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Ciao Lelli

La chiamavano Lelli, la ‘nonna Lelli’…

Era una distinta anziana signora, i capelli bianchi sempre raccolti, gli occhiali nella tinta dell’abbigliamento, luccicanti di strass che le illuminavano il viso, tutti gli accessori e i bijou coordinati… Stava molto bene quando il colore dominante del suo abbigliamento era l’azzurro, non il blu o il celeste, ma l’azzurro…

Fumava, e condivideva con me lo spazio del patio all’aperto a casa delle sue due figlie per la sigaretta che scandiva il trascorrere delle ore delle giornate di festa in cui solitamente ci incontravamo per le reunion familiari, e che spesso non mancava di offrire anche a me, forse comprendendo l’inutilità dei miei ripetuti e fallaci tentativi di smettere…

L’ultima volta che l’ho vista era il giorno di Natale e, in uno dei rapidi soggiorni all’addiaccio, in compagnia delle nostre sigarette, mi aveva raccontato quello che era stato un suo sogno, la creazione di una scuola dai metodi innovativi che consentisse lo sviluppo di didattica diversificata per ogni personale percorso di apprendimento di ogni alunno, e un suo desiderio pratico, quello che qualcuno inventasse un giorno una borsa neutra da poter spostare all’interno di ogni borsa da cambiare in base all’abbigliamento o alle esigenze del momento, senza dover spostare ogni volta il contenuto da una borsa all’altra, ma mantenendo sempre le cose al loro posto, preoccupandosi solo di cambiarne l’involucro…

Era la mamma del mio ex, e l’avevamo accompagnata a casa fingendo una serenità di cui probabilmente lei intuiva la falsità, pochi minuti prima che, durante il viaggio di ritorno si svolgesse il triste epilogo della nostra storia…

Ci aveva accompagnato alla porta raccontando della sua compulsiva necessità di avere gli interruttori sempre rivolti nello stesso verso, e la sua avversione per i numeri dispari…

Amava i numeri pari, nello stesso modo irrazionale per cui io non li sopporto, rivolgendo la mia autistica preferenza a quelli dispari…

Ricordo come una foto la sua figura che ci saluta con la mano alzata stagliandosi nella lama di luce della porta aperta, al di là del vialetto che la precedeva, dopo il cancelletto del giardino…

Era vestita di azzurro quella sera, indossava gli orecchini che avevo scelto per lei…

Se n’è andata lo scorso mercoledì…

Le volevo bene…

Ciao Lelli…

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Scribacchina
    Feb 04, 2015 @ 12:49:08

    Mi dispiace… 😦 Ti mando un abbraccio forte

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  2. domenicomortellaro
    Feb 04, 2015 @ 16:27:36

    Pezzo struggente!

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  3. ninjalaspia
    Feb 04, 2015 @ 23:27:21

    Bella lei e bella tu. Un grande abbraccio

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    Rispondi

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