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Ode al coraggio

Porta_per_l__Europa

(immagine dal web)

 

Muoiono in tanti

lasciano lidi di stenti,

poi notte onde mare freddo paura attesa

 

Una luce, si tendono ad essa 

poi acqua, ovunque, che strappa la vita

mentre invade sogni speranze cammini respiri lacrime

 

Muoiono salvando

per noi il coraggio

di non darsi per vinti mai

 

Rimane per noi l’onore

di provare a vivere 

con la fortuna che abbiamo 

 

Di essere vivi

di qua

oltre la notte e il mare

 

E ora silenzio.

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Cinque minuti in autobus

Andavo al lavoro in autobus nella precedente pagina della mia vita…mattina e sera, pomeriggio a volte…capitava che lo dovessi prendere anche quattro volte al giorno, due andate e due ritorni…

Di mattina c’era tanta gente, studenti, lavoratori e lavoratrici come me…e tanto sonno, di solito…sui volti quella tensione di chi ha lasciato il sonno e i sogni forse troppo in fretta e si prepara ad affrontare una nuova giornata…

Ad inizio pomeriggio c’erano ancora gli studenti, coi loro zaini e i racconti di prof. e lezioni, di interrogazioni e forche, le volte in cui l’orario di rientro era lo stesso, ma a scuola non c’erano andati…

La sera c’era meno gente, ma tanta stanchezza, le buste che segnavano il passaggio dal supermercato o le borse che avevano accompagnato la giornata lavorativa abbandonate per terra…e la voglia di arrivare presto…

Talvolta leggevo, parlavo al telefono, pensavo… molte altre osservavo, ascoltavo, mi nutrivo di quei volti e di quei corpi abbandonati sui seggiolini…cercando di immaginare sensazioni, emozioni, se ce n’erano, o semplicemente per rassicurare il mio animo che nella fiacchezza di quel viaggio e di quel tragitto ero comunque in compagnia di tanti, messi come me, e spesse volte anche peggio…

Dall’inizio del nuovo anno, con il nuovo lavoro che mi porta altrove, in luoghi pessimamente serviti dai mezzi pubblici, sono obbligata a muovermi in macchina, me la presta mia mamma tutte le mattine, in attesa che il tempo di questa primavera migliori sul serio tanto da poter affrontare i tre quarti d’ora di viaggio con la mia motoretta, finalmente, senza rischiare di ammalarmi o ancora peggio di cadere sull’asfalto scivoloso delle tante curve, o spostata, resa instabile, dal vento furioso che tira ogni giorno dell’anno, ma che nei mesi invernali si incattivisce pericolosamente per le due ruote…

Ma una decina di giorni fa mi è capitato di prenderlo di nuovo quell’autobus, un pomeriggio piovoso, poche fermate…

Si sono aperte le porte, sono salita…e una cosa mi ha colpito e frastornato, come non mi sarei aspettata…l’odore dell’autobus… l’odore che impregnava tutto, l’odore che si respirava all’interno di quel microcosmo viaggiante…

Avete mai fatto caso all’odore che si respira dentro un autobus? Vi siete mai chiesti quanta umanità c’è nell’odore di un autobus?

Non ci avevo mai fatto caso in tanti viaggi, prima di questo…ma risententolo mi risultava familiare, come un vecchio amico che non si vede da tempo… in un certo senso, per un periodo della mia vita neanche troppo breve se ai percorsi lavorativi ci aggiungo anche il quinquennio delle scuole superiori ai tempi poco attenti dell’adolescenza, mi apparteneva…

Banalizzando non è altro che un miscuglio per niente gradevole di sudore, pioggia, polvere, ferro, sporcizia… è disgustoso, se ci si ferma a quello che i sensi inviano alle sinapsi del cervello…

Ma ci sono delle vite in quell’odore…capita a volte di rivedere le solite facce che ti ricordi da quando eri ragazzina e trovarle invecchiate, trasformate, diventate adulte anch’esse…diverse…

