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Piccoli “ometti” crescono

Quando ero piccola io nessuna di noi bimbe poteva scappare alla lettura di “Piccole donne” e “Piccole donne crescono” di Luisa May Alcott…

Mio figlio è un maschio, quindi niente “Piccole donne crescono”…ma anche senza un libro dal titolo ad hoc, come cresce il mio “ometto”!!!

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(23/10/2014 – “La mamma, Elio, il sole, il prato e il cielo”)

Lui crea e detta il titolo…e guai a non rispettare esattamente i dettami del mio piccolo “artista”!!!

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Questa la sua “bambolina” creata con feltro, cartone, lana, pennarelli e fantasia…

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Questa la sua “farfalla”…lui ordina cosa, come, dove e di quale colore, e io ritaglio e incollo!!!

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Questi il fronte e il retro del cuore fatto per la mamma coi petali “d’oro”…

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Questi il fronte e il retro di un altro cuore fatto sempre per la mamma…e quella disegnata sul retro sono io…con il cappello e la piuma anche!!!!

E lui disegna, scrive, e come sopra ordina cosa, come, dove e di quale colore, e io ritaglio e incollo!!!

Mentre accanto a lui lo aiuto e cerco di capire il suo processo creativo (…e sappiate che è impossibile seguirlo!!!!) io lo ammiro di un’ammirazione pari a quella che riserverei alle opere d’arte più famose delle stanze più illustri dei vari musei del mondo… a bocca aperta per lo stupore di tanta meravigliosa fantasia!

E se i nervi a fior di pelle di un capriccio appena sedato o di una serie di ingorghi della tua vita che non vogliono sbrogliarsi ti attanaglia la mente, bastano due minuti in cui ti siedi sulla seggiolina accanto a lui, che tutto magicamente svanisce!!!

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Seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritti fino al mattino.

“Mamma, voglio che lasci le mie stelle accese tutta la notte, per tutte le notti!!!”

Questa la frase di mio figlio stamani, e queste le sue stelle:

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Le luci sono una delle cose più affascinanti e meravigliose che caratterizzano e inondano ogni punto in cui si posa lo sguardo durante il periodo che precede il Natale…e io le aspettavo per ricostruire al mio bimbo il suo “piccolo angolino di cielo”…

Dal vivo, vi garantiscono riempiono la sua cameretta di magia…prima di dormire e sognare, di draghi e folletti, di principi e fate, di pirati e robot….

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è.

Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione
ti ha un po’ preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è

E a pensarci, che pazzia
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà!….

Son d’accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri
se non c’è mai la guerra
forse è proprio l’isola
che non c’è. che non c’è

E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te

Son d’accordo con voi
niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
né soldati né armi
forse è proprio l’isola
che non c’è…. che non c’è

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è.

E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te

Perchè? Perchè lo faccio?

Perchè voglio che ci creda…esattamente come non ho mai smesso di crederci io…

 

“Andare sempre avanti”

Quando si hanno dei bambini in giro per casa, la televisione diventa uno strumento di loro dominio pressocchè assoluto, tranne per quei rari e purtroppo brevi momenti in cui possiamo ‘fermarci’ a giocare con loro e lasciare che loro ci insegnino a tornare bambini, o dopo che sono andati a letto, e la televisione torna ‘nostra’, se si ignorano i panni da stirare, la lavatrice da stendere, i piatti da rigovernare…e il sonno che ci assale, ancor prima, spesso, che loro abbiano chiuso gli occhi…

Così i cartoni animati diventano il sottofondo che ci accompagna mentre cuciniamo la cena, e, in attesa che sia pronta può accadere che ci si sieda due minuti accanto a loro e ci si trovi alla fine di uno dei tanti dvd della Disney e sullo schermo appaia questa scritta:

” Da queste parti, tuttavia, non ci soffermiamo troppo a guardare indietro.

Andiamo sempre avanti, per aprire nuove porte e fare cose nuove, perchè siamo curiosi..

E la curiosità continua a spingerci lungo nuovi sentieri.

Andare sempre avanti.”

