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“Vorrei che fosse oggi in un attimo già domani” – Depressione

Tiziano Ferro “L’amore è una cosa semplice”

LA FINE ( Marco Zangirolami / Francesco Tarducci)

Chiedo scusa a chi ho tradito, e affanculo ogni nemico
Che io vinca o che io perda è sempre la stessa merda
E non importa quanta gente ho visto, quanta ne ho conosciuta
Questa vita ha conquistato me e io l’ho conquistata
“Questa vita” ha detto mia madre “figlio mio va vissuta,
Questa vita non guarda in faccia e in faccia al massimo sputa”
Io mi pulisco e basta con la manica della mia giacca
E quando qualcuno ti schiaccia devi essere il primo che attacca.
Non ce l’ho mai fatta, ho sempre incassato,
E sempre incazzato, fino a perdere il fiato
Arriverà la fine, ma non sarà la fine
E come ogni volta ad aspettare e fare mille file
Con il tuo numero in mano e su di te un primo piano
Come un bel film che purtroppo non guarderà nessuno.
Io non lo so chi sono e mi spaventa scoprirlo,
Guardo il mio volto allo specchio ma non saprei disegnarlo
Come ti parlo, parlo da sempre della mia stessa vita,
Non posso rifarlo e raccontarlo è una gran fatica.

Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole.

Non mi sembra vero e non lo è mai sembrato
Facile, dolce perchè amaro come il passato
Tutto questo mi ha cambiato
E mi son fatto rubare forse gli anni migliori
Dalle mie paranoie e da mille altri errori
Sono strano lo ammetto, e conto più di un difetto
Ma qualcuno lassù mi ha guardato e mi ha detto:
“Io ti salvo stavolta, come l’ultima volta”.
Quante ne vorrei fare ma poi rimango fermo,
Guardo la vita in foto e già è arrivato un altro inverno,
Non cambio mai su questo mai, distruggo tutto sempre,
Se vi ho deluso chieder scusa non servirà a niente.

Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole.

Il mio racconto comincia qui:

Suona la sveglia…la luce che entra dalla persiana lasciata accostata mi indica che il mattino è arrivato, nuovo giorno da affrontare…

Sono cosciente, penso, sento, ragiono…ma non ho voglia di alzarmi…gli occhi si richiudono…lasciatemi stare, lasciatemi dormire…non ho voglia di mettermi in piedi…

La sveglia suona ancora…e l’altra che vibra sotto il cuscino comincia a farmi tremare la testa…ma non mi va di alzarmi…

Perchè non mi va di alzarmi? cosa c’è nella giornata che inizia che non voglio affrontare? cosa mi fa tenere gli occhi chiusi, quali volessi difendermi da quello che vedono? cosa mi fa ignorare tutti i segnali di allerta, tutti gli allarmi, tutte le sveglie, perfino la vocina del mio bimbo che gioca accanto a me nel letto? perchè la bocca sa tanto di amaro?

Suona di nuovo la sveglia, trema il cuscino…mi sveglio…apro gli occhi e realizzo che non posso più ignorare il giorno che avanza, devo alzarmi, fare colazione, dare la colazione al mio cucciolo, vestirlo, vestirmi, portarlo all’asilo, andare al lavoro, tornare dal lavoro, andare a riprendere il bimbo all’asilo, fargli fare merenda, un paio d’ore di giochi insieme, fare la lavatrice, stendere i panni, stirare quelli asciutti, preparare la cena, litigare con i miei genitori, far mangiare il cucciolo, metterlo a letto, tornare a letto, addormentarmi…e domani si riparte daccapo…ogni giorno uguale…ogni giorno il solito giorno, ogni giorno un incubo nuovo, ma sempre uguale…

Che senso ha tutto questo? perchè questa vita, questa quotidianità sempre uguale, mi è così estranea? perchè è così pesante? perchè non riesco a godere dei singoli momenti? perchè basta una nuvola in cielo a far cambiare il colore della giornata?

Mi tiro in piedi, e tutto è fatica…lavarmi la faccia è un gesto automatico…mi guardo allo specchio…ma sono proprio io quel volto scaruffato, stanco, triste che vedo nello specchio? sto diventando così brutta?

Mi costringo a fare colazione…so che devo mangiare qualcosa, ma il mio stomaco grida il suo dissenso a squarciagola e lascio la fetta di pane e cioccolata a metà…una gran tazza di caffè è l’unica cosa che mi va veramente di mandar giù…ma che pessimo sapore se mi fermo un secondo a pensarci…

E’ un pò quello che mi capita nelle mie giornate, tante cose, tanti volti, tante conversazioni le faccio, le vedo, le vivo…ma quanta parte di esse veramente le sento mie?

Quanto tra quello che faccio è realmente voluto e quanto è solo un obbligo a cui mi attengo scrupolosamente come una scolaretta che esegue alla perfezione i compiti che le ha assegnato la maestra?

