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VOLARE E’ POTARE

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(immagine dal web)

Se volere è potere, allora… VOLARE E’ POTARE 

(Anonimo)

La frase l’ho trovata in rete qualche giorno fa.

Al di là dell’ironico gioco di parole, il senso che ad essa ha dato il mio stato d’animo di questi giorni, contiene una verità assoluta.

Si potrebbe pensare che tagliare e volare siano due azioni in aperta contraddizione. Le ali sono lo strumento, tanto invidiato e copiato agli uccelli, che consentirebbero a noi animali terreni, e in qualche modo meccanico lo fanno da secoli ormai, di volare…tagliarle allora non avrebbe alcun senso…

Ma se si pensa alla potatura che sapientemente viene fatta di alberi e piante, da mani esperte, in modi e tempi stabiliti, essa consente alla pianta stessa di disfarsi di rami secchi, infruttuosi, che si sono accresciuti in direzioni pericolose per la stabilità, per rinascere a nuova vita, per continuare a crescere correttamente, per avere nuovi germogli sani, per dare frutti copiosi, per tornare rigogliosa all’affacciarsi della nuova stagione.

Ho sempre trovato triste la pianta appena potata…sembra monca, ferita, divelta, danneggiata… ma quando arriva la stagione dei germogli essa sprigiona tutta la sua potenza vitale, resa ancor più prosperosa da quell’operazione di mutilazione curativa che è stata la potatura.

E allora metaforicamente, se penso a me stessa come ad una pianta, tagliare i rami secchi, disfarmi del peso distorto del passato, potare le parti marcescenti di quello che è stato, vorrebbe dire spiccare il volo, tornare a germogliare, rinascere di nuova vita sana e rigogliosa.

Io raramente riesco a dare un taglio netto al passato, come quando si recide una rosa con le forbici sbagliate e rimane ancorato al fusto un filamento che non si taglia… quel filamento rimane attaccato, ad ogni colpo di forbice si sfilaccia, ma la rosa ancora non si stacca.

Ecco, io conservo sempre un filo collegato, un ramo sterile, in tutte le situazioni del passato, nelle relazioni, nei sentimenti, negli avvenimenti, come se rimanessi sempre lì, penzolante, non più legata ma non ancora recisa e pronta a nuova vita.

Invece dovrei imparare a “potare”, lasciar indietro i rami secchi, i percorsi sbagliati, le scelte infruttuose, i sentimenti cresciuti nella direzione pericolosa per la stabilità.

Tagliare per tornare a volare, per riprendere fiato, per respirare aria nuova a pieni polmoni e andare avanti, senza più quel filamento legato al passato, sempre più sottile e sfilacciato.

E allora sì che sarebbe vero che “VOLARE E’ POTARE” !!!!

Chiunque abbia inventato questa lungimirante frase metaforica dell’esistenza e del suo rinnovamento ha pienamente colpito nel segno…

IMG_20141225_221243

(immagine personale)

 Qualche tempo fa leggevo che da una ricerca sul destino commissionata a non ricordo quale istituto – eccone un’altra di cose che proprio non sopporto: questa mania di indagare sulle questioni più assurde – risulterebbe che il destino, appunto, non esiste e che tutto dipende dalle nostre decisioni: attimo dopo attimo siamo noi gli unici incontrastati padroni del nostro futuro. Adesso, a parte che sarebbe come dire che si può dimostrare scientificamente la inesistenza di un altrove o di dio, restando più modestamente al mio caso, se in quel giorno di luglio, per l’esattezza la mattina dell’ultima lezione con Loretta prima delle vacanze, la signora Clelia, dopo un nuovo fugace ma assai intenso incontro – oh, era l’addio prima di una lunga separazione: «Mi mancherai» mi disse lisciandomi il basso corredo concertistico – non mi avesse riferito che al fratello, direttore d’albergo, gli si era incidentato il pianista, e quindi chiesto se volessi sostituirlo, quale direzione avrebbe preso la mia vita? Certo potevo anche risponderle di no. Ma perché mai rifiutare un ingaggio con un compenso più che allettante rinunciando quindi a quella che, considerato l’impegno che mi avrebbe richiesto -appena qualche ora di sera – sivprospettava, per il resto, come una insperata vacanza al mare?Oltretutto in un hotel di lusso che mai più mi sarei potuto permettere? Sì, avrei potuto anche risponderle che m’ero già impegnato con la comitiva dei miei amici dell’Azione Cattolica per quindici giorni al campeggio Marilena di Agropoli – ma in tal caso sarei stato solo un povero stronzo con un giusto destino da povero stronzo, no? – e forse forse sarebbe stato meglio. Invece preparai la valigia e, come volle il destino, il giorno dopo partii.

