Gentilmente offerto a vossignoria…il riassunto del 2014!

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 16.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 6 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Visti così, i numeri sono impressionanti…quindi, ancora una volta, rinnovo il mio GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! per tutti quanti voi!!!!!!!!!

Vi suggerisco un buon proposito per il nuovo anno in arrivo…leggere “IL MONDO IN UN BLOG”

Copertina Natale

Eccoci qua alle soglie del nuovo anno, ed ecco il secondo numero dell’e-zine “IL MONDO IN UN BLOG”!!!

Ha una meravigliosa veste grafica tutta nuova e trovate anche una sezione dedicata ai racconti di Natale…ma, dico io…non avete già voglia di andare a darle un occhio???

Suvvia, è facile…basta cliccare qui! >>>>>>>>> Il mondo in un blog 2

Quello che invece trovate qua sotto è l’articolo che ho scritto io, per la rubrica “Inseguendo il Bianconiglio”, e che vi basti solo per stuzzichino, perchè merita davvero andare a leggerlo tra una portata del cenone e l’altra!!!

IL NATALE DEL BIANCONIGLIO

Era una giornata di caldo, si chiama estate mi hanno
detto…
Con la mamma siamo andati prima in treno, poi,
arrivati a Firenze, così la mamma chiamava il posto dove
siamo arrivati, abbiamo preso un autobus grande, a due piani,
tutto rosso, di quelli senza il tetto e siamo andati in giro per la
città.
La mamma mi diceva che c’erano cose bellissime da vedere, di
guardarmi intorno, che si vedeva il panorama della città ‘più
bella del mondo’ dal Piazzale Michelangelo…ma per me non
era tanto divertente guardarmi intorno, erano molto più belle
le fronde degli alberi che ogni tanto sfioravano la mia testa e
io alzando un braccio e mettendomi in piedi riuscivo a
toccarle…ma la mamma quando lo facevo mi brontolava tutte
le volte, diceva che era pericoloso…chissà perché poi…
Scesi dall’autobus siamo andati a far merenda in una grande
piazza dove la mamma diceva che c’erano il Duomo e il
Battistero, abbiamo mangiato la pizza, bevuto un po’ di Coca
Cola…ma poco perché la mamma dice che non mi fa bene…e
“E2
fatto un po’ di foto…e io facevo la linguaccia…
Poi siamo arrivati in un’altra piazzetta, dove c’era il mercato, e
un sacco di gente vestita strana, con le macchine fotografiche e
parlavano tutti in lingue che io non capivo… e c’era la statua
di un porcellino…e tutti la toccavano e si facevano le foto, e gli
mettevano un soldino nella bocca e poi stavano a vedere dove
cadeva, ed erano contenti se cadeva giù nella grata…
Io non capivo, così ho chiesto alla mamma e lei mi ha spiegato
che quella era la statua del Porcellino,una fontanella per
l’acqua in realtà, e che una leggenda diceva che se gli
accarezzi il muso, esprimi un desiderio, gli metti un soldino
nella bocca e lo lasci cadere, e quello cade diretto giù nella
grata, allora il desiderio si esaudisce.
Così ho chiesto alla mamma un soldino, lei me lo ha dato, l’ho
messo nella bocca del porcellino, ho espresso il mio desiderio
e, dopo avergli accarezzato il muso, l’ho lasciato cadere…
Il soldino non è andato giù diretto nella grata la prima volta, e
allora ho riprovato, riespresso il desiderio, sempre lo stesso, e
la seconda volta c’è andato davvero il soldino giù nella grata!
E allora tutto contento ho chiesto alla mamma se potevo dirle
il mio desiderio… e la mamma mi ha detto che i desideri sono
segreti, non li deve sapere nessuno…ma il mio desiderio era
troppo importante, così gliel’ho detto alla fine in un orecchio
alla mamma: “Il mio desiderio, mamma, è un DINOSAURO!
Vero però, non giocattolo!”.
