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Rifiuto la felicità

“Senza le nostre ferite dove sarebbe la nostra forza?”, si chiedeva lo scrittore Thornton Wilder. “Neanche gli angeli possono persuadere gli sventurati e goffi figli della terra quanto può farlo un unico essere umano travolto dagli ingranaggi della vita”. Prova a farne uno dei tuoi oggetti di meditazione, Scorpione. Penso che le prossime settimane saranno il periodo ideale per apprezzare di più quello che hai perduto in passato. A quali capacità ha dato origine la tua sofferenza? Quali fallimenti ti hanno reso più forte?

E’ il testo di un oroscopo del mio segno zodiacale di qualche giorno fa…non ricordo neanche esattamente a quale delle settimane presenti o future faccia riferimento.

Mi serve adesso come spunto per mettere nero su bianco l’ultima delle domande a cui manco di dare risposta…

La scorsa settimana si è conclusa la mia esperienza di terapia dalla psicologa, che tanto mi ha aiutato a sciogliere alcuni dei nodi del mio essere e che mi ha salutato facendomi i complimenti per il mio percorso e dicendomi che non ha più niente da dirmi, almeno per quanto riguarda l’aspetto ‘medico’ della mia psiche…

Mi sento un pò zoppa in questi giorni, come se avessi perso uno dei bastoni che mi aiutavano a stare in piedi…ne ho persi diversi in realtà di punti di riferimento negli ultimi mesi…e ora siamo io e io…ed è il momento di guardarsi davvero negli occhi…

Ho rivisto lo scorso fine settimana la persona che ho amato e amo tuttora, corrisposta peraltro, ma che si è allontanato da me, in un disperato moto di autodifesa dalla mia incapacità di accettare la felicità…

E’ esattamente questo il punto, e proprio lui, che sempre è riuscito a vedermi dentro meglio di quanto io stessa sia mai riuscita a fare, me lo ha detto…e credo abbia ragione…

Ed ecco l’ultimo nodo da sciogliere, che poi come sempre accade è il primo, il più radicato, sottile, subdolo, il più importante…

Io scappo dalla felicità, quasi fosse una cosa che mi spaventa… e la cerco quindi continuamente, ma quando la raggiungo, o mi viene offerta senza condizioni io faccio inconsapevolmente in modo di costruire barriere invisibili e potentissime contro di essa e contro chiunque o qualunque cosa in quel momento ne sia la manifestazione tangibile…

E la persona, la situazione, il momento che mi rendono felice diventano i miei nemici e mi diventano ostili…perchè nella merda ho imparato a navigarci bene, e tengo alta la testa adesso…ma la felicità non la conosco troppo bene, la riconosco, la osservo, la vedo, la sento, la tocco…ma non mi appartiene…

E sono percorsi mentali questi che se mi guardo indietro ho ripetuto tante e tante volte con chiunque, a partire dai miei genitori, coi quali il rapporto è sempre stato conflittuale, tanto da rendermi incapace di cogliere, di accettare il bene che comunque loro vogliono a me… a modo loro, nel modo di cui sono capaci, ma che io comunque rifiuto, probabilmente creando inconsapevolmente linguaggi appositamente inadeguati alla comunicazione reciproca…

E’ un auto castrazione alla felicità la mia…ma perchè?

Qual’è il vero nodo che sta dietro a questo mio modo di essere, da dove nasce questo inconsapevole rifiuto, che mi suona così tanto come una punizione che mi infliggo per una colpa di cui mi accuso ma di cui non ho ancora coscienza?

Aspiro alla felicità, come tutti quanti gli esseri viventi, creati con l’unico scopo di essere felici, ma la mia assomiglia ad una eterna battaglia contro i mulini a vento, con l’aggravante che i mulini a vento sono io, che appena della felicità ne sento l’odore capovolgo il tavolo, alzo le barriere e combatto contro di essa, e quindi contro di me… creando problemi sempre nuovi e sempre uguali, ai quali, immersa nell’infelicità, so di essere in grado di dare soluzione, a differenza della gestione della felicità che non conosco, non so capire, mi porta troppo in alto e mi spaventa…

Dov’è nascosto quest’ultimo nodo? Dove sta?

Ho bisogno di trovarlo…voglio riuscire a prendere a piene mani il bene che le persone che mi stanno intorno sono in grado di offrirmi ed essere quindi felice…e poi magari ringraziarli e chieder loro scusa per tanto inconsapevole lottare…prima che sia troppo tardi…

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. jazztrain1
    Mar 24, 2015 @ 02:35:34

    Domande nelle quali solo tu potrai dare le giuste risposte; noi lettori siamo solo degli osservatori. Notte.

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  2. silviacavalieri
    Mar 24, 2015 @ 08:47:29

    A volte i percorsi mentali, così accaniti di autoanalisi non portano lontano. Non ti infilare nella categoria “quelli che non vogliono essere felici” e prova a lasciarti vivere giorno per giorno. Non sta a me dare consigli, quindi aggiungo solo: auguri e un abbraccio 🙂

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  3. Silvia
    Mar 24, 2015 @ 09:45:29

    Non è che tu rifiuti la felicità, è che dopo tutte le vicissitudini che hai affrontato hai la consapevolezza che le felicità dura comunque poco e quindi, per proteggerti, cerchi di non considerarla per non rimanere poi delusa. Non è poi così strana questa cosa sai…..personalmente penso che la felicità in verità siano attimi….. quindi quello a cui miro è la serenità che, se anche meno intensa è sicuramente più duratura ed appagante. Certo la sicurezza che continui non potrai mai averla, ma bisogna godersela il più possibile così quando sfumerà saremo caricati e ingrado di lottare per raggiungerla di nuovo. Niente dura per sermpre….ma questo non deve impedirci comunque di vivere come meglio possiamo, un abbraccio 🙂

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