:

“Un suggerimento quasi casuale della persona che amo…che evidentemente mi conosce meglio di quanto io conosca me stessa…

Avevo in passato avuto vari approcci alla scrittura…tentativi di ‘diareggiare’ pallidi e assorti, l’incipit di un romanzo…ma mi mancava la continuità…

Il blog sembra essere la strada giusta per esprimere tutto il mio mondo interiore…che pochi conoscono…e che anch’io ancora non ho scoperto fino in fondo…

Mi aiuta nell’immane ricerca di un nuovo equilibrio…dopo una vita di cadute…”

2) Due pregi e due difetti

Solo due??? 😀

Intelligente e testarda i pregi…I difetti? Gli stessi… Non conviene al giorno d’oggi nè essere intelligenti, nè essere testardi…ne va a discapito della salute mentale…

3) Cosa farai da grande?

Sono già grande, e ancora non lo so… Posso rispondere lo ‘STELLIERE’ come mi aveva detto una sera il mio bimbo mentre lo mettevo a letto?

4) Libro sul comodino

“Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupery…Lo vorrei leggere al mio bimbo mentre si addormenta…

5) Hai un modello a cui ti ispiri?

No, ho smesso, è troppo faticoso…cerco di vivere la mia vita giorno per giorno, passo dopo passo…le persone a cui potrei ispirarmi sono traguardi troppo in alto per me…

6) Sogno nel cassetto?

Ne avevo tanti…dove son finiti? Li avrò persi nei vari traslochi della mia vita…del mio cuore…della mia anima…

7) Se potessi (o volessi) cambiare città dove andresti?

Firenze…in centro…

8) Perchè (in riferimento alla domanda 7)

Svegliarsi la mattina, scendere le scale, aprire la porta, alzare lo sguardo e trovarsi davanti la cupola del Brunelleschi sarebbe un modo fantastico di iniziare le giornate…impagabile…

9) Ultimo luogo visitato

Sarteano, in provincia di Siena…un borgo sognante…gente splendida…

10) Curiosità personale: cosa ti piace del mio blog?

La tua foto sorridente…il colore…il modo in cui scrivi…e fotografi il tuo mondo…

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Chiudo il mio post ringraziando in modo speciale NINJALASPIA http://ninjalaspia.wordpress.com/2014/03/24/liebster-award/ per la sua nomination…

Pur non conoscendola ammiro molto la persona che sta dietro al suo bellissimo blog, sono alcune delle letture più intense, interessanti, piene di vita e di voglia di vivere che io abbia fatto ultimamente…

Dalla sua nomination apprendo con piacere che il Liebster Award si è trasformato nel giro di questo ultimo mesetto…niente più domande, ma bisogna indicare 7 cose su noi stessi…sempre più difficile!!!

Quindi mi accingo ad obbedire…e ad indicare 7 cose su me stessa:

  • Adoro camminare…sono costretta a farlo perchè non ho la macchina, e mi muovo a piedi o con i mezzi pubblici…ma ho scoperto che mi piace molto camminare…mi piace la lentezza che lo caratterizza e che mi consente di pensare, ascoltare, ascoltarmi, osservare, respirare l’odore dell’aria che cambia con il cambiare delle ore, delle giornate, delle stagioni…
  • Amo il tramonto…il momento in cui muore un giorno…è un momento catartico…di bilanci involontari, istintivi…la magia di cui si colora il cielo me li tira fuori, quasi con forza, anche se spesse volte non vorrei…
  • Amo la musica e tutto quello che si muove dentro e intorno a me quando riempie l’aria…
  • Adoro i gatti…sono esseri superiori…sanno cose della vita che noi umani non arriveremo mai a comprendere…
  • Adoro l’espressione degli occhi delle persone, le espressioni tristi, felici, di meraviglia, deluse….sono lo specchio delle loro anime…
  • Mi piace ricavarmi dei momenti di solitudine…avete mai provato ad entrare in una chiesa vuota, veramente vuota, e sedervi nell’ultima panca in fondo? cambia la temperatura, il peso dell’aria, il rumore del silenzio, cambiano le percezioni dei vostri sensi…si arriva a sentire l’anima…
  • Amo tutte le espressioni dell’intelligenza umana, la parola, la scrittura, ogni forma d’arte…l’essenza del genere umano…

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Ecco fatto!