E perchè anche le cose che faccio volentieri, che mi sembra di decidere io di farle, quelle in cui credo e per le quali lotto…perchè hanno alla fine sempre, tutte un sapore amaro che mi rimane attaccato addosso? Perchè non riesco mai ad essere felice?

“Mamma, vieni che andiamo a scuola! Io sono pronto, che fai?”

Catapultata nel tempo della mattina che scorre veloce, prendo le mie goccioline antidepressive, stacco i pensieri, metto la maschera della serenità, sorrido…

“Eccomi…ero in bagno”

Mi chino ad agganciare la sua giacchetta prima di uscire di casa…incontro i suoi occhi vivi, luminosi, curiosi…sorrido, ed è l’unico sorriso vero che farò in tutta la giornata…mio figlio è l’unica persona vera che incontrerò, il vero motivo per cui alla fine i miei cazzo di occhi si sono aperti…

In macchina la radio canta la canzone di Tiziano Ferro “La fine”… la ascolto…le labbra si piegano in un ghignoper trattenere un singhiozzo…scende una lacrima…

“(…) Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole. (…)”

“Che hai mamma, perchè piangi?”

“Niente tesoro, avevo un bruscolo in un occhio…”

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19 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. ninjalaspia
    Giu 11, 2014 @ 00:13:42

    Come al solito sai aprire le porte del tuo cuore.
    Che dire, Crazy, credo che questa fatica di vivere sia di tutti, forse lo è da sempre, dalla notte dei tempi. Forse appartiene alla natura umana come la noia, la rabbia, l’odio, il rancore e tutti quei sentimenti che vogliamo falsamente negare con i sorrisi preconfezionati. Un costume dei tempi, un’ipocrisia culturale.
    Accettarsi credo sia l’unica via o forse lo è per me. Intendo accettare tutti i propri sentimenti perché anch’essi sono noi. La vita è difficile e, oggi, ho capito solo tre cose:
    1. che la gioia è solo assenza di dolore cioè ci accorgiamo di esser gioiosi appena una qualunque pena sparisce
    2. che noi siamo in continuo dialogo con contrastanti sentimenti che fanno di noi esseri comunque attenti e realmente partecipi
    3. che esser adulti significa prendere coscienza di tutto ciò e rivolgersi comunque al mondo con gli occhi di un bimbo e, nel tuo caso, del tuo cucciolo.

    Tutto ciò per me si chiama esperienza, anche e soprattutto nelle giornate in cui non si vorrebbe scendere dal letto.

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    • CrazyAlice
      Giu 11, 2014 @ 01:59:43

      Eppure non capisco come ci possano essere tante persone che non si fanno troppe domande e vivono felici…o almeno così appaiono…Possibile mentire a se stessi per tutta la vita?
      O esiste un segreto della vita che loro conoscono e io no?Cosa hanno in più o meno rispetto a me i sereni passeggeri del mondo che incontro sulla mia strada ad ogni passo? perchè per quieto vivere non riesco a far tacere me stessa?
      Un grande abbraccio amica dolce!
      E grazie!!!!

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      • ninjalaspia
        Giu 11, 2014 @ 08:17:19

        Nessuno è felice. Se gratti un po’ vedi che ciascuno porta con sé compromessi e difficoltà a cui magari noi non potremmo stare. Ho fatto le tue stesse riflessioni fino a qualche tempo fa e ne soffrivo ma poi mi sono resa conto che siamo tutti uguali e che in fondo sono io che non accetto certi stili di vita.

        E’ sempre il solito gioco di accettazione della realtà e delle conseguenze delle nostre decisioni.
        Non è che gli altri mentono mettendosi una maschera, è che hanno un imbarazzo a parlare di certi argomenti e soprattutto dei compromessi a cui devono sottostare.
        Siamo tutti uguali, stella mia, tutti con le nostre paure, piccolezze e chi più maschera in realtà più soffre. Guarda profondamente negli occhi il prossimo e ne vedrai le paure al di là dei sorrisi di maniera.
        Non devi far tacere te stessa, credo debba solo accettare che non puoi tacere e ciò ti fa rara e bella.

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      • CrazyAlice
        Giu 11, 2014 @ 09:43:12

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  2. Papillon1961
    Giu 11, 2014 @ 10:50:12

    Il confronto con la sofferenza è una parte della vita. Tutti siamo stati dotati della capacità di sopportarla e superarla.
    Poi mi chiedo come certe persone sembrino non avere mai problemi e come riescano sempre a mascherarli. Io penso che alla fine vivono peggio di me.

