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Si chiamava Andrea

Ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro nel negozio che ha assorbito, negli ultimi tre anni e un pò, buona parte delle energie e del tempo disponibile nelle mie giornate…

Non è scaduto il mio contratto, non me ne sono andata io…semplicemente il negozio è stato chiuso, e io insieme alle mie colleghe siamo state licenziate…

Gli ultimi due giorni giorni di lavoro sono stati dedicati allo sgombro totale del negozio, all’impacchettamento di tutta la merce avanzata…esattamente il lavoro opposto di quelle che erano state le mie prime giornate lì dentro, nell’ottobre del 2011, quando il negozio era stato allestito.

Così, tra una battuta e l’altra, per cercare in tutti i modi di scacciare la tristezza e la malinconica desolazione che lentamente avanzava, di pari passo con lo scorrere di queste due ultime giornate, è tornata, prepotente alla mia mente la figura di Andrea, l’unico “cliente” a cui è andato ripetutamente il mio pensiero, l’unico a cui forse…sempre che sia ancora vivo…mancheremo davvero, noi commesse, noi persone, all’interno della luminosa vetrina luccicante…

Era un negozio di bigiotteria e accessori da donna, luminoso, bello, grande, ricchissimo di articoli delle più disparate forme e colori…

E lui si chiamava Andrea… era un barbone, uno dei ‘matti’ che caratterizzano le piazze centrali delle città…

Aveva una casa a due passi dal negozio…’una bella casa’ ci avevano riferito spettegolando alcune nostre clienti…ma lui viveva in strada…

Aveva all’incirca una sessantina d’anni, beveva, lo picchiavano spesso per strada la notte, e a volte si presentava in negozio senza le scarpe, con i segni delle percosse, e un velo di tristezza negli occhi…

Beveva…talvolta aveva anche dato di matto dentro al negozio urlando e gettando a terra le cianfrusaglie che si era ritrovato in tasca…

Ma quando era in buona, quando non aveva bevuto, era buono…ci salutava da fuori tutte le volte che passava davanti alla vetrina e a volte entrava a comprare i ‘gioielli’…

Sì, perchè era ‘matto’…e allora le nostre collane, i nostri bracciali di ferro colorato e plastica dal taglio a brillante erano per lui dei gioielli preziosissimi… diventavano smeraldi, rubini, pezzi di rarissime collezioni che solo lui era riuscito ad ottenere e per i quali aveva paura che la gente potesse portarglieli via…

Comprava anche a volte alcune cose quando c’era gli sconti…voleva il suo sacchetto, dove si faceva mettere da parte i ‘gioielli’ che aveva scelto e giorno dopo giorno ci portava delle monete, quelle che gli avanzavano dopo aver comprato il vino o quelle che erano il risultato del suo accattonaggio, ce le faceva contare meticolosamente, e ad ogni aggiunta metteva la firma…poi, quando raggiungeva la cifra, comprava e usciva felice, di quella felicità che io ho rivisto solo nei bimbi…

Quando non aveva i soldi, o i nostri ‘gioielli’ costavano troppo, entrava a raccontarci le sue storie… ed ecco che un giorno era il bis bis nipote di un potente zar… un altro aveva una statuetta della Tour Eiffel e ci voleva convincere che quella era quella vera e che ce l’aveva solo lui, e quella di Parigi era un falso… un altro ci portava delle piantine tutte marcite che aveva raccattato chissà da quale cassonetto!

E guai a contraddirlo!!!!

Quindi capitava ogni volta che gli dessimo filo, e seguissimo i suoi discorsi interessate a dove la storia di quella giornata avrebbe portato lui…e noi…

Una mattina era entrato con al collo, legata con un laccio da scarpe, una piccola piccozza, probabile souvenir di un qualche luogo turistico alpino, e aveva cominciato a raccontare che suo nonno era stato ‘IL primo alpino’ e che quella che aveva al collo era di conseguenza ‘LA prima piccozza degli alpini’…un reperto storico importantissimo…

Un’altra volta aveva visto una collana con un ciondolo fatto a dente di tigre…finto, ovviamente…mi aveva chiesto se fosse vero, e io avevo risposto di sì…cercando in questo modo di intercettare le sue aspettative… e lui aveva risposto indignato che ‘nooooo!!!! se era vero non lo voleva!!!! perchè se era vero qualcuno aveva dovuto ammazzare una tigre per averlo e le tigri non si uccidono!!!’…e allora ricordo di averlo tranquillizzato dicendo che anche le tigri perdono i denti, come noi umani, e sicuramente quello era cascato da solo ad una tigre…nessuna tigre era morta per quel ciondolo!

Una volta ci aveva portato dei libri, presi chissà dove, e aveva preteso che li prendessimo, uno per uno, come suo regalo personale, perchè eravamo brave, noi commesse, e il nostro capo era cattivo che ci faceva lavorare troppo!

