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Essere “reciprocamente necessari”…

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Foto dal web – fonte http://www.caffeinamagazine.it/

Essere “reciprocamente necessari”…

Tante volte mi capita di fermarmi ad osservare due mani intrecciate, due sguardi complici, una coppia di occhi incastrati gli uni negli altri, parole sussurrate, sorrisi accennati di felicità intime e segrete…

Sono tutte quelle doppie unità realmente “reciprocamente necessarie”?

Ma cosa significa?

Essere l’uno per l’altra insdispensabili come l’aria che si respira?

No, perchè per due esseri viventi chiusi nella loro unicità anche l’aria può avere un grado di necessarietà diversa…un pesce non ha lo stesso bisogno di aria di una persona…una pianta ancora meno…l’aria che respiriamo noi occidentali incastrati nelle nostre città silenziosamente piene di rumore non è la stessa aria di chi vive a contatto con il cielo nei villaggi alle vette più alte delle terre emerse…la loro aria sarebbe irrespirabile per noi cittadini e loro soffocherebbero nella nostra…

E allora cosa vuol dire essere ‘reciprocamente necessari’?

Ammetto di essere tristemente e stupidamente egoista nel supporre di bastare a me stessa, nel pretendere talvolta di farlo, rifiutando timidi affacci, condivisioni di spazi, mani tese, pensieri gentili…

E allora come può una persona che mi sta a fianco arrivare a sentirsi necessaria per me, quando io tendo ad allontanare chi mi si avvicina e ‘minaccia’ il mio mondo perverso di sole e nubi, di ghiaccio e deserto, di solitudine e riso, di malinconica esuberanza? …

Per chi potrò mai essere ‘necessaria’ se non basto a me stessa nemmeno per sentirmi mai realmente felice… mai realmente triste…mai realmente sola… mai realmente bene… mai realmente male… mai realmente contenta…mai realmente infelice… … mai realmente viva?…

Sono confusione e caos, tutto e niente…fucina di amore in dono mai giusto o sufficiente…utero agognante amore perso però troppo spesso in tormenti incapaci di assaporarne la grande bellezza se non in attimi smarriti e poi rimpianti…

Ricevo amore e ne restituisco in misura che mai ritengo adeguata al dono che mi viene fatto… sono circondata da affetto e non lo colgo, sopraffatta dal senso di non esserne mai sufficientemente degna e dal pensiero di non riuscirne mai a restituirne in egual misura…

Tormento… affanno… rincorsa… e non capisco che invece sarebbe tanto semplice se mi fermassi a sentire, respirare, assaporare, godere di ogni attimo, senza pensare a cosa succederà poi… a come poterne avere ancora di tanta bellezza…

Essere ‘reciprocamente necessari’…sarebbe tanto semplice…

Devo smettere di mettere ‘confini’…e lasciare che l’amore mi porti dove vuole…senza più resistere…

“Ecco, pensò Amerigo, quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. E pensò: ecco, questo modo d’essere è l’amore. E poi: l’umano arriva dove arriva l’amore; non ha confini se non quelli che gli diamo.”

 

Italo Calvino, La giornata d’uno scrutatore

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14 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. vittoriot75ge
    Ago 26, 2014 @ 06:58:12

    Oddio, questo è un ragionamento che avrei fatto io tempo fa ma che, tutto sommato, risulta ancora applicabile.
    Alla fine sono questi ragionamenti, e non il comportamento che con essi analizziamo, a rischiare di rovinare tutto.
    Bisognerebbe davvero smettere di pensare…
    Buongiorno 🙂

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  2. vagoneidiota
    Ago 26, 2014 @ 07:11:21

    E se questo caos, questo disordine, fosse solo una fase? Io credo tu sia alla ricerca di amore e chi fa questo, è anche capace di farsi amare cercando la completezza.
    Per te : the fact is – jill scott

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  3. cat582
    Ago 26, 2014 @ 07:13:25

    Non avrei potuto scriverlo meglio! 🙂

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  4. ospiteincallita
    Ago 26, 2014 @ 07:34:53

    Una parte di questo ragionamento mi corrisponde… Quella che per quanto noi ci possiamo illudere, non possiamo bastare a noi stessi a lungo, così come la frase di Calvino.
    Per il resto penso che sia difficile trovare l’anima per cui essere reciprocamente necessari. A volte si crede di averla trovata, ma poi una folata di vento la spazza via e allora devi ricominciare tutto da capo. Ed è sempre molto faticoso riprendersi.
    Un piacere essere passata di qua.
    Ciao
    Simo

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  5. ancorase
    Ago 26, 2014 @ 08:09:05

    Traspare tanta nostalgia in questo parlare a cuore aperto…, come se tu fossi vissuta a lungo in un paradiso e un bel giorno ne fossi stata sfrattata ingiustamente. Temo sia un’esperienza più comune di quanto si possa immaginare.
    Necessario è ciò che mi serve per arrivare all’essenziale.
    Un empatico abbraccio. Si.

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    • CrazyAlice
      Ago 26, 2014 @ 15:27:07

      Grazie del tuo commento…non vivo in un paradiso e non ci ho mai vissuto tanto a lungo da ritenerne ingiusto il mio sfratto…ma vorrei tanto conquistarmelo il mio paradiso…solo che ogni giorno che passa, e in alcuni giorni in particolare, mi sembra una ricerca senza fine, senza senso, senza soluzione…e il mio tempo scorre…tic…tac…
      Grazie ancora…un abbraccio e buon pomeriggio!

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  6. Claire
    Ago 27, 2014 @ 20:36:44

    … è che tante volte dobbiamo “per forza” incasellare le cose, trovare definizioni e spiegazioni … ma a volte, e credo sia tanto più vero con l’amore, bisognerebbe solo … viverlo, così come viene 🙂

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