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Ma che fai…piangi?

Era il 1990, avevo 14 anni e usciva nelle sale ‘Pretty Woman’.

Lo vidi allora e da allora l’ho rivisto innumerevoli volte nei vari passaggi televisivi o in VHS prima e DVD poi.

A distanza di 25 anni l’ho rivisto stasera e…mi son trovata a piangere…cazzo!!!

Perchè?

Perchè il ‘principe azzurro’ non esiste e nessuno ti leva dalla merda e se te ne vai ti corre dietro…nessuno…

Sono le storie, questa, con tutte le favole che la precedono, da “quella fottuta culona di Cenerentola” citando alla lettera il film, in poi…che rovinano la vita emotiva, già sufficientemente complicata fosse anche solo dall’odiosa alternanza dei cicli ormonali, di noi donzelle di tutte le età…

Perchè fin da quando siamo bambine ci crediamo…poi ci speriamo…e ci speriamo ancora e ancora…fino ad arrendersi all’evidenza dei fatti alla soglia dei quarant’anni…

Il ‘vissero per sempre insieme felici e contenti’ è una dannatissima fregatura…ma finiamo per accorgercene sempre troppo tardi, quando ci siamo dentro fino al collo con tutte le mutande…

E pensare che io l’avevo anche trovato il mio ‘principe azzurro’…ma non sono stata in grado di tenermelo stretto…e so che non verrà con un mazzo di fiori ad arrampicarsi sulla scala antincendio per riportarmi da lui…perchè non sarebbe neanche giusto…perchè in fondo siamo tutte quante profondamente egoiste e armate di inconsapevole cattiveria, più simili a Malefica, o a lady Tremaine, o a Crudelia Demon o a Grimilde…e nessuno avendo conosciuto il nostro lato peggiore si metterebbe in casa una ‘strega’…

E mi son trovata in lacrime perchè finchè non finisce la famosa settimana del film, la mia storia negli ultimi mesi era stata molto simile a quella di Vivian, eliminando ovviamente il particolare ‘prostituta’ e ‘ miliardario’…ma poi la realtà della vita di tutti i giorni ‘svacca’ la principessa e innervosisce il principe…e finisce tutto in merda…e non ci sono nella vita vera i fiori e la scala antincendio…non ci sono…

Ringrazio il fatto che mio figlio sia un maschio…avrà i suoi bei grattacapi, di sicuro, e non è per niente detto che finirà per soffrire meno, ma almeno il lavaggio del cervello di ‘principessa’ e ‘cavaliere’ e ‘vissero felici e contenti’ se lo evita…molto meglio macchinine e robot, e supereroi assortiti e aerei…

A pensarci bene, però, anch’io che avevo un fratello di poco più piccolo di me, guardavo Mazinga e Goldrake e Capitan Harlock…e a pensarci ancora meglio, quant’era bello Capitan Harlock con il suo ciuffo di capelli al vento e le sue maniere gentili…

Mi sa che non c’è scampo…

🙂

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(immagine dal web)

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17 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. avvocatolo
    Mar 28, 2015 @ 08:52:02

    Eheh io piango anche davanti a Spiderman e Mulan…eppure non ho il ciclo 🙂

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  2. kalosf
    Mar 28, 2015 @ 09:10:10

    Non importa forse, che il principe azzurro ritorni. È forse più importante che Cenerentola resista alle tempeste e cammini, vada avanti, perché il vissero felici e contenti forse sta più nel l’aver camminato piuttosto che nel vivere in una reggia dorata (e questo te lo scrive un “Cenerentolo” ossia uno che ha vissuto una storia simile alla tua, ma dov’è il maschio che non ha più nessuno da attendere)

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  3. Silvia
    Mar 28, 2015 @ 12:37:11

    Nessuno è perfetto e i nostri bei difetti li abbiamo tutti….la rappresentazione del Principe o della Principessa delle favole forse è solo quella persona che ti conosce bene, con tutti i tuoi difetti, e nonostante tutto ti ama lo stesso 😉
    Buon fine settimana 🙂

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  4. intempestivoviandante
    Mar 28, 2015 @ 17:09:06

    Io infatti ho sempre amato molto “La Bella e la Bestia”, anche se amo le fiabe in genere, e penso che siano tutte storie “di crescita”, ma quella è particolare, perché in realtà significa (un po’ come Shrek) che alla fine non sai più se è il mostro che diventa principe, la principessa che diventa orco, o se, semplicemente, erano entrambi fin da subito un po’ mostri e un po’ orche (o rospi, o streghe, come preferisci) e un po’ anche principi e principesse e per questo si son trovati bene insieme e hanno lottato per restarci (altre belle storie: quelle dei principi e delle principesse che consumano scarpe e camicie di ferro e attraversano foreste irte di spine, a volte persino morendo e rinascendo, per ritrovarsi). Perché l’amore, come diceva “quello”, spezza le vene delle mani. Ma le fiabe, quelle vere, lo sanno benissimo, poi simo noi a usarle nel modo che ci serve di più nei vari momenti della vita 🙂

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  5. silviacavalieri
    Mar 29, 2015 @ 19:35:05

    Può esistere, (ma non è azzurro e non è un principe) un uomo con i suoi bravi difetti e le sue belle virtù in grado di amarti come sei , con i tuoi bravi difetti e le tue belle virtù. Le favole moderne sono fatte di sentimenti, ma anche di pazienza e accettazione della quotidianità. Principi che non salgono sulle scale antincendio con i fiori, ma che ci curano quando abbiamo l’influenza, come noi facciamo con loro, pronti nei giorni sereni a condividere con noi la felicità, la ricchezza, la fortuna, fedeli nella cattiva e nella buona sorte (che forse è più difficile, perché succedei perdere la testa, quando tutto va bene!) Ecco. Ti auguro di incontrare un non principe così!

