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NABAJYOTISAIKIA

 NABAJYOTISAIKIA

E’ una cosa che ho trovato in rete qualche giorno fa…e non so quanto ci sia di vero e quanto di inventato…e sinceramente è tanto bella così che non mi son presa la briga di controllare.

Fatelo voi, se vi va…a me non interessa…la prendo come una favola, come una delle tante ‘c’era una volta…’

Si narra che ci sia una tribù africana che ha un costume molto bello.

Quando qualcuno fa qualcosa di sbagliato e nocivo, prendono la persona al centro del villaggio, arriva tutta la tribù e la circonda.

Per due giorni, dicono all’uomo, tutte le cose buone che ha fatto.

La tribù crede che ogni essere umano viene al mondo come un bene.

Ognuno è desideroso di amore, pace, sicurezza, felicità.

Ma a volte, nel perseguimento di queste cose, commettiamo degli errori.

La comunità vede quegli errori come un grido di aiuto.

Essi si uniscono per sollevarlo e per ricollegarlo con la sua vera natura, per ricordargliela fino a quando non si ricorderà pienamente la verità dalla quale era stato temporaneamente disconnesso,

“Nabajyotisaikia!”

“Midori”

NABAJYOTISAIKIA, è un complimento utilizzato in Sud Africa e significa: “Io ti rispetto, ti nutro. Importa a me…” in risposta dicono MIDORI, che è: “Così, esisto per te… “

Ecco, io trovo questa pratica di incitamento all’amore, alla pace, alla sicurezza, alla felicità, di una bellezza incommensurabile…

Noi viviamo accompagnati, dilaniati, affossati dai sensi di colpa ogni momento della nostra vita…e sbagliamo, veniamo condannati, additati, messi alla gogna, lasciati al pubblico ludibrio, e al giudizio tremendamente inclemente di noi stessi contro noi stessi…

Così ti senti sbagliata quando tuo fratello nei suoi giochi adolescenziali ti chiama ‘tegame’ e ti convinci che ha ragione e che devi fare ogni sforzo possibile per dimostrare al mondo e a te stessa che non lo sei… ti senti in colpa se molli l’università perchè inizi a lavorare che tua mamma si è ammalata e mancano i soldi per pagare la retta e decidi di pagartela da sola, salvo poi verificare che non hai più tempo nè energia per studiare… ti senti in colpa se il tuo ragazzo di un tempo di molla un calcio nella schiena perchè non scendi sufficientemente veloce le scale, o ti sbatacchia al muro se gli fai male mentre fate l’amore, o sfonda la porta con un cazzotto a due cm dal tuo naso perchè ti sei svegliata troppo presto… ti senti in colpa se lasci il padre di tuo figlio perchè ti chiama ‘nano deforme sottosviluppato e con la testa grossa’ e tutti di dicono di restare e di avere pazienza che gli uomini son tutti uguali, ma te vuoi troppo bene a te stessa per rassegnarti a meritare solo insulti… ti senti in colpa persino quando tuo figlio ti dice che sei la mamma più bella del mondo, e tu pensi alle volte che alzi la voce perchè stai facendo tardi per portarlo all’asilo e te ne vergogni… ti senti in colpa quando ti rendi conto che la persona di cui sei innamorata ti vuole bene davvero, e gli vai bene così come sei, e sei quasi certa di non meritartelo davvero…

Ho sbagliato tante volte nella mia vita…e non sono certo sicura di non sbagliare per altrettante volte più una nei giorni a venire…ma in una cosa concordo con la ‘favola-tradizione’ africana…sono tutte sommesse, laceranti, silenziosamente potenti grida di aiuto…

E allora in mezzo al cerchio mi ci metto da sola…e da sola mi ripeto tutto quello che ho fatto di buono nella mia vita, e tutto quello che faccio giorno dopo giorno, ora dopo ora anche adesso, nel presente… e urlo a gran voce a me stessa:

“Nabajyotisaikia!” “Io ti rispetto, ti nutro. Importa a me…”

E con la stessa forza rispondo:

“Midori” “Così, esisto per te… “

Così…senza più sensi di colpa…

Così…perfettamente imperfetta…venuta al mondo, immersa nel mondo come un ‘bene’ 

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A velocità diversa – The ‘heartsmender’ – Cap.2

Il primo capitolo lo trovate qui: https://crazyaliceinwonderland.com/2014/10/01/a-velocita-diversa-the-heartsmender-cap-1/

Non avevo visto la scala di corde… eppure c’era… ma c’era?