La mamma mi ha detto di aspettare, perché i desideri non si
esaudiscono immediatamente, ma io sono stato tutto il
pomeriggio a guardare il cielo, perché è da lì che vengono i
desideri, è da lì che arrivano i sogni… e ho aspettato che 3
arrivasse il dinosauro…ma niente, non è arrivato, e la mamma
allora mi ha detto che dovevo aspettare ancora, e magari
aspettare Natale, perché i regali grossi li porta Babbo Natale,
e magari un dinosauro vero è abbastanza grosso da essere tra
le cose che porta davvero Babbo Natale!
Così, l’altra sera, mentre dettavo alla mamma la letterina da
scrivere a Babbo Natale, gliel’ho ricordato a Babbo Natale che
io il DINOSAURO vero lo desidero da tanto tempo, da quando
era caldo, e spero tanto che me lo porti adesso…perché è tanto
che lo aspetto ormai…”
Il DINOSAURO vero arriverà davvero per Natale, sapete?
È alto 140 cm, cioè alto quasi quanto me, e decisamente più
alto di quel bambino che lo desidera e lo aspetta cadere
dall’alto da quel pomeriggio di Agosto…è gonfiabile, e il più
veritiero possibile che io sia riuscita a trovare in giro…
Perché Natale è il regno incontrastato dei bambini, in quei
momenti magici dell’attesa, dalla lettera all’albero, al piatto con
il latte, i biscotti e la carota per le renne, alla frenesia della
mattina…in quei momenti magici si racchiude il mondo intero
delle loro attese, delle loro aspettative, delle loro speranze… il
Bianconiglio, in effetti, se ci pensate bene, di tutti i bambini
che non possono fare a meno di sognare, e credere…di vedere i
loro sogni dentro ai colori dell’arcobaleno e di cercare ogni sera
tra le stelle la via per arrivare all’isola che non c’è…
E l’ho cercato quel DINOSAURO dal momento stesso in cui ho
capito quanto fosse importante per quel bambino, perché un
bambino DEVE credere che i sogni si realizzino, DEVE essere 4
convinto che se una cosa la si desidera con tutto il cuore prima
o poi la si ottiene, che se si ha un sogno bisogna inseguirlo
finché non lo si raggiunge…perché sono convinta che solo così
possa diventare un giorno un adulto che CREDE in se stesso e
insegue giorno dopo giorno i suoi sogni…
Per quel bambino il Bianconiglio è oggi un DINOSAURO, ma
quante altre cose della sua vita assumeranno negli anni a venire
il ruolo affidato oggi a quel DINOSAURO?
Tra poco è Natale…non esiste più per noi la magia,
purtroppo…ma in ogni faccia stupita di ogni bambino che alza
gli occhi al cielo a vedere le stelle, ogni volta, noi possiamo
ancora riuscire a trovare il guizzo del Bianconiglio…e chissà
che non si risvegli in ognuno di noi, attraverso lo stupore dei
bambini, il desiderio della rincorsa!
Cercate di costruire la magia del Natale per i bambini…e,
credetemi, sembrerà di nuovo vero anche a voi!
Buon Natale quindi…e…guarda guarda! È andato di là!
Acchiappatelo per la coda il vostro Bianconiglio…è fate in
modo che non sia tardi stavolta…è il VOSTRO turno adesso, è
Natale anche per voi, è il turno dei vostri sogni!
Prima di salutarvi, vi ricordo che questo spazio virtuale è un
punto di raccolta di richieste e di risposte, di proposte e di
suggerimenti, e il mio compito è semplicemente quello di
smistare quale pacca sulla spalla sia la più giusta da dare a chi
di voi abbia voglia di esporre i propri sogni,i propri desideri e
perché no? i propri tormenti…il proprio Bianconiglio appunto,
qualsiasi esso sia…5
Avete voglia di usare questo canale e me in questo spazio per
provare ad acchiappare il vostro sfuggente Bianconiglio?
Io vi aspetto, contattatemi, e intanto preparo un po’ di pandoro
e panettone per tutti!
Buon Natale, sinceramente, di cuore, a tutti quanti.