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  3. mimi
    Giu 11, 2014 @ 12:18:56

    Trovo sia bellissimo e anche benefico avere il coraggio di aprire il proprio cuore così come fai… Non ti curare delle altrui apparenze ed ipocrisie, un abbraccio 🙂

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  4. sherazade
    Giu 11, 2014 @ 13:18:17

    Entro in punta di piedi e lascio un abbraccio. So cosa vuol dire una lacrima di scoramento vista dal proprio figlio.

    shera

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  5. 65luna
    Giu 11, 2014 @ 17:52:09

    Hai descritto molto bene anche una parte del mio stato d’animo…ma a me accade il contrario: non vedo l’ora venga il nuovo giorno. Speranza? Che dire…indossiamo la maschera. Abbraccio,65Luna

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  6. Lena
    Giu 11, 2014 @ 23:40:27

    Posso dirlo? Io trovo questo articolo, ed i commenti sottostanti, saturi di grande presunzione.
    Non voglio e non posso entrare nel merito dei motivi per cui tu ti senta così nei confronti della tua vita, non so quello che ti è successo, forse tutto, forse niente, ma me ne dispiace. Ognuno di noi combatte la sua battaglia, con maggiore o minore sofferenza, e proprio per questo trovo che i commenti come “Possibile mentire a se stessi tutta la vita?”, “Io penso che alla fine vivono peggio di me” lasciano veramente il tempo che trovano.
    Ci sono persone che riescono ad affrontare la vita con un sorriso in più, che si alzano la mattina sperando che succeda loro qualcosa di bello, che hanno obiettivi, che sognano, che godono delle piccole gioie come un buon cibo o un bel film. Non sono uomini e donne decerebrati che ragionano poco e male, che ridono come ebeti mentre la vita fa schifo. Sono persone che conoscono la gioia e la sofferenza, ma che per motivi dovuti alla loro storia, al loro carattere, alla famiglia o chi sa cosa, riescono ancora a ridere, a sperare.
    Abbiate il coraggio di togliervi anche la maschera della tristezza, quella che vi fa credere che se si è intelligenti e sensibili si debba per forza soffrire, che se si è felici si debba, inevitabilmente, essere un po’ scemi.
    La depressione, la malinconia, la rassegnazione, non sono prerogative di chi “non si fa troppe domande”, dei poveri stupidi che sorridono. Loro, o almeno, molti di loro, si fanno le stesse tue domande, e per loro fortuna trovano altre risposte. Oppure credi veramente che il tuo modo di vivere sia l’unico possibile? Sei sul serio convinta che la vita fa soltanto schifo e che chi è felice, o anche solo sereno, lo è perché non si pone con senso critico nei confronti del mondo?
    Basta con questa autocommiserazione mista a presunzione, basta con i discorsi come “Sto tanto male, ma del resto, sono talmente sensibile ed acuta che non potrei stare altrimenti”. Se davvero vuoi stare bene, se vuoi che tuo figlio impari che la vita è bella, è bellissima cazzo, anche se ci saranno sempre delle cose che vanno male, prova a viverla davvero, la vita. Riscopri il sapore della cioccolata la mattina, guarda le persone con cui parli, ascoltale, guardati allo specchio con ironia. So che non è facile per nessuno, ma prova almeno a non pensare che se si è intelligenti non si può che essere tristi. E’ un luogo comune da poeti maledetti, e Verlaine è morto nel 1896.

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    • CrazyAlice
      Giu 12, 2014 @ 00:17:28

      Non ci riesco…hai ragione su tutta la linea, da vendere…ma io non ci riesco…vado in analisi per questo…non mi basta il sapore della cioccolata calda, e riconosco che è un mio difetto, non un difetto altrui…
      Non mi permetto di dire che chi riesce ad essere felice sia meno sensibile, ripeto, è una capacità che loro hanno in più di me, e non il contrario…
      Quello che ho raccontato è un racconto appunto, intriso di verità, ma un racconto…mi sforzo ogni giorno di far comprendere a mio figlio quanto la vita sia bella…e rido, rido molto con lui, insieme a lui, prima di lui…ma mi tengo la libertà di sentirmi stanca…sono stanca…se mi svegliassi domani e avessi 70 anni e vedessi mio figlio adulto, almeno lui felice, che si è costruito la sua vita, sano, sereno, rispettoso, allora sarei felice…per il resto, non ho voglia di vivere nessuno dei giorni che mi aspettano per arrivare ai suddetti 70 anni…
      E ripeto, è a me che manca qualcosa, non a tutto il resto del mondo…

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  7. diegod56
    Mar 01, 2015 @ 13:41:41

    credo che nel gesto di scrivere ci sia già un «mettere fra parentesi»

    io penso sinceramente che a volte ci sia un problema «fisico» di stanchezza per il quale formuliamo risposte che sono eccessivamente psicologiche; non che siano risposte sciocche, ma la base fisiologica dei problemi non va sottovalutata

    essere felici credo sia impossibile, salvo i momenti di scampato pericolo (esempio tipico: una analisi medica che esclude una malattia grave), forse è bene lavorare più sul versante della serenità

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  8. Beba
    Mag 04, 2017 @ 08:43:16

    Io sono ancora nel tunnel… e tu? Forse dovrei prendere anch’io le gocce ma so già che poi ne abuserei…

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  9. lamortelafanciulla
    Dic 23, 2017 @ 00:48:40

    la tenera bugia del bruscolo nell’occhio, per tacitar lo stupore infante, mentre dentro tutto sembra morire e tutto insieme è costretto a risorgere…

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