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Vagamente profetico…

Finivo di scriverlo nel pomeriggio del 14 novembre scorso…esattamente 3 mesi fa…

E andata proprio così…

A velocita diversa-The heartsmender

L’aria ha un sapore strano qua, come quando entri in quelle vecchie case abitate da anziane vite vissute, che hanno permeato di sè ogni molecola, ogni superficie, ogni angolo…e ti trovi a pensare di quante cose deve esser stata testimone quell’aria carica di odori, e di amore, di pianti, di litigi, di bimbi, di padelle, pentole, e orgasmi… La respiro quell’aria e quasi ferisce le narici, quasi mi nausea tanto odore di vita che ancora non ho vissuto…

L’aria ha un sapore strano… E’ buio…e freddo qua in basso…

Sono entrato da una piccola porta e non vedo niente… i miei occhi si devono abituare a così diversa atmosfera.

Guardo in alto, non posso farne a meno, cerco in alto una luce, un’uscita, una spiegazione, un senso….come in ascensore, quando salgo… lo sento, lo so che salgo… ma troppo, troppo lentamente perchè non arrivi l’ansia…

In alto, ora che i miei occhi si abituano lentamente all’oscurità, ci sono le stelle…no, aspetta, non sono stelle, sono tanti minuscoli bagliori, solitari per lo più, in coppia più o meno vicini in molti casi…e si muovono…più rapidi delle stelle…sì, decisamente più rapidi delle stelle…

C’è qualcuna di quelle lucine che sembra correre, qualcuna si scontra anche, e la luce si fa più intensa…le coppie vicine emanano una meravigliosa luce calda…se ne sente il calore anche da quaggiù…poi, via via che le distanze aumentano e mutano i movimenti, le luci si fanno sempre più fredde e tenui…quasi spenti i puntini fermi, come se traessero vita, forza, luce, calore dal muoversi insieme, dallo stare vicini, dall’essere uniti…

Incantato da tanto firmamento di lucciole che muove il cielo in un attimo come una notte intera, non mi sono accorto che circa a metà altezza c’è un’ombra scura, sembra una piattaforma a vederla da sotto.

Non faccio in tempo a chiedermi cosa diavolo possa essere quando una voce tremula ma risoluta, mi raggiunge proprio da quel punto su cui stavano per posarsi i miei quesiti:

“Vieni, sali…c’è una scala, proprio davanti a te.”

Non avevo visto la scala di corde… eppure c’era… ma c’era?

Inizio a salire, un incerto passo dopo l’altro…verso l’alto…e le corde dondolano, mantenere l’equilibrio è ad ogni ascesa una conquista di incerta stabilità…

Affanno, collo teso, sudore freddo di fatica e ansia…

Arrivo, mi arrampico sul piano della piattaforma…il mondo smette di oscillare, riacquisto una posizione di eretta stabilità, respiro sollevato…e i miei occhi incontrano il fianco di un esile ometto curvo, pantaloni larghi e cadenti, un grosso grembiule di pelle marrone, le maniche della camicia arricciate sopra il gomito, occhiali grandi, spessi un dito, e dalla posizione della sua testa, tesa verso l’alto nel tentativo di avvicinarsi più possibile all’oggetto del suo guardare, capisci quanto lo spessore di tali lenti gli sia indispensabile…

Muove le braccia, le agita lentamente in aria a velocità diverse, quasi come un direttore d’orchestra, e le luci che si vedevano dal basso e che ora si son fatte più vicine, rispondono ai suoi movimenti… si avvicinano, si allontanano, fluttuano in una direzione o in un’altra, insieme o in solitudine, quasi a comporre un silenzioso dialogo muto di parole e discorsi e frasi di un linguaggio articolato ma sconosciuto, incomprensibile…

Una coppia di luci vicine, ma dallo splendore offuscato come un sole coperto da nubi in un tramonto di fine estate, si sta avvicinando…

Aspetta…ma cosa sono?

Non sono luci…

Sono cuori pulsanti, sono anime vive che si muovono nel firmamento di questo cielo irreale, e parlano, dialogano, ascoltano, obbediscono quasi, ai movimenti di questo artigiano a mezz’aria…

“Ma te chi sei? Cosa stai facendo? Sono due cuori quelli che si stanno avvicinando? Ma che posto è questo?”

La raffica di domande tradisce un malcelato miscuglio di ansia e curiosità, sono frettolose…accelerate…

“Io sono l’Aggiustacuori” risponte l’ometto, in modo pacato…lentamente…

“Cosa???”

L’Aggiustacuori prosegue:  “Qua sopra le nostre teste ci sono tutti i cuori del mondo, l’anima di ogni uomo li illumina tanto da somigliare a stelle… Già illumina la notte la luce che emana da un cuore solitario…Ma quanto splendore quando due cuori si muovono vicini… Riesci a vederla?”

