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Guarigione emotiva

Sono giornate in cui quello che mi trovo a leggere, nelle più svariate occasioni, mi riporta sempre qui…ad interrogarmi su me stessa, dentro me stessa, nel tentativo di trovare il filo, quello giusto nella matassa disfatta dei miei pensieri, per rimettere tutto a posto, per trovare il pezzo bastardo del puzzle su cui mi sono fermata, spiaggiata a boccheggiare in affanno…

Come al Monopoli, quando ti mandavano in prigione senza passare dal via…tutto mi riporta ai soliti interrogativi…senza passare dal via…come una sorta di attrazione da cui non riesco a liberarmi, quasi che fosse il passaggio obbligato, da compiere qui e adesso…ed è inutile che continui a scappare…

Così finisce che leggo un articolo come quello che segue, e ci trovo le risposte ad un pò di domande, input per dire a me stessa: ‘Cavolo, ma te Elena sei proprio così! E che aspetti a svegliarti? A rovesciare il tavolo? A rimettere in ballo tutto quello che DEVE ballare, che non può più starsene fermo nell’autocommiserazione?’

Le donne e la paura di non essere all’altezza
Meno belle, meno brave, meno in carriera… troppo spesso ci svalorizziamo da sole e ci sentiamo incomprese anche dalle amiche. E con questi sabotaggi evitiamo di permettere alla nostra vita di prendere quella nuova direzione che invece a parole invochiamo. 
Sentirsi meno di altri, meno brave, meno belle, meno capaci, meno svelte. Avere paura di non farcela economicamente, di non essere all’altezza come madre e moglie, di non riuscire nello studio o nel lavoro. Di non saper gestire la propria vita, di trovarsi di fronte a compiti troppo grandi, di non avere le capacità, di non saper risolvere.
Possono essere infiniti i vissuti che ci fanno sentire inadeguate, inadatte, inopportune. Qualche volta ci servono. Più spesso però ci pesano addosso. A volte diventano l’unico modo di avvicinarsi alle cose e di pensare a noi stesse. Ci intasano di ansia, preoccupazioni, dubbi. E ci fanno sentire sole, perché non sempre siamo comprese dai compagni, colleghi, amici. Anche dalle amiche, che sembrano, da fuori, sempre più efficaci, sistemate, truccate e sorridenti di noi.Abbiamo a che fare con interlocutori interni, inconsci, di cui non ci accorgiamo, che ci criticano, ci svalorizzano, ci dicono di non muoverci. Eredità del passato, teatri mentali che ci rendono insicure. Ma ci sono anche le pressioni esterne a fare la loro parte, standard culturali che stabiliscono come dobbiamo essere. Per noi donne particolarmente esigenti e competitivi. E terribilmente stretti e stupidi.
Bisogna essere brave ma non troppo soprattutto rispetto al partner. Sempre giovani però serie. Affascinanti nella giusta misura, altrimenti diamo adito a strani pensieri. Se inseguiamo il potere, vuol dire che siamo frustrate dal punto di vista sentimentale o sessuale e difficilmente poi abbiamo modo di averne alla pari di un uomo.
A volte siamo noi stesse a trovare i modi per non sentirci all’altezza. Abbiamo bisogno di avere tutto sotto controllo, gestire in prima persona, non vogliamo delegare. Ci creiamo situazioni impegnative e scomode, improbabili da gestire per le quali non farcela è sopravvivenza. E le trasformiamo in occasioni per darci addosso, riprova delle nostre incapacità. Oppure ci creiamo parametri di valutazione troppo ambiziosi, siamo perfezioniste, categoriche.Diventiamo ipersensibili ai commenti, alle critiche delle persone che ci vivono accanto ma anche a quelle con le quali non abbiamo niente a che fare ma delle quali ci preoccupiamo pensando a cosa possono dire di noi. E poi rimuginiamo, ripensiamo, facciamo collage mentali con i pezzetti peggiori dei ricordi, quelli in cui siamo state ridicole, abbiamo deluso e perso. Impegnativi lavori mentali che portano risultati più che soddisfacenti per alimentare la paura di non farcela.
Forse ci sono momenti di vita più vulnerabili alle incertezze personali, come l’adolescenza e l’età “matura”, snodi evolutivi delicati della nostra esistenza. Però l’inganno del fallimento è sempre in agguato.
Anche riuscire può far paura. Responsabilizza, pesa, soffoca. Così, non è raro rimandare, evitare, distrarsi proprio per sottrarsi al confronto con la realtà e magari, chissà, scoprire di non essere veramente all’altezza. Oppure di poterla spuntare e farcela.
Allora, involontariamente, tendiamo a sabotare le occasioni di autoaffermazione e a fuggire dalle opportunità. Una difesa per paura di dover prendere in mano la propria vita, essere costrette a fare qualcosa, a cambiare davvero.Perché alla fine abbiamo più confidenza con il fallimento e conosciamo poco il successo. Fallire è un po’ tornare sui propri passi, riuscire vuol dire muovere delle trasformazioni, dentro e fuori di noi. Non è raro uscire da una crisi – senza superarla in effetti – ripristinando i soliti modi, rimettendo a posto tutto così come era.
La paura di arrivare e non esserne all’altezza può riproporci continui insuccessi. Se riusciamo in una dieta, per fare un esempio semplice, si diventa probabilmente più attraenti per gli altri e questo può compromettere la nostra relazione attuale, potremmo ritrovarci a non saper più gestire situazioni nuove. Così, fallire significa rimanere nei nostri odiati ma rassicuranti chili di troppo.
Inoltre il successo non gode di buona reputazione, è influenzato da vari condizionamenti. Si dice che comporta rischi, delude, fa rimanere soli. Che la vita invece è fatta di rinunce, bisogna sopportare, pazientare. Vale in particolare per noi donne. Ma successo non è diventare famosi, ricchi e potenti bensì semplicemente realizzare quello che si desidera, andare avanti nella nostra vita, essere autentiche. Senza bisogno di ristagnare nella sofferenza a tutti i costi.