Walt Disney

(immagine presa dal web)

Oggi pomeriggio mi aspetta un colloquio di lavoro con uno dei miei più cari vecchi amici di università, che nei tanti anni che hanno riempito il nostro reciproco silenzio, ha costruito un’azienda abbastanza fiorente da essere alla ricerca di una figura professionale per la quale, dopo tanti anni, ha pensato a me, ha alzato il telefono e mi ha chiamata, in un momento che il caso ha voluto non potesse essere più propizio…

Non ho capito esattamente cosa verrebbe richiesto alla mia professionalità (…perchè, quale professionalità ho??? Boh!!!…), cosa potrebbe volere, lavorativamente parlando, proprio da me, visto che ha cercato proprio me… ma la frase letta sullo schermo ieri sera mi è sembrata propizia…e adesso sono ‘curiosa’…

Perchè non voglio soffermarmi a guardare indietro, perchè voglio andare avanti, fare cose nuove, aprire nuove porte, spingermi verso nuovi sentieri…perchè sono ‘curiosa’…sono sempre stata maledettamente ‘curiosa’…al limite dell’incoscienza di un bimbo… appunto…

Magari non ne verrà fuori niente, è una delle possibilità, al 50%, esattamente come invece potrebbe venirne fuori l’inizio di una nuova avventura…

Non ci penso granchè adesso, a cosa potrebbe essere, voglio solo rivedere un caro vecchio amico e fare con lui una bella chiaccherata! E poi staremo a vedere!

Voglio “andare sempre avanti.”

(immagine presa dal web)

E il Grande Fratello ha deciso: SEI STATA LICENZIATA!

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(immagine dal web)

Succede…

Succede che il 17 Settembre tu firmi il contratto di affitto per la tua nuova abitazione, un nuovo piccolo nido da dove far ripartire la tua idea di famiglia, di mamma, di persona…forte di un contratto a tempo indeterminato che, sebbene part-time, ti da una certa garanzia di un’ entrata sicura, con la quale poter sostenere le nuove spese, sebbene arrancando un pò…

Succede che l’8 Ottobre, tu e tuo ci figlio ci entriate in quella casina dalla porta verde, e diventa il luogo di nuove risate, di nuovi giochi, di nuove brontolate, di nuovi capricci frignoni…ma è il tuo nuovo punto fermo…la tua nuova ‘base terra’ da cui partire in volo verso lo spazio infinito dell’avventura chiamata vita…

Succede che il 30 Ottobre venga indetta una riunione dal capo area della catena internazionale di negozi per cui lavori…e pensi che, avvicinandosi al Natale, sia l’occasione per spronare il personale della filiale alle vendite, e magari che ci esca anche un’aumento di ore per ingrassare un pò i conti dello stipendio dicembrino…e condire con un pò di fatica in più, ma una maggiore serenità economica, le feste splendenti di lucine che chiudono il faticoso anno quasi passato…

Succede invece che il 30 Ottobre ti trovi in mano una lettera con l’apertura della procedura conciliativa, che obbligatoriamente precede il licenziamento, perchè l’azienda multinazionale per cui lavori ha deciso di chiudere il tuo negozio il 15 Dicembre…

Succede che ti rivolgi ai sindacati, che aspetti le lettere di rito e le convocazioni per le riunioni nelle quali verrà decisa la tua sorte… Succede che a distanza di venti giorni ancora non sai se ti verrà offerto un posto di lavoro alternativo, ma è molto probabile che non ci sia più posto per te in quell’azienda, perchè ti offriranno posti liberi in Emilia Romagna, o in Liguria, o chissà in quale altra parte d’Italia, ma è scontato che tu, con un bimbo ancora in età prescolare, e senza più un soldo, già che hai investito tutto quello che avevi (e anche quello che non avevi) nel tuo ‘progetto casa dalla porta verde’, non potrai accettare trasferimenti lontani, visto che il tuo contratto prevedeva solo 18 ore di lavoro settimanali (e niente può farti pensare che possano aumentare), e uno stipendio con il quale sarebbe impensabile sostenere i costi di abbonamenti di treni et similia e lo stare lontani da casa intere giornate in attesa dell’arrivo o del ritorno…