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  6. pp56
    Apr 04, 2015 @ 12:11:11

    So che è difficile da credere ma anche un uomo può vivere, dall’opposta prospettiva, una frustrazione simile. Di solito accade quando credi profondamente in una persona e questa, inevitabilmente, ti delude. Così si sfatano tutte le meraviglie promesse da quell’amore che toglie il fiato, che ti fa tremare le gambe, che ti fa battere il cuore, che ti sveglia la mattina con un nome e un volto nella mente, che ti fa fare pazzie indicibili… Secondo Brian Wess, uno psichiatra americano pioniere e specialista dell’ipnosi regressiva, noi non siamo altro che molteplici reincarnazioni di noi stessi, nel tempo. E ogni volta andiamo alla ricerca, inconscia, di quella stessa persona che abbiamo amato innumerevoli volte. Possiamo trovarla e amarla, trovarla e non riconoscerla, non ritrovarla affatto e passare alla vita successiva. In fondo, dal suo punto di vista, si dovrebbe voltare pagina e attendere la successiva occasione. Più facile a dirsi che a farsi. Per quanto possa essere rimasto deluso o fregato, per quanto i miei sogni siano andati perduti “come lacrime nella pioggia”, per quanto quella donna che idolatravo non mi meritasse, alla fine ho risolto l’inghippo ringraziando me stesso per essermi concesso una possibilità di stare fuori dal coro e di credere ancora nel vero amore. Vale a dire che sono felice di aver saputo amare, e amare così tanto. Vedi, nell’ultimo periodo della storia più importante della mia vita, lei stava a mille chilometri da me, a causa di un trasferimento per lavoro. C’erano giorni che non resistevo alla voglia di vederla, abbracciarla, baciarla, accarezzarla. Così prendevo l’auto alle 6.00 del mattino e partivo. Arrivavo da lei intorno alle 13.30. Aspettavo che uscisse dall’ufficio alle 15 circa. Ci stavo insieme un paio d’ore e ritornavo a casa. Be’, non mi sembra che gesti come questi (e ti assicuro che ne ho fatti di più folli) abbiano avuto quella considerazione che meritavano. Forse non ero il suo principe azzurro? Nei momenti felici, lei diceva di sì. E lo credevo anche io.

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    • CrazyAlice
      Apr 04, 2015 @ 12:19:10

      Sai, i percorsi dell’anima sono tortuosi, e ad essi si incastrano quelli del cuore, talvolta… Anch’io sono stata fortunata per aver conosciuto l’essenza dell’amore vero, e per questo ringrazio il cielo ogni giorno, nonostante il modo in cui è passato, per avermi concesso di viverlo… Anch’io vivevo e forse vivo tutt’ora di follie…ma non rimpiango niente e, sebbene nei momenti di rabbia pensi che sono stati viaggi e ore sprecati, rifarei ogni biglietto del treno e ogni attesa in stazione, anche conoscendo il finale, solo per riavere quell’abbraccio… Alla fine credo che tutti siamo un pò principi azzurri e un pò principesse…è quel pò che si impoverisce vivendo nella grigia vita di tutti i giorni… Ti abbraccio forte!

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  7. pp56
    Apr 04, 2015 @ 12:39:07

    Mi fai venire in mente le parole di Erasmo da Rotterdam ne “L’Elogio della Follia” che qualcuno brillantemente sintetizzò e usò per la reclàme di una marca di automobili… “In primo luogo osservate con quanta previdenza la natura, madre e artefice del genere umano, ebbe cura di spargere dappertutto un pizzico di follia. Se, infatti, secondo la definizione stoica, la saggezza consiste solo nel farsi guidare dalla ragione, mentre, al contrario, la follia consiste nel farsi trascinare dalle passioni, perché la vita umana non fosse del tutto improntata a malinconica severità, Giove infuse nell’uomo molta più passione che ragione: press’a poco nella proporzione di mezz’oncia ad un asse. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni. Quindi, alla sola ragione contrappose due specie di violentissimi tiranni: l’ira, che occupa la rocca del petto e il cuore stesso che è la fonte della vita, e la concupiscenza che estende il suo dominio fino al basso ventre. Quanto valga la ragione contro queste due agguerrite avversarie ce lo dice a sufficienza la condotta abituale degli uomini: la ragione può solo protestare, e lo fa fino a perderci la voce, enunciando i princìpi morali; ma quelle, rivoltandosi alla loro regina, la subissano di grida odiose, finché lei, prostrata, cede spontaneamente dichiarandosi vinta.”

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    • CrazyAlice
      Apr 04, 2015 @ 12:46:57

      Addirittura l’Elogio della Follia! Dovrei rileggerlo adesso…forse più consapevole delle dinamiche dell’anima e della mente, rispetto ai tempi del liceo… Strana vita quella di chi come me deliberatamente rinchiude nelle segrete del castello i due tiranni costringendo la regina ragione a vivere infelice! Tu sei “ottimo cibo”, ben oltre il “nutrimento”! Grazie!

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  8. pp56
    Apr 04, 2015 @ 15:08:48

    La pubblicità concludeva con la frase: “il cuore ha sempre ragione”. Io ci credo, ancora, nonostante tutto, e oltre chiunque abbia tentato di dimostrarmi il contrario. Tu sei cuore che pulsa e sangue rosso che irrorano la vita. Sei passione. Sei la stessa anima che invoca il suo amore, come Garcia Lorca che scrive alla persona amata:

    Amor de mis entrañas, viva muerte

    En vano espero tu palabra escrita

    Y pienso, con la flor que se marchita,

    Que si vivo sin mi quiero perderte.

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