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“Non ricerco la complicazione; essa è in me.” A.Gide

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    (Salvador Dalì, “Geopoliticus Child Watching the Birth of the New Man”, 1943)
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“Non ricerco la complicazione; essa è in me. Ogni gesto nel quale non riconosca tutte le contraddizioni che mi abitano, mi tradisce.”
(Andre’ Gide, “Se il grano non muore”, 1926)
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Decisamente inutile, sfiancante battaglia quella di cercare di cambiare la propria natura…quello che al massimo può essere conveniente intraprendere è un personale percorso di limatura, di smussatura degli spigoli…e posso garantire che è un lavorone…un lungo lento lavoro sulla propria anima, sulla propria mente, sulla propria coscienza, che produce i suoi frutti con la lentezza dell’acqua corrente nei fiumi che ricuce le rocce in sabbia sottile…
E allora le ‘contraddizioni che ci abitano’, e le ammaccature che da esse derivano immancabilmente, bisogna imparare a vederle, a riconoscerle, ad accettarle come parte di sè, come la forma degli occhi, o il colore dei capelli o il personalissimo disegno delle dita delle mani…e bisogna farci pace…ed essere infine orgogliosi di riconoscere in ogni gesto proprio quelle contraddizioni, proprio quei difetti, proprio quelle ammaccature, perchè anche attraverso di loro passa quello che siamo, quello che realmente siamo davvero, quello che si vede altrimenti solo nel profondo degli occhi…se fossimo tanto coraggiosi da farlo vedere davvero e alzare lo sguardo, e camminare a testa alta…passo dopo passo…
Ma, ammaccatura dopo ammaccatura, cicatrice dopo cicatrice, il dolore lo conosciamo bene, e non ci si rannicchia più a leccare le ferite, a far guarire i lividi…
E la testa piano piano si alza…e che il mondo ci guardi pure nel profondo dei nostri occhi…
Eccoci qua…io, la mia complicazione, le mie contraddizioni…c’è un pò di folla qua, dentro di me, devo ancora lavorare per mettere un pò in ordine…ma in tutto questo disordine perfettamente disordinato, tutto sommato, non si sta per niente male…
E io sono fiera di me, della mia complicazione, delle mie contraddizioni…del pacchetto completo, insomma, senza esclusioni…
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Sento che non ci sei

Sento che non ci sei…

So che sei con il tuo babbo, so che è giusto cosí, so che domani ti divertirai con lui, mentre io sarò tutto il giorno al lavoro e comunque non saremmo stati insieme, e poi arriverà la befana, e sarai contento e giocherai e poi tornerai qui…è già successo tante volte che mi addormentassi sapendo che tu stai già dormendo in un’altra casa…e sono sempre stata serena e felice per te…

Ma stasera… non so dirti perchè… manca qualcosa di importante in questa casa, manca la tua presenza.

Stasera sento che non ci sei…semplicemente…

Buonanotte pulcino…

La mamma ti vuole tanto bene.