Ho osservato chi, ogni viso di chi, fino al momento della mia salita sul bus, quell’odore l’aveva costruito… ed erano persone di varia nazionalità, bagnate, come me, con occhi parlanti, menti pensanti, labbra serrate, sguardi persi di attesa…forse come i miei…

Ci sono tante vite racchiuse nell’odore dell’autobus…alla mia fermata sono scesa…sono tornata alla mia…

Ma su quell’autobus di vite, per quei cinque minuti, c’è stata anche la mia… con tutto il suo odore…

E che WRITERS sia!

Il grande giorno è arrivato!

I miei motivi per esser felice che questo progetto abbia visto la luce sono quelli lievemente narcisistici che ne sono direttore e redattore (direttrice e redattrice fa un pò istituzione classica da scuola elementare…al maschile suona decisamente meglio! 🙂 ), ma sulla questione potreste essere del tutto disinteressati…

Ma il progetto di questa nuova rivista contiene un sacco di lavoro e un sacco di impegno di tante squisite persone che ho avuto il piacere di incontrare qua nel mondo dei blog…quindi, perchè non andate a dare un occhiata?

Leggetelo, dategli una scorsa, e ci terrei molto che mi faceste sapere cosa ne pensate…ogni opinione è importante, ogni critica è ben accetta, ogni complimento fa da propulsore per andare avanti e migliorare passo dopo passo!

Writers

copertina 4

https://drive.google.com/file/d/0B36h81sAzbS9eVZiYXhhVURTRFk/view?usp=sharing

Vi aspetto… e ricordate che per ognuno di voi c’è una porta aperta per entrare a piene mani a far parte del progetto!

Vi abbraccio forte, tutti quanti…uno ad uno!

La pubblicità è l’anima del commercio… sta arrivando WRITERS!!!!

copertina 4

 “…(…) una nuova struttura direttiva e

con essa un nuovo respiro, nuove ambizioni,

nuove idee e un nuovo titolo.

Imparerete a conoscere WRITERS, lo amerete, e

con esso conoscerete e amerete le redattrici e

le loro rubriche e gli ospiti che faranno

capolino tra le pagine (…)…”

WRITERS sarà on line il prossimo sabato!
Mancano meno di tre giorni!!!!
Intanto mettete un bel “MI PIACE” sulla pagina facebook!

WRITERS lo trovate qui: https://www.facebook.com/writers.magazine

E poi, dico io… poteva mancare un bel video promo della nuova uscita di WRITERS!!!

Certo che no!

Promettete di esser presenti anche sabato per vedere il lavoro finale e il nuovo numero di WRITERS?

Stay tuned!!!! 🙂

LUI-Livorno-Uomini-Insieme

(immagine dal web)

Quando il tempo non batte in pari

Per diversi anni, in una delle mie vite precedenti, ho suonato più o meno seriamente il clarinetto in varie formazioni musicali paesane…

Quando qualcuno si perdeva per strada…e succedeva spesso…la regola universale, non scritta, era “ci si ritrova in battere”…funzionava alla grande come regola…ti trovavi in ritardo, ti fermavi e ripartivi sul ‘battere’ della prima battuta utile per ripartire…

Oggi niente da fare, mi sono trovata in ritardo…e la giornata era in levare cazzo…non batteva in pari…

Mi sveglio di soprassalto, l’acqua scorreva da un rubinetto del bagno, “che ci fa l’acqua aperta in bagno?”…”forse l’hanno aperta i gatti rincorrendosi nella notte”…”merda…chissà da quanto tempo mi va via acqua…ufff”…

Le 8.36…guardo la sveglia una, due volte…poi il cervello si accende…

Un lampo…”CAZZO!!!! LE 8.36!!!! ENTRO AL LAVORO ALLE 9!!!! NOOOOO, E MIO FIGLIO ANCORA DORME ACCANTO A ME!!!! CAZZO CAZZO CAZZO!!!! NON FACCIO IN TEMPO NEMMENO A PORTARLO ALL’ASILO IN ORARIO!!!!”