BUONA LETTURA A TUTTI!

Natale: Bariona e il figlio del tuono (J.P.Sartre)

Era una sera di quelle che precedono il Natale…era freddo, e il ristorante dove lavoravo era ancora vuoto…

Lo chef dei dolci aveva preparato i cantucci, da offrire a quelli che sarebbero di lì a poco stati a cena nel lussuoso ristorante adiacente al Piazzale Michelangelo a Firenze e, dalla cena che noi camerieri consumavamo prima che iniziasse il servizio, erano avanzati alcuni gusci di noci…

Aggiunsi un piatto, un pò di zucchero a velo, e una spruzzata di prezzemolo e con un paio di gusci di noci e alcune briciole di cantucci costruii un presepe in miniatura…

Ci sono il bue, l’asinello e la pecorina in seconda fila, e davanti, al centro della scena la Madonna sulla sinistra, Gesù Bambino al centro e San Giuseppe sulla destra… riuscite a vederli?

Io li vedevo…ed era Natale…

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Riemergono stasera, da una polverosa cartella nelle varie raccolte di foto sul pc… e le dedico a tutti voi, perchè il Natale che si avvicina possa essere sereno, caldo, ricco di sentimenti e carico di quella gioia che illumina lo sguardo dei bimbi quando scartano i pacchetti che ha lasciato loro Babbo Natale…

Io vi lascio invece uno scritto di J.P. Sartre, che riunisce, sotto l’ala magica della scrittura, un filosofo, riconosciuto come esponente di un esistenzialismo ateo e il mistero di un Dio che si fa uomo. Era il Natale del 1940 e Sartre, detenuto in un campo di prigionia, scriveva una storia per i suoi compagni di prigionia. Quella che segue è la pagina in cui Sartre descrive il presepe, e il rapporto che lega la Madonna al Bambino.

 “E’ Dio, e mi assomiglia ” di J. P. Sartre

Siccome oggi è Natale, avete il diritto di esigere che vi si mostri il presepe. Eccolo… La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L’ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio!

Ma in altri momenti rimane interdetta e pensa: Dio là e si sente presa da un orrore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante. Poiché tutte le madri sono così attratte a momenti davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono in esilio davanti a questa nuova vita che è stata fatta con la loro vita e che popolano di pensieri estranei.

Ma nessun bambino è stato più crudelmente e più rapidamente strappato a sua madre poiché egli è Dio ed è oltre tutto ciò che lei può immaginare. Ed è una dura prova per una madre aver vergogna di sé e della dura condizione umana davanti a suo figlio. Ma penso che ci siano anche altri momenti, rapidi e difficili, in cui sente nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo, e che è Dio. Lo guarda e pensa: “Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. È Dio e mi assomiglia”.

E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l’espressione di tenera audacia e timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride.

E Giuseppe? Giuseppe non lo dipingerei. Non mostrerei che un’ombra in fondo al pagliaio e due occhi brillanti. Poiché non so cosa dire di Giuseppe e Giuseppe non sa cosa dire di se stesso. Adora ed è felice di adorare e si sente un po’ in esilio. Credo che soffra senza confessarselo. Soffre perché vede quanto la donna che ama assomigli a Dio, quanto già sia vicino a Dio. Poiché Dio è scoppiato come una bomba nell’intimità di questa famiglia. Giuseppe e Maria sono separati per sempre da questo incendio di luce. E tutta la vita di Giuseppe, immagino,sarà per imparare ad accettare.

Miei buoni signori, questa è la Sacra Famiglia.

“Miei buoni signori”… BUON NATALE!!!

Tranquilli…che il Natale arriva!

Una delle versioni più belle del classico natalizio Jingle Bells della Duke Ellington Orchestra…Riuscite a tener fermi i piedi?

Io no…

BUONA ATTESA DEL NATALE!!!!

…e che sia NATALE per davvero!

Si chiamava Andrea

Ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro nel negozio che ha assorbito, negli ultimi tre anni e un pò, buona parte delle energie e del tempo disponibile nelle mie giornate…

Non è scaduto il mio contratto, non me ne sono andata io…semplicemente il negozio è stato chiuso, e io insieme alle mie colleghe siamo state licenziate…

Gli ultimi due giorni giorni di lavoro sono stati dedicati allo sgombro totale del negozio, all’impacchettamento di tutta la merce avanzata…esattamente il lavoro opposto di quelle che erano state le mie prime giornate lì dentro, nell’ottobre del 2011, quando il negozio era stato allestito.

Così, tra una battuta e l’altra, per cercare in tutti i modi di scacciare la tristezza e la malinconica desolazione che lentamente avanzava, di pari passo con lo scorrere di queste due ultime giornate, è tornata, prepotente alla mia mente la figura di Andrea, l’unico “cliente” a cui è andato ripetutamente il mio pensiero, l’unico a cui forse…sempre che sia ancora vivo…mancheremo davvero, noi commesse, noi persone, all’interno della luminosa vetrina luccicante…

Era un negozio di bigiotteria e accessori da donna, luminoso, bello, grande, ricchissimo di articoli delle più disparate forme e colori…

E lui si chiamava Andrea… era un barbone, uno dei ‘matti’ che caratterizzano le piazze centrali delle città…

Aveva una casa a due passi dal negozio…’una bella casa’ ci avevano riferito spettegolando alcune nostre clienti…ma lui viveva in strada…

Aveva all’incirca una sessantina d’anni, beveva, lo picchiavano spesso per strada la notte, e a volte si presentava in negozio senza le scarpe, con i segni delle percosse, e un velo di tristezza negli occhi…

Beveva…talvolta aveva anche dato di matto dentro al negozio urlando e gettando a terra le cianfrusaglie che si era ritrovato in tasca…

Ma quando era in buona, quando non aveva bevuto, era buono…ci salutava da fuori tutte le volte che passava davanti alla vetrina e a volte entrava a comprare i ‘gioielli’…