Così succede che ti ritrovi a sistemare per l’ennesima volta il tuo curriculum, lo stampi in copie innumerevoli e lo spargi ai quattro venti…perchè non puoi proprio permetterti adesso di non avere un lavoro…adesso che solo poco più di un mese fa hai deciso che dovevi a te stessa e al tuo bimbo un atto di coraggio che ti facesse uscire dalla melma della depressione e che tornasse a darti la gioia di condividere quattro muri, un micro divano, una televisioncina da 15 pollici e una cesta di giochi con il piccolo ometto più importante della tua vita…

Ma era troppo bello, vero?

“Quell’angelo sporco di fango e senz’ali vuole tornare a volare?” deve aver pensato il Grande Fratello facendosi grandi risate grasse con gli amici…”AghAghAghAgh!!! Aspetta che lo tiro giù io…Lo acchiappo per la cintola e…Sbaaammm!!! lo risbatacchio per bene nella melma in cui deve stare…”

Ed eccomi qua…il Grande Fratello ha deciso che senza le ali e sporca di fango non potevo tornare a volare…e allora via il lavoro…”Sei stata LICENZIATA!!!…AghAghAghAgh!!!!”

Succede…

Succede anche che, e comincio a pensare che non sia un caso, continua a piovere incessantemente…e la melma, guarda caso, si alza e tracima, e invade cantine, case, stivali, anima, mente, cuore…

Succede che torno a cercare lavoro…ancora una volta…di nuovo…

Succede che nelle parole confuse che arrivano dalla televisione sempre accesa sui programmi di informazione a casa dei miei genitori, sento le parole di un lavoratore in piazza che dice “Noi siamo qui oggi perchè non è possibile che la democrazia si fermi davanti ai cancelli di una fabbrica…”

Parole illuminanti per me…la democrazia si sta fermando davanti alla porta del negozio che ho allestito, per cui ho lavorato senza risparmio, al massimo delle mie capacità, che dovrò smontare il prossimo 14 e 15 Dicembre, che continua a ricevere il materiale e le circolari illustrative delle vetrine di Natale e dei saldi dell’inizio del nuovo anno, pur avendo decretato la nostra chiusura il prossimo 15 Dicembre, che continuerà a pagare l’affitto dell’immobile per i prossimi sei mesi, perchè la vera spesa da eliminare siamo noi dipendenti, sono le persone, sono io…con mio figlio, i miei due gatti, e la casina dalla porta verde…

Succede…

Non è per niente bello…ma succede…

Succede che torni a non sapere se sia meglio muoverti subito alla ricerca di nuovo lavoro, oppure aspettare la disoccupazione e nuove proposte che possano arrivare in ambiti totalmente diversi da quelli in cui ti sei messa alla prova finora… Succede che ti sembra di vederti da fuori, e non ti va di rivedere la testa bassa, la schiena curva, gli occhi tristi, la bocca tesa, il passo rassegnato che ti hanno caratterizzato ai tempi degli attacchi di panico e delle goccioline antidepressive… Succede che non ci vuoi proprio tornare ad essere tanto infelice… Succede che vuoi continuare a stare nella tua casina dalla porta verde, e che qualcosa ti inventarai per riuscire a pagare l’affitto e a campare…

Succede che non vuoi mollare…

Succede che ti decidi a scriverne, quasi fosse una sorta di elaborazione del lutto, di un lutto tutto tuo, che vuole portarti a pensare che tu abbia sbagliato di nuovo nella tua vita…. “Ecco, vedi… Potevi aspettare a prendere casa in affitto da sola, potevi startene buona buona a casa coi tuoi a morire dentro minuto dopo minuto, e adesso non avresti il problema di come fare a pagare l’affitto!!!”

“Ecco, vedi?… Hai sbagliato di nuovo!!!”