Una volta si era messo a controllare da lontano una cliente ‘sospetta’ che stava cercando di mettere in tasca qualche oggetto (…erano tutti pezzi relativamente piccoli…e senza alcun sistema di antitaccheggio o sorveglianza…) e quando era poi uscita, aveva detto a gran voce che ‘non si ruba!!!’ e che si sarebbe messo lui fuori dalla porta a controllare che nessuno ci portasse via niente…

Ancora una volta mi aveva lasciato in mano un corposo pacchetto di santini di non ricordo quale santo, presi probabilmente dal vicino Duomo, mi aveva chiesto se fossi sposata o fidanzata, se avessi famiglia, e mi aveva raccomandato di portarli a tutti i miei familiari, e mi aveva detto che ero molto fortunata ad avere un bambino…

Infine una volta mi aveva portato una spilla, e nonostante i miei ripetuti rifiuti, aveva preteso che la mettessi al collo, perchè era un pezzo importante della sua personale collezione, e me la regalava…io l’aveva messa alla sciarpa che avevo al collo, e l’avevo indossata per oltre una decina di giorni…nel caso fosse tornato a reclamarla come sua…ma me l’aveva regalata, non la rivoleva…

Era ‘matto’ Andrea…ma a suo modo ci voleva bene…

Sono diversi mesi ormai che non si faceva più vedere…chissà…forse sarà stato ricoverato in qualche clinica…

O forse è morto, Andrea…

E ogni tanto ce lo chiedavamo tutte: ” Chissà che fine ha fatto Andrea?”

Chissà… noi non ci siamo più dietro alla vetrina luccicante coi tuoi ‘gioielli’ preziosi…saresti forse l’unico a cui veramente ‘dispiace’ per noi…

Ma ovunque tu sia, Andrea…Buon Natale… e abbi cura di te…

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27 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Ma Bohème
    Dic 16, 2014 @ 08:05:05

    Un insieme di emozioni. ❤ Buon Natale ad Andrea anche da parte mia e un grande in bocca al lupo a te. Per gli auguri ci sentiamo tra qualche giorno.
    Un abbraccio
    Primula

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  2. vagoneidiota
    Dic 16, 2014 @ 08:31:00

    Hai scritto un post bellissimo.
    E pensare che alla perdita di lavoro rispondi con la storia di Andrea, è delicato ed immenso.
    Grazie.
    Telepopmusik – don’t look back

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  3. maximwalker
    Dic 16, 2014 @ 09:07:10

    Nella follia, spesso, il cuore batte più forte, perché non c’è la ragione a controllare ogni singolo battito.
    Mi hai commossa, dovrei maledirti nel farmi avere gli occhi lucidi di mattina presto, ma ho anche un sorriso, quindi non lo farò.
    Mi dispiace per la perdita del tuo lavoro, ma ogni volta che qualcosa finisce ne comincia un’altra.
    Buona fortuna 🙂

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  4. bom76
    Dic 16, 2014 @ 09:28:16

    Bellissimo post! Fa riflettere…dove finisce la normalitá e inizia la pazzia?…chi lo sá! E chissá chissá…chi vive meglio? Noi nella nostra “normalitá” oppure loro nella “pazzia”?….Buon Natale Elena! Ti auguro ogni fortuna!
    Un abbraccio forte!
    Bea

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  5. Marie Barreno
    Dic 16, 2014 @ 11:27:42

    Mi dispiace 😦 molto la perdita del tuo lavoro.
    Bellissimo post!
    Buon Natale! 🙂

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  6. kalosf
    Dic 16, 2014 @ 12:32:24

    Tralasciando il discorso della tua perdita del lavoro (cosa che spero risolverai al piu presto) voglio dirti che questa pagina è bellissima, toccante, vera… Complimenti!

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  7. fausta68
    Dic 16, 2014 @ 12:53:10

    Come sei cara! Invece di perderti in lamentele ci regali un racconto pieno di dolcezza! Ti meriti tanto….te lo auguro con tutto il cuore! ❤

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  8. Mohawk
    Dic 16, 2014 @ 14:36:09

    Bellissimo racconto, con la verità e con il cuore nascono pagine bellissime.

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  9. Cix79
    Dic 16, 2014 @ 14:59:14

    Hai raccontato uno scorcio di vita bellissimo immerso in una notevole bolla di tristezza.
    Anche io ora faccio il tifo per Andrea!
    E per te nella speranza che tu riesca a trovare presto un nuovo lavoro che ti soddisfi e ti permetta di vivere!

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  10. ammennicolidipensiero
    Dic 16, 2014 @ 15:58:08

    quanta bellezza.

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  11. Laura
    Dic 17, 2014 @ 01:30:33

    Hai scritto un post bellissimo, mi dispiace per il tuo lavoro e per il dolce Andrea, brava, un abbraccio cara, ❤

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  12. Samuel Michael Davis
    Dic 19, 2014 @ 14:37:10

    Vera vita. Altro che business plan, ferie programmate, target, cartellini prezzo, collezione estate e buoni sconto….

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