Inizio a salire, un incerto passo dopo l’altro…verso l’alto…e le corde dondolano, mantenere l’equilibrio è ad ogni ascesa una conquista di incerta stabilità…

Affanno, collo teso, sudore freddo di fatica e ansia…

Arrivo, mi arrampico sul piano della piattaforma…il mondo smette di oscillare, riacquisto una posizione di eretta stabilità, respiro sollevato…e i miei occhi incontrano il fianco di un esile ometto curvo, pantaloni larghi e cadenti, un grosso grembiule di pelle marrone, le maniche della camicia arricciate sopra il gomito, occhiali grandi, spessi un dito, e dalla posizione della sua testa, tesa verso l’alto nel tentativo di avvicinarsi più possibile all’oggetto del suo guardare, capisci quanto lo spessore di tali lenti gli sia indispensabile…

Muove le braccia, le agita lentamente in aria a velocità diverse, quasi come un direttore d’orchestra, e le luci che si vedevano dal basso e che ora si son fatte più vicine, rispondono ai suoi movimenti… si avvicinano, si allontanano, fluttuano in una direzione o in un’altra, insieme o in solitudine, quasi a comporre un silenzioso dialogo muto di parole e discorsi e frasi di un linguaggio articolato ma sconosciuto, incomprensibile…

Una coppia di luci vicine, ma dallo splendore offuscato come un sole coperto da nubi in un tramonto di fine estate, si sta avvicinando…

Aspetta…ma cosa sono?

Non sono luci…

Sono cuori pulsanti, sono anime vive che si muovono nel firmamento di questo cielo irreale, e parlano, dialogano, ascoltano, obbediscono quasi, ai movimenti di questo artigiano a mezz’aria…

“Ma te chi sei? Cosa stai facendo? Sono due cuori quelli che si stanno avvicinando? Ma che posto è questo?”

La raffica di domande tradisce un malcelato miscuglio di ansia e curiosità, sono frettolose…accelerate…

“Io sono l’Aggiustacuori” risponte l’ometto, in modo pacato…lentamente…

“Cosa???”

L’Aggiustacuori prosegue:  “Qua sopra le nostre teste ci sono tutti i cuori del mondo, l’anima di ogni uomo li illumina tanto da somigliare a stelle… Già illumina la notte la luce che emana da un cuore solitario…Ma quanto splendore quando due cuori si muovono vicini… Riesci a vederla?”

“Sì…” rispondo…e la meraviglia già ha preso il posto dell’ansia…

“I cuori che si muovono alla stessa velocità, nella stessa direzione ed emanano il calore e la luce di un fuoco ardente sono i cuori degli innamorati…Li vedi? Mi si avvicinano talvolta…e mi parlano della bellezza degli abbracci, delle parole sussurrate, delle passioni sconvolgenti, delle carezze, degli sguardi carichi di tutto quello che non c’è bisogno di dire, perchè già compreso l’un l’altro, senza filtri, senza bisogno di aprir bocca…mi parlano dell’amore”

Sono incantato ad ascoltare l’Aggiustacuori e a scoprire quanta immensa bellezza ci sia in quello che le sue parole mi danno la chiave per vedere…riesco a vedere l’amore, quello vero, quello che ricordo sulla tua pelle, in uno sguardo, in un movimento delle labbra che aveva sfiorato anche me una volta…un bel pò di tempo fa…

Nella meravigliosa bellezza di quell’incanto, la mia bocca quasi automaticamente si apre ed escono le parole di un’antica domanda…non ho realmente pensato alla domanda in quel momento…ma forse ce l’ho sempre avuta dentro…aspettava solo di incontrare la persona giusta a cui chiedere:

“Ma cosa succede quando due cuori iniziano a viaggiare a velocità diversa? Quando si cominciano ad allontanare, e lo splendore della luce della loro unione si affievolisce?”

E proseguo: “Hai detto di essere l’Aggiustacuori… cosa fai quando ti accorgi che due cuori non battono più all’unisono?”