Et Voila!!!

 

…con un cappotto in mano…

Prologo:

TAKE IT EASY!!!

Subito dopo aver pubblicato questo post, nella versione che trovate sotto, ho ricevuto un sacco di commenti seriosi!!!

Interessantissimi spunti di riflessione, non c’è che dire…ma le mie intenzioni nel raccontare il mio sogno/incubo erano molto più scherzose!!!

Prendete il mio test finale come un gioco!!! Please…

😀

Non ho mai creduto molto a tutte le storie legate all’interpretazione dei sogni…in realtà molto molto molto sporadicamente riesco a ricordare i miei sogni…al punto che spesso semplifico con me stessa e con gli altri la questione affermando che ‘io non sogno’…

Ma l’altra mattina mi sono svegliata ricordando perfettamente quello che fino a pochi istanti prima era stato il mio sogno…il mio incubo per la precisione…

E già che me lo ricordo…ve lo racconto…

” …in attesa di una visita per l’asilo insieme al mio bambino…nella sala di aspetto ci sono mia mamma e una mia zia…si affannano per diverso tempo a convincermi e convincersi che sono matta, cercando di arrivare, con un mio riconoscimento della mia situazione, a togliermi la tutela di mio figlio…io resisto con tutte le mie forze, con tutte le argomentazioni possibili, cercando di dimostrare che non sono matta, scaldandomi, alzando la voce…difendo mio figlio da loro…la mia integrità di madre e di persona dai loro attacchi… finchè mia zia, lo sguardo deciso di chi vuole chiudere la questione e si prepara a sferrare l’attacco finale, mi si avvicina, viso a viso, e mi fa a bruciapelo la domanda che definitivamente e scientificamente sancisce, in base alla risposta che viene data, se una persona è matta o meno…

la domanda è questa:

“ALLA PORTA DELLA TUA ABITAZIONE CI SIETE TU E UN’ALTRA PERSONA CON UN CAPPOTTO IN MANO… LA PERSONA STA ENTRANDO O ANDANDO VIA?”

…ci penso su…in un attimo decido che la risposta corretta è che la persona sta entrando…è una scelta di accoglienza e non di rifiuto, di apertura e non di allontanamento…la persona sta entrando…è decisamente la risposta migliore…perchè diversamente dovrebbe andar via? … rispondo a mia zia serena, sicura…è l’unica risposta possibile… mia zia scuote la testa…la risposta è sbagliata…sono ufficialmente, scientificamente matta…mi toglieranno mio figlio… inizio ad urlare e a ribellarmi…”

Mi sveglio…non di soprassalto…ma un pò agitata…mi volto…vedo il volto della persona che amo…sono al sicuro…era solo un sogno… sorrido…a suo modo è stato anche buffo,no?

Chissà che vorrà dire un sogno tanto strampalato? Può una domanda così insignificante decidere della sanità mentale o della follia di una persona? Ho risposto che ‘la persona sta entrando’…son veramente matta?

Adesso tocca a voi:

TEST: SIETE MATTI?

“ALLA PORTA DELLA TUA ABITAZIONE CI SIETE TU E UN’ALTRA PERSONA CON UN CAPPOTTO IN MANO… LA PERSONA STA ENTRANDO O ANDANDO VIA?”

