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Inseguendo il Bianconiglio…che insegue la poesia!

Da qualche giorno è uscito il nuovo numero di WRITERS, la nuova rivista on line che potete trovare qui https://drive.google.com/file/d/0B36h81sAzbS9eVZiYXhhVURTRFk/view?usp=sharing e della quale sono immeritatamente redattrice, e, cosa ancor più immeritata, se possibile, direttrice…

Questo il mio articolo, all’interno della mia rubrica, in questo numero interamente dedicato alla Poesia.

A parte il mio modestissimo contributo, andare a dare un occhiata all’intera pubblicazione, credetemi, ne vale veramente la pena!

Articolo WRITERS 4-1

Articolo WRITERS 4-2

Articolo WRITERS 4-3

BIANCONIGLIO ORA TI PIGLIO…

Parlare di poesia in una rubrica che tenta di occuparsi nel modo più pratico possibile della realizzazione dei propri sogni, dei desideri, delle aspirazioni e delle possibili soluzioni ai problemi più disparati che accompagnano anima e corpo nella vita frenetica di ogni giorno potrebbe sembrare un’impresa impossibile, una forzatura, uno sterile tentativo demagocico, dai risultati beceri facilmente ipotizzabili.

E a tal proposito, il titolo in rima baciata è quanto di peggiore potesse venir fuori…

Ma, pensandoci bene, proprio i sogni e i desideri sono la materia intrinseca di cui è fatta la poesia.

La poesia è un viaggio in quei territori segreti dell’anima e della mente, che mette nero su bianco, rende tangibili e reali quei pensieri che nella dialettica prosaica sono inesprimibili…quando le parole sono terminate, o i concetti impossibili da spiegare, ecco che la poesia, con la sua estrema capacità di sintesi evocativa, scova le une, nei nascondigli più remoti dell’animo, elabora gli altri in modo definitivo cogliendone l’emozione, il cuore, finalmente staccato dalla ragione.

E si compie la magia più sublime che l’essere umano possa pensare, la sintesi perfetta tra mente e cuore. Le parole sono quelle, granitiche, fissate sulla carta, ma ogni mente che le legga, ogni cuore che le ascolti le trasforma in innumerevoli e infinite declinazioni dei sentimenti, degli stati d’animo, delle esperienze, dei pensieri, come fossero un diamante prezioso della più rara qualità colpito da un raggio di sole, che frammenta la sua essenza di luce in miliardi di riflessi, ognuno diverso dall’altro ma che contengono in sé ciascuno tutti i colori dell’arcobaleno, tutte le possibili combinazioni di quella formula matematica atavica che rende viva ogni cosa trasformandola in colore ai nostri occhi, ai nostri sensi tutti.

Vero che la poesia, nella sua storia documentata e sepolta nei secoli andati, ha assunto molteplici codici e codifiche di metodo,infinite sovrastrutture razionali che si modificavano ad ogni infinitesima variazione del gusto o delle forme di pensiero, o delle necessità di comprensione, ma rimane in ogni codificata forma di poesia quella magia sotterranea, più o meno celata ai più a seconda che dovesse piegarsi a regole e regimi metrici e spaziali, per cui ogni parola concatenata alla successiva aveva uno e un solo significato per chi la scriveva, contenendo in sé l’essenza più profonda e inspiegabile del poeta stesso, ma diventava per ogni uomo che sopra di essa posasse gli occhi e aprisse il suo cuore un suono diverso, un senso diverso, un moto dell’animo diverso.

Sì perché la magia della poesia la rende una ma innumerevole e ogni mente che ci si avvicini la rende propria, la interiorizza, la piega a servizio del proprio sentire, delle proprie necessità, delle proprie aspettative, delle proprie esperienze, dei propri sogni…ed ecco che la poesia ogni volta si fa diversa, e unica e a suo modo inspiegabile, irrazionale, pura emozione, magia e sogno.

L’esegesi di una poesia è una operazione dettata dal miserrimo tentativo di spiegare l’inspiegabile e, essendo un’operazione compiuta da un altro uomo per sua natura è parziale, incompleta, non univoca, quasi presuntuosa, mai definitiva, perché la mente di chi la esegue trova le sue personali spiegazioni alle parole concatenate dal poeta, ma non saranno mai le stesse di nessun altro lettore, né tantomeno quelle di cui il poeta stesso le ha irrevocabilmente intrise…

I sogni, dicevamo…e la poesia…

Tanti sono i poeti che attraverso i loro versi hanno espresso il loro personale sogno, la loro personale visione della realtà, e tirar fuori i loro moti dell’animo li ha resi liberi dalle logiche, assurde per loro, del mondo a cui appartenevano, dalle convenzioni che li rendevano inadatti alla società civile del loro tempo, dalle prigioni fisiche e mentali delle loro esistenze…e penso a Leopardi, o a Ungaretti, o a Baudelaire, o ad Alda Merini, o allo stesso Dante, che salva o condanna ogni aspetto del suo tempo con un sogno poetico inarrivabile, che sarebbe stato impossibile esprimere in altra maniera se non in terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgare fiorentina.

E le poesie parlano di amore, tutte quante, di amore per se stessi, per la vera natura del proprio essere, di amore per altre persone, di amore per la vita stessa, di amore per l’amore in quanto tale…

E, diciamocelo chiaramente, chi tra i propri sogni nel cassetto, tra le proprie aspirazioni, tra i propri desideri da inseguire tutta la vita proprio come il Bianconiglio, non ha in fondo una e una cosa sola…l’amore?

Cosa ne pensate? Avete voglia di parlarne insieme a noi? Quali sono i vostri sogni nel cassetto che una poesia riuscirebbe a tirar fuori e a rendere reali ai vostri occhi e agli occhi del mondo?

L’infinito

Giacomo Leopardi, 1826

« Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare. »Secondo manoscritto autografo(fonte Wikipedia)

Infinito

(secondo manoscritto autografo – fonte WIKIPEDIA)

Io vi aspetto, contattatemi su writers.blogmagazine@gmail.com e intanto preparo un po’ di tè per tutti, che davanti ad una tazza di te con vecchi amici,poeti e non, credetemi, possono esserci rivelazioni nella vostra vita che non avreste mai potuto immaginare,ma che qualcuno, con le parole, ha già scritto per voi!

A presto!

Elena Brilli

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