Sì, perchè era ‘matto’…e allora le nostre collane, i nostri bracciali di ferro colorato e plastica dal taglio a brillante erano per lui dei gioielli preziosissimi… diventavano smeraldi, rubini, pezzi di rarissime collezioni che solo lui era riuscito ad ottenere e per i quali aveva paura che la gente potesse portarglieli via…

Comprava anche a volte alcune cose quando c’era gli sconti…voleva il suo sacchetto, dove si faceva mettere da parte i ‘gioielli’ che aveva scelto e giorno dopo giorno ci portava delle monete, quelle che gli avanzavano dopo aver comprato il vino o quelle che erano il risultato del suo accattonaggio, ce le faceva contare meticolosamente, e ad ogni aggiunta metteva la firma…poi, quando raggiungeva la cifra, comprava e usciva felice, di quella felicità che io ho rivisto solo nei bimbi…

Quando non aveva i soldi, o i nostri ‘gioielli’ costavano troppo, entrava a raccontarci le sue storie… ed ecco che un giorno era il bis bis nipote di un potente zar… un altro aveva una statuetta della Tour Eiffel e ci voleva convincere che quella era quella vera e che ce l’aveva solo lui, e quella di Parigi era un falso… un altro ci portava delle piantine tutte marcite che aveva raccattato chissà da quale cassonetto!

E guai a contraddirlo!!!!

Quindi capitava ogni volta che gli dessimo filo, e seguissimo i suoi discorsi interessate a dove la storia di quella giornata avrebbe portato lui…e noi…

Una mattina era entrato con al collo, legata con un laccio da scarpe, una piccola piccozza, probabile souvenir di un qualche luogo turistico alpino, e aveva cominciato a raccontare che suo nonno era stato ‘IL primo alpino’ e che quella che aveva al collo era di conseguenza ‘LA prima piccozza degli alpini’…un reperto storico importantissimo…

Un’altra volta aveva visto una collana con un ciondolo fatto a dente di tigre…finto, ovviamente…mi aveva chiesto se fosse vero, e io avevo risposto di sì…cercando in questo modo di intercettare le sue aspettative… e lui aveva risposto indignato che ‘nooooo!!!! se era vero non lo voleva!!!! perchè se era vero qualcuno aveva dovuto ammazzare una tigre per averlo e le tigri non si uccidono!!!’…e allora ricordo di averlo tranquillizzato dicendo che anche le tigri perdono i denti, come noi umani, e sicuramente quello era cascato da solo ad una tigre…nessuna tigre era morta per quel ciondolo!

Una volta ci aveva portato dei libri, presi chissà dove, e aveva preteso che li prendessimo, uno per uno, come suo regalo personale, perchè eravamo brave, noi commesse, e il nostro capo era cattivo che ci faceva lavorare troppo!

Una volta si era messo a controllare da lontano una cliente ‘sospetta’ che stava cercando di mettere in tasca qualche oggetto (…erano tutti pezzi relativamente piccoli…e senza alcun sistema di antitaccheggio o sorveglianza…) e quando era poi uscita, aveva detto a gran voce che ‘non si ruba!!!’ e che si sarebbe messo lui fuori dalla porta a controllare che nessuno ci portasse via niente…

Ancora una volta mi aveva lasciato in mano un corposo pacchetto di santini di non ricordo quale santo, presi probabilmente dal vicino Duomo, mi aveva chiesto se fossi sposata o fidanzata, se avessi famiglia, e mi aveva raccomandato di portarli a tutti i miei familiari, e mi aveva detto che ero molto fortunata ad avere un bambino…

Infine una volta mi aveva portato una spilla, e nonostante i miei ripetuti rifiuti, aveva preteso che la mettessi al collo, perchè era un pezzo importante della sua personale collezione, e me la regalava…io l’aveva messa alla sciarpa che avevo al collo, e l’avevo indossata per oltre una decina di giorni…nel caso fosse tornato a reclamarla come sua…ma me l’aveva regalata, non la rivoleva…

Era ‘matto’ Andrea…ma a suo modo ci voleva bene…

Sono diversi mesi ormai che non si faceva più vedere…chissà…forse sarà stato ricoverato in qualche clinica…

O forse è morto, Andrea…

E ogni tanto ce lo chiedavamo tutte: ” Chissà che fine ha fatto Andrea?”

Chissà… noi non ci siamo più dietro alla vetrina luccicante coi tuoi ‘gioielli’ preziosi…saresti forse l’unico a cui veramente ‘dispiace’ per noi…

Ma ovunque tu sia, Andrea…Buon Natale… e abbi cura di te…

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