Ma io non penso di aver sbagliato, sono convinta di non aver sbagliato…solo che adesso devo di nuovo abbassare l’elmo e combattere una nuova battaglia alla ricerca di un nuovo lavoro…e le cicatrici passate, la fatica appena passata ancora dolgono e pesa…ma riabbasso l’elmo e mi butto nella mischia…perchè stavolta chi ha sbagliato non sono io…chi sbaglia non sono io…chi mi affonda e mi tiene la testa nel fango per farmi annegare non sono io…e lottare contro qualcun’altro, contro qualcos’altro…anche solo per convincere chi ti deve assumere che sei la persona della quale non possono assolutamente fare a meno…è una passeggiata in confronto a lottare contro se stessi…e io ne sono un esperta….

Quindi giù l’elmo e ci si ributta nella mischia…che adesso ho fatto pace con me stessa, sono serena… stanca morta, ma serena…

E…dimenticavo…

“VAFFANCULO GRANDE FRATELLO DEL CAZZO!!!!”

A velocità diversa – The ‘heartsmender’ – Cap.3

Il primo capitolo lo trovate qui: https://crazyaliceinwonderland.com/2014/10/01/a-velocita-diversa-the-heartsmender-cap-1/

Il secondo capitolo lo trovate qui: https://crazyaliceinwonderland.com/2014/10/23/a-velocita-diversa-the-heartsmender-cap-2/

“Vedi amico caro,  quando l’amore intona il suo canto più luminoso, i due cuori uniti da tanto sentire vivono in unico respiro, in unico battito, in un sognante unico sussulto di anima e corpo, di pensieri e gesti, di carezze, abbracci, baci, estasi dei sensi…e non c’è bisogno di parlare, gli sguardi reciproci di entrambi racchiudono una comune visione del mondo, delle cose, delle sensazioni, quasi fossero una cosa sola…”

Continua a muovere le braccia, nella loro danza di parole non dette e uno dei due cuori si volta, schiena all’altro…luccica una lacrima che geme dal suo pulsare che si è fatto ansioso…le loro mani ancora debolmente unite.

L’Aggiustacuori continua:

“Poi la vita nel mondo lentamente, inesorabilmente raffredda i moti dell’amore, i cuori continuano ad andare per mano, ma distratti da tante misere questioni terrene…stanno vicini perchè sanno di trovare nell’altro uno specchio del proprio benessere, si danno reciprocamente per scontati, e tutto diventa abitudine…ma lentamente, inesorabilmente le linee dei loro percorsi cominciano a non essere più parallele, lentamente, inesorabilmente cominciano a prendere direzioni diverse… E iniziano i litigi, le discussioni, le parole che non hanno più lo stesso significato per entrambi, non si capiscono, non si comprendono più… e si alzano le voci, si raffreddano i moti del cuore…e arrivano rabbia e ripicca e rancore e urla…”

“Ed è allora che le loro luci si fanno opache, il loro calore si raffredda…ed è allora che li chiamo, o che arrivano da me, perchè io ricordi loro quello che sono stati, quello che ancora possono essere, se solo riuscissero a ricordare e a ritrovare sepolto nella radice del loro pulsare quel battito speciale che li aveva trovati uniti in uno sguardo, in una parola, in un abbraccio del loro tempo passato…”

“Cerco di aggiustare il loro battito, perchè ripartendo insieme dal ricordo della magia del loro inizio possano tornare a splendere e a battere all’unisono…ma non è facile, ragazzo…non sempre ci riesco…”

Io avevo ascoltato le parole dell’Aggiustacuori quasi senza respirare, e senza distogliere lo sguardo dai due cuori opachi di luce agonizzante di fronte a noi…

Improvvisamente l’Aggiustacuori si ferma, le braccia ancora ferme a mezz’aria.

Tira una folata di vento gelidissimo che stringe il respiro…

I due cuori si separano, l’aria si fa impercettibilmente più buia…

L’Aggiustacuori abbassa le braccia, lunghe arrese lungo i fianchi, reclina la testa sul mento, si fa piccolo e sconfitto…

“Vedi amico caro…non ci sono riuscito…e il mondo intero è adesso più freddo e più buio… Mi dispiace…”

Fine

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