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Di memoria sepolta nella nebbia…e di raggi di sole

Non ricordo niente del mio passato.

I miei personali ricordi sono sprazzi brevissimi di memorie sparpagliate negli anni…

Ricordo una sbucciatura al ginocchio sinistro all’asilo…

Ricordo la cacciata dalla classe alle elementari, insieme ad un mio compagno, perchè stavamo ridendo durante la lezione…

Ricordo la volta che un altro compagno delle elementari portò un coltello a scuola e voleva uccidere la maestra…

Ricordo le mancate lezioni di pianoforte ad opera di una suora che nei pomeriggi di doposcuola portava noi bimbe al cospetto dell’immenso pianoforte a coda, e lo suonava solo lei…

Ricordo la suorina della mensa che mi buttava via la pasta avanzata, dicendomi ‘lo so che è cattiva’, poi mi metteva i mandarini in tasca e mi mandava a giocare in giardino, che ero rimasta sola a piagnucolare in refettorio col piatto ancora colmo e freddo che non riuscivo a finire…

Ricordo un sogno infantile di una festa di compleanno a saltare sui letti in camicia da notte…

Ricordo le corse in palestra, le ore appese alla spalliera, le numerose panciate sul cavallo, la caduta dalla trave, il dolore del braccio rotto…

Ricordo una giornata di foto in bianco e nero al laboratorio fotografico delle scuole medie, e il male ai polmoni durante la corsa campestre che il professore di educazione fisica ci faceva fare all’inizio di ogni ora…

Ricordo un 10 a matematica il primo anno del liceo scientifico…

Ricordo una lezione di italiano, in cui un mio compagno contestò il voto di un mio tema e pretese che lo leggessi ad alta voce per sottoporlo al giudizio di tutta la classe…

Ricordo la gita a Praga, in cui passai la mia prima notte con un uomo, un compagno di classe, che sarebbe diventato il mio ragazzo per quattro anni…

Ricordo che pochi giorni prima dell’esame di maturità, fuori dalla porta di ingresso del liceo mi cacò un piccione sulla testa…e portò fortuna…

Ricordo l’esame di ammissione alla facoltà di architettura, il giorno in cui ho conosciuto un vero amico, che recentemente mi ha ‘salvato’ dalla melma in cui il licenziamento mi aveva ri-scaraventato… (GRAZIEEEEEEEEEEEE!!!!!!!)

Ricordo le notti passate a disegnare a mano con le chine su fogli immensi sdraiati a tovaglia sul tavolo da cucina…

Ricordo l’attesa del voto alla fine di un esame e come l’occhio seguiva il segno della penna sul libretto…il numero del voto…la firma…

Ricordo l’ultimo giorno che sono andata in università, una porta chiusa, un foglio attaccato sopra con su scritto che l’incontro fissato con il professore era stato spostato al giorno PRIMA…

Ricordo il pomeriggio al mio primo lavoro in cui arrivò un collega dicendo quasi come se fosse uno scherzo, che due aerei si erano schiantati sulle Torri Gemelle a New York…

Ricordo le nottate a suon di musica e rock e uno schiaffo di mia madre al mio rientro alle 6 di mattina…

Ricordo una notte da Cicerone a Firenze, un sonno vicini, 5 foto, Vanessssa, un serpente, la scoperta del significato dell’amore…e poi i pugni sfiorati, un calcio nella schiena, una spinta sul muro…e una sigaretta spenta da sola sul palmo della mia mano perchè soffrire fuori faceva star male meno dentro…

Ricordo una vacanza, il perdersi a Venezia, l’inizio di un sogno e ogni passo della discesa agli inferi con la sua trasformazione in un incubo…finchè il mio piccolo angelo non mi chiede ‘perchè mamma sei sempre triste?’

Le cose poi diventano recenti…e allora la nebbia ancora non ha assalito e distrutto le facce, le parole, i pensieri, i moti dell’anima, i sentimenti…

Ma tutto quello che c’è stato prima…sparito, sepolto dalla foschia, e riesco a ricostruirlo solo attraverso degli oggetti, o racconti altrui…diventano tutti ricordi mediati, le cose e le parole degli altri devono aiutarmi a ricordare…

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“Non ricordo quasi nulla del mio passato in modo autonomo, indipendente, non mediato”

La psicologa mi guarda…sgranando gli occhi…e dice “Beh…questo può essere un problema…”

E allora uno dei miei personalissimi mantra sgangherati, che recita più o meno che ‘le cose da ricordare è meglio scriverle, così non si deve far fatica a ricordarle, e non si rischia di perderle nei labirinti della mente’ diventa lo spunto per costringere la mia mente a ricordare…

Ricordare le prime conversazioni timide dove una forza potente avvicinava inesorabilmente animi arroccati e distanti…

Ricordare un concerto, un profumo… un braccio vicino, una spalla su cui si appoggia la mia testa…

Ricordare il calore stupito del primo abbraccio…

Ricordare la prima telefonata…e la primavera in anticipo percepita in ogni atomo nelle giornate fredde di pioggia e vento fastidioso e nelle serate seduta al telefono in terrazzo a distruggere reciprocamente corazze, muri e barricate…