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 .

“…se non vi è guarigione emotiva, nessuna reale guarigione potrà avvenire…”

“…se le emozioni represse, le emozioni distruttive inconsce, i copioni emotivi disfunzionali non vengono riparati, essi continuano a intrudere nei percorsi di crescita personale…”

“…il benessere emozionale è dato dalla capacità di sentire pienamente le emozioni che vengono letteralmente stimolate e lasciarle fluire in modo che l’energia di cui sono fatte possa effettivamente scaricarsi e scorrere …”

“…il malessere emotivo dipende proprio dall’incapacità di tollerare il flusso e il movimento delle emozioni in voi, tanto che siete inconsciamente costretti a difendervi da esse, o dal fatto che non siete capaci di lasciar davvero andare queste emozioni…”

“…la guarigione emotiva passa per la costruzione di una capacità di sentire e tollerare l’intensità delle vostre emozioni, la verità della vita che in esse è contenuta e veicolata…la guarigione emotiva accade entrando in contatto diretto con il vostro inconscio emotivo, aprendolo, divenendone consapevole…questo comporterà un vero e proprio viaggio dentro di voi, di scoperta, di riparazione e di perdono…

       “

( Erica Francesca Poli ) da http://www.ericapoli.it/

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Il ‘perdono’ verso me stessa…una questione che mi rincorre frequentemente da un pò di tempo a questa parte…che mi viene proposta…richiesta…di cui sento la necessità anche, ma me ne sfuggono i confini, i meccanismi reali… è tutto ancora troppo confuso, sfocato…e forse ci vorrà ancora tempo…ma ho ancora tempo?

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14 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. pinadamato
    Ago 31, 2014 @ 01:55:01

    Interessanti considerazioni e ottimi consigli, che ricordano il Programma Recovery di Patricia Deegan. Felice notte. Pina.

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  2. Silvia
    Ago 31, 2014 @ 11:42:14

    Certo che hai tempo….ma prima ci riuscirai, e prima ritroverai un po’ di serenità 🙂

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  3. Claire
    Ago 31, 2014 @ 11:55:25

    Io ti abbraccio in silenzio tra una lacrima e l’altra, perchè ci sono dentro in pieno …
    Ma so che ce la possiamo fare. Dobbiamo solo capire che lo vogliamo davvero …

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    • CrazyAlice
      Ago 31, 2014 @ 12:03:18

      C’è da capire la strada, cara Claire…perchè quello che si deve fare o smettere di fare è descritto molto bene…ma come farlo? E’ qui che manca la pagina delle istruzioni…
      Un grande abbraccio!

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      • Claire
        Ago 31, 2014 @ 12:09:38

        Il Liga la canta così:
        “Qua nessuno c’ha il libretto d’istruzioni,
        credo che ognuno si faccia il giro come viene,
        a suo modo,
        qua non c’è mai stato solo un mondo solo … ”
        La capiremo la strada, la stiamo già cercando.

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  4. TADS
    Ago 31, 2014 @ 12:07:20

    pregevoli riflessioni, anche se ho colto qualche passaggio cervellotico, le donne dovrebbero veramente iniziare ad eliminare fantasmi creati in proprio

    TADS

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  5. ninjalaspia
    Ago 31, 2014 @ 21:13:36

    C’è sempre tempo, Crazy, di questo son convinta. L’articolo non lo condivido molto, siamo più semplici di quanto uno psicologo possa professionalmente ammettere. E nella nostra semplicità è contemplato il cambiamento e il rinnovamento. Tutto normale e lecito, difficile affrontare il cambiamento ma si tratta di un meccanismo naturale che abbiamo tutti. Per quanto ti conosco, poi, posso sostenere che sei una donna determinata e di sicuro successo. Il successo, secondo me e dopo tante riflessioni, è tutto nostro, intimo, e non ha nulla a che vedere con i cliché sociali.
    Buona notte, stella mia, tanto kiss

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  6. protegemoidemesdesire
    Set 02, 2014 @ 02:15:01

    Sembra di leggere dentro me…….

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