Avviso al lavoro che arriverò in ritardo…molto ritardo…non mi è suonata la sveglia… (è suonata? non è suonata? non l’ho sentita? booohhh!!!! ) sveglio il cucciolo, mi vesto…non mi ricordo nemmeno se mi sono lavata la faccia…lo vesto…gli passo i biscotti, scaldo il latte, e contemporaneamente metto su il caffè e dò la ciccia ai gatti…salterò la colazione…pazienza…ingurgito il caffè, metto il grembiule e il giacchetto a lui, prendo al volo il mio cappotto…

Le 9.05, siamo in macchina…inizia il mal di testa…

Il cielo è colmo di nuvole accidiose, di quelle che non portano pioggia, ma annebbiano il sole…”ecco…anche il tempo non mi aiuta…”

Le 9.10, all’asilo, mio figlio è quasi contento che per una mattina sia la sua mamma ad accompagnarlo e non la nonna, come succede di consueto…la bidella ci apostrofa: “se partiva il treno voi lo avevate perso…” rispondo rassegnata: ” non è suonata la sveglia, lui è in ritardo, io sono in ritardo…”.

Un bacio, lo saluto, scappo correndo verso la macchina…

Guido per quaranta minuti…il mal di testa aumenta…mangio quel pacchetto di wafer che avevo arraffato prima di uscire di casa…

Le 9.50… arrivo al lavoro…

Il mal di testa è lì…il ritardo anche…l’affanno rimane poi per tutto il giorno…

Il tempo ha continuato a non battere in pari…pensieri rallentati, affanno della mente e una spossatezza infinita…solo a pomeriggio inoltrato il metronomo dei minuti è tornato lentamente a battere in pari con il mio ritmo…

Una giornata a rincorsa…

Sono sempre stata un animale notturno, la mattina non è mai stato il momento migliore della giornata…è l’atto di svegliarsi che ogni volta è velato in me da un latente senso di depressione…residui forse di cedimenti reali del mio equilibrio avvenuti in passato…è un sotterraneo senso di fatica e stanchezza atavica nell’affrontare l’idea di una nuova giornata…

Ho bisogno di tempo per riequilibrare i pensieri, per ripristinare i flussi di gravità del mettersi in piedi e affrontare la giornata…se sono costretta a correre è un massacro cerebrale e fisico…

In realtà mi sto accorgendo che per tante cose lentamente comincio a non batter più in pari…dimentico il telefono praticamente ovunque…lascio le chiavi dentro casa e di conseguenza mi chiudo fuori…sono costantemente in ritardo…

Sono atteggiamenti, dimenticanze, azioni, che in passato mi risultava difficilissimo perdonare ad altri e ritenevo inammissibili per me stessa…

Mi sa che devo far pace con queste cose e iniziare a perdonarmi un pò…che forse qua siamo solo all’inizio…

Con mio figlio, quando ci capita di far le cose insieme in tempi e modi tutti nostri… (capita spessissimo ad esempio che noi si vada a giocare ai giardini, nelle sere d’estate, quando tutti gli altri vanno via, tornano a casa…) io gli dico “ma che c’importa a noi, se vanno tutti via…noi facciamo le cose alla rovescia… noi siamo rock’n’roll”… e lui ride di gusto…

Credo di aver superato anche la fase rock’n’roll…mi sento solo tremendamente stanca…

Chissà…fatto sta che oggi era tutto tremendamente in levare… niente battere, niente punti di appiglio per tornare in pari…

Metto la sveglia per domattina…ne metto due…anzi tre va’!

Un brano con tutti gli strumenti che suonano in levare…

Ecco…oggi sono stata così, “a spirit in the material world”…e non mi è piaciuto per niente…

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