Ricordare i brividi delle tue mani calde che sfiorano la mia pelle in una serata di vetri appannati…e di due mani che si avvicinano, si sfiorano, si intrecciano e fanno l’amore…solo loro…

Ricordare una sciarpa che avevo reso tua…perchè avessi una scusa pronta per poterti rivedere e venirla a prendere…

Ricordare il tuo divano, la prima volta nudi…e l’imbarazzo quasi adolescenziale…e la tua febbre…e le lacrime di felicità…

Ricordare il tuo modo di suonare, quella sensazione mai vista in modo così potente in una persona di fare una cosa con passione…perchè quella è la tua strada…perchè ti fa stare bene…

Ricordare le tue parole per farmi capire quanto potente fosse quella passione e sentire la musica nella pancia, la forza di uno strumento che sta sotto, quasi in disparte…ma accidenti quanto cambiano le cose se non c’è…

Ricordare quanto fossero effettivamente cambiate le cose, adesso che c’eri…

Ricordare le mie parole che vomitavano il mio male…e tu che le instradavi, le collocavi nella giusta posizione… davi loro un ordine…indicavi tramite loro una via verso la soluzione, verso la fine del mio tunnel…

Ricordare le risate fino alle lacrime…

Ricordare i tuoi occhi che mi guardavano fissa mentre facevamo l’amore…e io non avevo mai fatto l’amore con una persona in questo modo…o meglio nessuno aveva mai fatto l’amore con me così…

Ricordare il sentirsi amata…compresa, desiderata…protetta, sicura…

Ricordare il rientro a casa una sera con qualche mojito di troppo e il mio abito più bello…e la mia sete di te…

Ricordare le lacrime di felicità che solcavano il mio viso alla nostra prima gita in moto…quando avevi lasciato il manubrio e appoggiato la tua mano sul mio ginocchio…e avevo sentito che davvero tu volevi che fossi lì…mi volevi con te…

Ricordare il mio orgoglio e la mia fierezza nell’essere accanto ad una persona tanto bella, tanto speciale, tanto preziosa… e la sensazione di non meritarmi appieno tutta quella bellezza…

Ricordare la mia partecipazione ai tuoi progetti…anche in quel caso tu volevi che fossi lì…

Ricordare una festa in maschera…un occhiale, un cappello, un paio di scarpe rosse…

Ricordare le tue mani nei miei capelli…sempre troppo corti…e ora che son lunghi non ci sono più…

Ricordare le tue braccia e il tuo corpo intorno al mio…e un sorriso prima di addormentarmi…

Ricordare la luce che entrava dalla finestra mentre facevamo colazione…

Ricordare il tuo avvicinarti a me seduta come una bambola sul grande ripiano in legno della tua cucina…

Ricordare un collage di foto dentro un cartone di Estathè…

Ricordare una tartare di manzo…

Ricordare un bimbo che balla sulla tua musica…e pizzica orgoglioso le corde del tuo strumento che gli arriva ai piedi…

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Quasi ogni cosa che vedo, adesso, intorno a me, mi ricorda di te… una moto che passa, il mio basso appoggiato al muro…una coppia a passeggio…il biglietto di un concerto…la stazione dei treni…

Ma le cose passeranno, gli oggetti verranno spostati…

Lascio alla nebbia tutto il resto…ma non voglio perdermi te…quello che è stato…quello che non sono stata brava a fare in modo che si ripetesse ogni giorno della mia vita…

Lascio alla nebbia tutto il resto…ma non voglio correre il pericolo di dimenticare te…

Grazie amore mio…per tutto quello che è stato…per tutto quello che sei…per come hai profondamente cambiato la mia vita…anche ora…anche così…con un’assenza silente…con un rifiuto indifferente pari a quello che si riserva ai cani rognosi…probabilmente hai ragione tu… e stai facendo la cosa giusta…per te… e anche per me…

Lascio alla nebbia tutto il resto…ma non voglio correre il pericolo di dimenticare te…

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8 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. domenicomortellaro
    Gen 19, 2015 @ 12:48:04

    Triste sta storia!

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  2. intempestivoviandante
    Gen 20, 2015 @ 13:48:22

    E’ difficilissimo capire, immedesimarsi, ma so bene cosa si prova quando la nostalgia dienta una forza della natura, qualcosa che ti fa stare peggio eppure ti salva la vita, in un certo senso, perché siamo pur sempre i nostri ricordi, in gran parte. E chi ci ha dato molto continua a restarci dentro e non è un modo di dire, almeno per me è così, il ricordo dà forma alle cose che penso, che faccio, che vedo e (soprattutto) che scrivo. Ti mando un abbraccio, se posso, anche se da lontano.

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  3. newwhitebear
    Gen 24, 2015 @ 22:01:13

    Non mi pare che non ricordi nulla 🙂

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  4. pp56
    Apr 17, 2015 @ 15:20:48

    Se l’amore è una rosa rossa che sboccia, fiorisce e poi, fatalmente, muore, il ricordo è il suo profumo. Eterno.

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