I due cuori che si stavano avvicinando hanno intanto raggiunto a mezz’aria l’altezza del volto dell’ometto dagli spessi occhiali…sono ancora vicini, si tengono ancora per mano, ma impercettibilmente, ogni attimo che passa, la loro unione si fa più sottile…il bagliore che li faceva sembrare una cosa sola da lontano si fa sempre più esile, come una corda tesa tra due spunzoni di roccia, a sostenere in funambolico equilibrio quell’amore che ancora li tiene vicini, ma non più tanto forte da renderli una cosa sola…sono due mani, che da esser state intrecciate fino a condividere ogni cellula della loro pelle sono adesso rimaste unite solo per la punta delle dita…

L’Aggiustacuori muove le sue braccia nel muto dialogo coi cuori opachi che si stanno separando proprio di fronte a me…e lentamente mi da la sua risposta…

To be continued…

Reblog: #lasciamisognareinpace.

Ancora una volta ribloggo con immensa gratitudine questa meraviglia di dedica, questa incitazione a sognare, questa spinta a star sempre coi piedi in aria e la testa alta, verso le stelle… La cambio al maschile e la dedico al mio bimbo, perchè i suoi occhi non smettano mai di luccicare, e perchè possa sempre continuare a ricordare anche a me che è bello urlare, che nessuno deve permettersi di dire di fare piano ai sogni e ai desideri, che tutto può succedere…e ‘abracadabra’…
Grazie Pinocchio…grazie davvero!

Pinocchio non c'è più

Esistono cose che non riusciamo a vedere, ma questo non significa che non ci siano.

Quando ti imbatti in una di esse, meravigliati. Sono le illusioni, i sogni, i desideri.
E quindi stupisciti che son fatti per quello, per essere vissuti per quello che sono: punte di spilli di magia assoluta e la magia non va spiegata.

E allora assaporale le gioie infinite, ma anche i dolori, che serve comunque per imparare a gestirli, come quei mostri che ti mangeranno il sonno, come quel senso di vuoto assordante che sentirai ogni volta che perderai il passo, per fermarti a guardare due occhi graffianti, che ti prendono alle spalle e non ti molleranno più.

E allora innamorati e gridalo al mondo, che c’è bisogno di un po’ di frastuono, che a fare silenzio si prendono spintoni, che a fare silenzio si viene calpestati.
Innamorati e vivilo all’ultimo respiro che in questo…

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OTTOTTOBRE

Inizia un capitolo nuovo

La prima sera a casa nuova…la mia piccola malconcia casa dalla porta verde

Tanto lavoro per renderla abitabile, per farne nido di nuove serenità

Due patate lesse sul piatto nuovo…la cena migliore della mia vita

Respiro aria nuova…respiro…riempio i polmoni…

Odora di sogno realizzato quell’aria, di nuove sfide…di riconquistata serenità

Ringrazio qualsiasi forza mi abbia portata qui, adesso, ora…nuova vita

Che duri il tempo di una cena…un giorno, un mese, un nuovo anno…ne sarà valsa la pena

Nuove premesse…rinnovate promesse a me stessa…

E’ stato il respiro più bello degli ultimi tempi…un nuovo sorriso, una nuova me

Respiro…sorrido…riparto per nuove felicità

Reblog: Giro girotondo…

Condivido ogni singola parola, ma davvero ognuna delle parole uscite dalla mente di Sun… In una giornata in cui persone che dovrebbero essermi vicine e quindi sostenere e sorreggere le mie scelte hanno definito mio figlio “…quel povero bambino…” e me una persona che non ha la testa sulle spalle… Fanculo!

“Ché io, la polvere dal culo non me la voglio levare. Ché quella polvere è ciò che mi distingue come individuo pensante con la propria testa e non facendomi trascinare dalla corrente o da dove tira il vento.” (cit.)

Pensieri distesi al sole

Perché le O, quando scrivi, non escono mai perfette.
Un po’ come quei girotondi tutti svergoli che fai da bambino perchè uno tira da una parte e uno tira dall’altra.
L’imperfezione è ciò che ci rende diversi, dissimili da tutte quelle persone che vogliono apparire, da coloro che sono convinti che seguire certi diktat sia la strada giusta per conquistarsi un posto nel regno dei cieli.

Beh! peccherò di presunzione ma l’unica via che voglio percorrere è quella che io ritengo giusta, quella che mi permette di compiere i miei passi con le mie scarpe.
Quella che a fine giornata mi fa addormentare serena e convinta di aver agito seguendo quelle che sono le mie idee, le mie decisioni e non quelle degli altri.
Che se ho sbagliato, è stato per causa mia e non per uniformarmi alla massa.

Perché non ci si guadagna un posto tra le nuvole andando…

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