A : STA ENTRANDO

B : STA ANDANDO VIA

SE AVETE RISPOSTO A:

SIETE MATTI! STAPPATE LA VOSTRA MIGLIOR BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE PRIMA CHE ARRIVI LA NEURO CON UNA BELLISSIMA CAMICINA COI LACCI DELLA NUOVA COLLEZIONE P/E 2014!!!

AVETE RISPOSTO B?

PER IL MOMENTO L’AVETE SCAMPATA..MA SOLO PER IL MOMENTO…NON FATEVI TROPPE ILLUSIONI!!!

I’ll wait you for the next dream!!!

😀

Primavera…

oo

Dovrei chiedere scusa a me stessa

per aver creduto

di non essere mai abbastanza…

Alda Merini

.

Il primo giorno di primavera…

Ne sono entusiasta…ma i cambiamenti mi turbano in profondità…non amo i cambiamenti, anche se vado loro incontro a testa alta, e mai arresa…ma mi sento agitata, scossa nell’animo, inquieta…chissà…

In modo inspiegabile, anche a me stessa, stasera va così…

La lettura è il viaggio di chi non può prendere un treno. (Francis de Croisset)

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Lewis Carroll

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

(1865)

“Per tutto il pomeriggio dorato  senza fretta abbiamo navigato:

le nostre mani non sono abili le nostre voci si fanno labili mentre le braccia non sanno dare  l’impulso necessario a remare.

Barca crudele! Per ingannare il nostro lungo giorno sul mare le mie bambine vogliono udire la favoletta che sto per dire.

E’ possibile dire di no  a tre bambine? Dir non lo so.

La prima ordina: “State attente!

E tu comincia!” dice impaziente.

La seconda con tono cortese:

“Ti prego non tenerci sospese”.

La terza piccolina com’è m’interrompe con tanti “perché?”

D’un tratto le voci sono spente e le bimbe si fan più attente:

Alice se ne va tutta sola.

Le bimbe son senza parola.

Alice è in una terra incredibile incontro a un’avventura impossibile.

E la storia continua.

Ma ormai non ho più fantasia.  “Non la sai?” mi chiedono le bimbe insistenti con occhi che mi fissano attenti.

“Il resto ve lo dico più tardi”.

“No” rispondono. “E’ ora più tardi.”

Così è nata la storia d’Alice lentamente in un giorno felice in una barca sola sul mare quando il tempo dovevo ingannare.

E ora che la favola è pronta  torniamo mentre il sole tramonta.

La favola d’Alice rimane come un sogno di cose lontane come un dolce ricordo gentile  chiuso nella memoria infantile come l’odore di rosmarino  ch’è nella veste del pellegrino”.