Gaetano Cappelli – Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi, Marsilio 2012

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15 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Piero
    Mag 27, 2015 @ 00:52:53

    Due commenti, se posso… il primo: il passato. Non è necessario ingegnarsi per reciderlo dalla propria mente come fosse un ramo secco. D’altra parte non sarebbe possibile, perché nel bene e nel male, ha depositato il suo seme e il germoglio, di un fiore bellissimo o di un’erbaccia, ci sarà comunque. Ignorarlo, lasciare che appassisca da sé e ogni volta che sembra ricrescere, non annaffiarlo, sprecandoci acqua. Il secondo: il destino. Sì, e no. Se scegli una strada invece che un’altra hai segnato il tuo percorso da quel momento in poi. Non vuoi chiamarlo destino? Chiamalo ineluttabilità. Scelte? Sì. Sono quelle che condizionano la vita. Tuttavia esiste anche un patrimonio genetico e un condizionamento culturale che hanno già scritto inevitabilmente qualcosa per ciascuno di noi. E questo è scientificamente provato. Grandissima riflessione, carissima A. Ben composta, in prosa delicata. Ideale per la tarda ora, quando il buio che c’è fuori e il silenzio che c’è dentro, spingono a guardare altrove, in alto, o più oltre dell’alto, ovunque ci sia il presente, e l’istintività delle nostre scelte. Bonne nuit!

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  2. intempestivoviandante
    Mag 27, 2015 @ 08:37:03

    Volare è potare… mi piace. Io penso che ci siano comunque delle cose, nel nostro passato, che possiamo e dobbiamo lasciarci dietro le spalle. che non vuol dire che non ci abbiano lasciato niente. Siamo quello che siamo, sicuramente, anche per tutto quello che abbiamo vissuto nel passato, niente escluso. Ma siamo quello che siamo, appunto. Oggi. E questo ci consente di scegliere, tra l’altro, quali cose appartenenti al nostro bagaglio vogliamo continuare a portare con noi e quali, invece, lasciare indietro. resteranno sempre là, sì. Ma noi saremo altrove 🙂

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  3. danitrip77
    Mag 27, 2015 @ 09:43:37

    Secondo la mia esperienza di vita, e parlo quindi per me, destino e libero arbitrio vanno a bracetto. Ci sono fatti che capitano indipendentemente dalla nostra volontà, che a volte non riusciamo a spiegarci nemmeno noi, ed in questo caso si accettano perché non si può fare altro (qualcuno li chiama genitica, qualcuno karma, qualcun altro sfiga). Ci sono poi le cosiddette scelte che determinano certe nostre direzioni, e in quel caso si parla di libero arbitrio. Nella mia vita ho conosciuto solo due persone, vicine al Dalai Lama, che non ce l’hanno più questo benedetto libero arbitrio e che hanno fatto pace con il loro passato, però stiamo parlando di anime sovraumane, dalla grandissima compassione e dall’immenso amore 🙂 Per me è un livello al quale posso solo aspirare… un abbraccio e buona giornata 🙂

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    • CrazyAlice
      Mag 27, 2015 @ 23:30:54

      Sarebbe bello esser capaci di raggiungere tali livelli di consapevolezza e quindi di pace… nel mio piccolo, un passo dopo l’altro, riflessione dopo riflessione, ci provo… Un abbraccio!

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      • danitrip77
        Mag 28, 2015 @ 08:08:38

        Anch’io faccio come te, passo passo aumento la mia consapevolezza! Prendo esempio da queste persone che ho avuto la fortuna di poter incontrare e vado avanti trovando sempre più pace, nonostante tutto! Un abbraccio e buona giornata 🙂

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  4. 17lastella
    Mag 27, 2015 @ 09:52:06

    concordo anch’io! Volare è potare!

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  5. gigifaggella
    Mag 27, 2015 @ 12:31:35

    Decisamente bella ed originale…è vero che nella nostra vita siamo legati a mille fili invisibili che sono difficili da recidere anche quando decidiamo di farlo…de resto se fosse così facile almeno la metà degli abitanti di questo Paese avrebbe mollato tutto e si sarebbe trasferita in un’isola tropicale… 😉

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  6. silviacavalieri
    Mag 27, 2015 @ 18:44:41

    Conoscevo da tempo la frase scherzosa, ma il tuo volgere il gioco di parole in metafora mi è piaciuto molto e concordo pienamente. 🙂

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  7. Fedifrago ®
    Nov 02, 2016 @ 19:27:41

    I fratelli Marx, in un vecchio film. Groucho Marx dice: da ragazzo ho sempre sognato di fare L’aviatore e quindi farò il giardiniere – cosa c’entra? gl M viene chiesto – perché se potere è volere, potare è volare

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