“Sì…” rispondo…e la meraviglia già ha preso il posto dell’ansia…

“I cuori che si muovono alla stessa velocità, nella stessa direzione ed emanano il calore e la luce di un fuoco ardente sono i cuori degli innamorati…Li vedi? Mi si avvicinano talvolta…e mi parlano della bellezza degli abbracci, delle parole sussurrate, delle passioni sconvolgenti, delle carezze, degli sguardi carichi di tutto quello che non c’è bisogno di dire, perchè già compreso l’un l’altro, senza filtri, senza bisogno di aprir bocca…mi parlano dell’amore”

Sono incantato ad ascoltare l’Aggiustacuori e a scoprire quanta immensa bellezza ci sia in quello che le sue parole mi danno la chiave per vedere…riesco a vedere l’amore, quello vero, quello che ricordo sulla tua pelle, in uno sguardo, in un movimento delle labbra che aveva sfiorato anche me una volta…un bel pò di tempo fa…

Nella meravigliosa bellezza di quell’incanto, la mia bocca quasi automaticamente si apre ed escono le parole di un’antica domanda…non ho realmente pensato alla domanda in quel momento…ma forse ce l’ho sempre avuta dentro…aspettava solo di incontrare la persona giusta a cui chiedere:

“Ma cosa succede quando due cuori iniziano a viaggiare a velocità diversa? Quando si cominciano ad allontanare, e lo splendore della luce della loro unione si affievolisce?”

E proseguo: “Hai detto di essere l’Aggiustacuori… cosa fai quando ti accorgi che due cuori non battono più all’unisono?”

I due cuori che si stavano avvicinando hanno intanto raggiunto a mezz’aria l’altezza del volto dell’ometto dagli spessi occhiali…sono ancora vicini, si tengono ancora per mano, ma impercettibilmente, ogni attimo che passa, la loro unione si fa più sottile…il bagliore che li faceva sembrare una cosa sola da lontano si fa sempre più esile, come una corda tesa tra due spunzoni di roccia, a sostenere in funambolico equilibrio quell’amore che ancora li tiene vicini, ma non più tanto forte da renderli una cosa sola…sono due mani, che da esser state intrecciate fino a condividere ogni cellula della loro pelle sono adesso rimaste unite solo per la punta delle dita…

L’Aggiustacuori muove le sue braccia nel muto dialogo coi cuori opachi che si stanno separando proprio di fronte a me…e lentamente mi da la sua risposta…

“Vedi amico caro,  quando l’amore intona il suo canto più luminoso, i due cuori uniti da tanto sentire vivono in unico respiro, in unico battito, in un sognante unico sussulto di anima e corpo, di pensieri e gesti, di carezze, abbracci, baci, estasi dei sensi…e non c’è bisogno di parlare, gli sguardi reciproci di entrambi racchiudono una comune visione del mondo, delle cose, delle sensazioni, quasi fossero una cosa sola…”

Continua a muovere le braccia, nella loro danza di parole non dette e uno dei due cuori si volta, schiena all’altro…luccica una lacrima che geme dal suo pulsare che si è fatto ansioso…le loro mani ancora debolmente unite.

L’Aggiustacuori continua:

“Poi la vita nel mondo lentamente, inesorabilmente raffredda i moti dell’amore, i cuori continuano ad andare per mano, ma distratti da tante misere questioni terrene…stanno vicini perchè sanno di trovare nell’altro uno specchio del proprio benessere, si danno reciprocamente per scontati, e tutto diventa abitudine…ma lentamente, inesorabilmente le linee dei loro percorsi cominciano a non essere più parallele, lentamente, inesorabilmente cominciano a prendere direzioni diverse… E iniziano i litigi, le discussioni, le parole che non hanno più lo stesso significato per entrambi, non si capiscono, non si comprendono più… e si alzano le voci, si raffreddano i moti del cuore…e arrivano rabbia e ripicca e rancore e urla…”

“Ed è allora che le loro luci si fanno opache, il loro calore si raffredda…ed è allora che li chiamo, o che arrivano da me, perchè io ricordi loro quello che sono stati, quello che ancora possono essere, se solo riuscissero a ricordare e a ritrovare sepolto nella radice del loro pulsare quel battito speciale che li aveva trovati uniti in uno sguardo, in una parola, in un abbraccio del loro tempo passato…”

“Cerco di aggiustare il loro battito, perchè ripartendo insieme dal ricordo della magia del loro inizio possano tornare a splendere e a battere all’unisono…ma non è facile, ragazzo…non sempre ci riesco…”

Io avevo ascoltato le parole dell’Aggiustacuori quasi senza respirare, e senza distogliere lo sguardo dai due cuori opachi di luce agonizzante di fronte a noi…

Improvvisamente l’Aggiustacuori si ferma, le braccia ancora ferme a mezz’aria.

Tira una folata di vento gelidissimo che stringe il respiro…

I due cuori si separano, l’aria si fa impercettibilmente più buia…

L’Aggiustacuori abbassa le braccia, lunghe arrese lungo i fianchi, reclina la testa sul mento, si fa piccolo e sconfitto…

“Vedi amico caro…non ci sono riuscito…e il mondo intero è adesso più freddo e più buio… Mi dispiace…”

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. FMtech
    Feb 15, 2015 @ 12:19:47

    Semplicemente complimenti!

    Piace a 1 persona

    Rispondi

  2. Bloom2489
    Feb 15, 2015 @ 19:54:39

    Stupendo, mi ha emozionata…

    Piace a 1 persona

    Rispondi

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