Alice cominciava a essere veramente stufa di star seduta senza far nulla accanto alla sorella sulla riva del fiume. Una o due volte aveva provato a dare un’occhiata al libro che sua sorella stava leggendo ma non c’erano né figure né filastrocche. “Che me ne faccio d’un libro senza figure e senza filastrocche?” pensava Alice. A dire il vero non era possibile pensare molto perché faceva così caldo che Alice si sentiva tutta assonnata e con le idee confuse: adesso si stava chiedendo se valesse la pena di alzarsi a raccogliere fiori per fare una ghirlanda di margherite quando ecco che improvvisamente le passò proprio davanti un Coniglio Bianco con gli occhi rosa. La cosa non sembrò TROPPO strana ad Alice. Non le parve neppure TROPPO strano che il Coniglio dicesse tra sé: “Povero me povero me! arriverò troppo tardi!” Solo in un secondo tempo quando ripensò a questo fatto Alice si rese conto che avrebbe dovuto meravigliarsene; sull’istante le sembrò addirittura una cosa naturale. Però quando il Coniglio TIRO’ FUORI UN OROLOGIO DAL TASCHINO DEL PANCIOTTO e dopo avergli dato un’occhiata affrettò il passo ancora di più Alice balzò in piedi meravigliata perché ricordava benissimo di non aver mai visto un coniglio con un taschino nel panciotto e per di più con un orologio dentro questo taschino! Ormai era tutta presa dalla curiosità: lo rincorse attraverso il campo e per fortuna arrivò in tempo per vederlo infilarsi in una grande tana sotto una siepe. Un momento dopo Alice s’infilava nella tana dietro di lui: non le venne neppure in mente di chiedersi come avrebbe poi fatto a uscire da quel posto. (…) (…) (…)”Svegliati Alice” disse la sorella. “Che sonno lungo hai fatto!” “Oh che strano sogno ho fatto!” mormorò Alice. E raccontò alla sorella le strane Avventure che avete appena finito di leggere. Quando poi Alice giunse alla fine della sua storia la sorella la baciò dicendo: “E’ stato davvero uno strano sogno. Ma adesso corri a far merenda. E’ tardi”. Alice si alzò e si mise a correre più che poteva. Ma intanto pensava ancora al suo sogno meraviglioso. La sorella rimase lì seduta a guardare il sole che tramontava. Poi appoggiò la testa sulla mano e pensò alla piccola Alice e alle sue meravigliose Avventure. Allora anche lei si abbandonò a un sogno che adesso vi racconto. Sognò la piccola Alice: le sue manine stringevano le ginocchia della sorella e i grandi occhi splendenti erano fissi nei suoi. Udì ancora il suono festoso della sua piccola voce rivide il movimento della testa che gettava all’indietro i capelli ribelli ostinati a voler sempre ricadere sugli occhi. Mentre era intenta ad ascoltare la voce della sorellina tutto intorno a lei si popolò delle strane creature del sogno di Alice. L’erba folta si incurvava con un fruscio sotto il passo frettoloso del Coniglio Bianco… Il Topo spaventato nuotava in cerca di una via di scampo nello stagno vicino… si sentiva il tintinnio delle tazze da tè della Lepre Marzolina e dei suoi amici durante il loro pranzo senza fine.. la voce acuta della Regina ordinava l’esecuzione dei suoi poveri invitati… il Porcellino starnutiva sulle ginocchia della strana Duchessa mentre i piatti e le pentole volavano per aria… e ancora si udì nella quiete della sera il grido del Grifone lo stridere del gessetto di Bill gli applausi dei “tacitati” Porcellini d’India confusi ai lontani singhiozzi dell’infelice Finta Tartaruga. Restò così seduta con gli occhi chiusi e quasi credeva anche lei di trovarsi nel Paese delle Meraviglie. Eppure sapeva che sarebbe stato sufficiente aprire gli occhi per tornare alla sbiadita realtà senza fantasia delle persone grandi. L’erba si sarebbe incurvata solo sotto il vento… lo spavento del Topo nello stagno si sarebbe mutato nel fruscio sordo delle canne… il tintinnio delle tazze della Lepre Marzolina nel rumore delle campanelle di un gregge vicino… gli strilli rauchi e fieri della Regina nella voce di un esile pastorello… gli starnuti del bimbo il grido del Grifone e tutte le altre strane voci del sogno si sarebbero mutate ne era sicura nel clamore del cortile di una fattoria mentre il muggito lontano degli armenti si sarebbe sostituito a poco a poco ai disperati singhiozzi della Finta Tartaruga. Alla fine tentò d’immaginare la sua sorellina nel tempo in cui sarebbe diventata donna: avrebbe conservato attraverso gli anni più maturi il cuore semplice e affettuoso di adesso? Chissà se un giorno avrebbe raccolto intorno a sé altre bambine per far sì che i loro occhi brillassero come stelle al racconto del suo (ormai tanto lontano) viaggio nel Paese delle Meraviglie. Chissà se avrebbe saputo partecipare ancora con lo stesso cuore ai loro piccoli dispiaceri e alle loro semplici gioie nel ricordo della sua vita di bambina e dei suoi felici giorni d’estate. Lei era certa che Alice ne sarebbe stata capace.

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