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Lotta da sola

“La donna “forte” ha bisogno di affetto e protezione come chiunque altra. Perchè quasi sempre quel “lei è forte” significa solo “lotta da sola”.” (cit. da Emanuele Graniglia)

Premetto che quello che sto per scrivere mi candiderà senza rivali alla vittoria assoluta del titolo “peggiore mamma dell’anno”, ma tant’è…almeno per una volta vincerò qualcosa…

Tutto parte da un detto ‘della nonna’ che ho sempre sentito dire in merito ai figli e all’essere genitori: “i figli si fanno in due”.

Mi sto convincendo in questo particolare periodo della mia vita che sia profondamente vero, e che il ‘fare’ non si riferisca all’atto pratico di metterli al mondo, perchè (…e non me ne vogliano i maschietti che leggeranno…), dopo il momento, piacevole peraltro per entrambi (di solito…) della ‘gallatura’ dell’ovulo, l’uomo per tutta la gravidanza e il parto fa ben poco…

Sono le donne che hanno settimane di nausee, i crampi allo stomaco, le caviglie gonfie, il mal di schiena, mesi di malanni vari senza poter prendere medicine, limitazioni in quello che possono e non possono mangiare, fino, nei casi più sfortunati, a periodi di immobilità pressocchè totale…

Vero è che di contro hai dentro di te la meraviglia di una vita che cresce, e la senti, e in quel momento è solo tua, e ti avvicina a Dio…ma quando i crampi alle gambe ti tengono sveglia la notte, maledici, anche solo per un momento quelle manciate di piacere, pochi mesi prima, che ti hanno portato a ridurti così…

Per non parlare del parto, un’esperienza ai confini della realtà, in cui soffri come un cane per ore e a volte giorni perchè il nanerottolo che ti è cresciuto dentro si è finalmente deciso ad uscire, e sangue dappertutto, la sensazione delle viscere che si squartano e uno stuolo di sconosciuti che ti infila le mani ovunque in ogni momento, e gente che ti ordina di spingere, e poi no…e poi sì…mentre tu vorresti solo spararlo fuori quel nanerottolo, tipo la scena del film “Il senso della vita” dei Monty Python…

Devo dire che la mia esperienza è stata abbastanza compromessa dalla presenza del padre di mio figlio che, quando non spippolava sul cellulare si limitava a ripetere in litania un’unica frase: “Mamma che schifo! Vedessi quanto sangue!”

Poi nasce il piccolo alieno dalla testa a punta (tutti i bimbi appena nati ce l’hanno, deformata, piccoli angeli, dal passaggio per un buco troppo stretto…) e te lo lasciano tra le braccia, e realizzi che siete tu e lui, che lui dipende da te, che ha bisogno di te e tu invece, dopo ore di travaglio vorresti solo dormire e che tutto si fermasse per qualche ora almeno…

Ma niente, iniziano settimane e mesi in cui non sei più libera nemmeno di andare a fare la pipì, figurarsi il lusso di farsi una doccia…devi per forza avere qualcuno che si occupi del bimbo mentre ti concedi di lavarti almeno la faccia… e io il padre di mio figlio non ce l’avevo, era volontariamente sempre fuori casa e quando tornava era troppo stanco…lui… per tenere in braccio suo figlio per un paio di minuti, cercando di non farlo piangere…

E piangere è un’arma potentissima che i figli hanno, quando sono così piccoli, per farti sentire in colpa per averli abbandonati anche se sei solo andata a fare pipì, cazzo!

Ed è da questi momenti che prende forma la frase che “i figli si fanno in due”.

Perchè se la madre si occupa del figlio, ed è una cosa che fa perchè ha scelto di farlo in maniera irreversibile, e diventa un bisogno imprescindibile, una necessità improrogabile…ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lei.

Io a suo tempo non ho avuto il coraggio di portare avanti la relazione con il padre di mio figlio…avrebbe voluto significare accettare di sottostare ad offese ed umiliazioni quotidiane, come il sentirsi definire ‘nano deforme’…ma forse il segreto delle famiglie che stavano in piedi, nonostante tutto, e crescevano squadre di calcio (…o di calcetto…) di figli, ai tempi dei miei nonni, era proprio quello di ammettere di aver bisogno dell’altra persona, comunque fosse, per tirare avanti, per riuscire a crescerli quei figli…

E sono oggi quegli anziani che nelle balere estive vedo ballare abbracciati e felici…e mi chiedo quali e quanti compromessi con se stesse, e con quell’anziano signore che hanno davanti, quelle signore agghindate dai capelli bianchi abbiano dovuto accettare per rimanere uniti così tanto tempo…

Beh, io non ci sono riuscita… non sono riuscita a costringermi ad ingoiare il rospo….l’ho tenuto a gola per tre anni, ma poi un conato di vomito e un sussulto di rispetto nei confronti della mia dignità di persona me lo hanno fatto sputare, e me ne sono andata…

Ma adesso che cresco da sola il mio cucciolo meraviglioso assaporo tutto l’amaro delle sfaccettature dell’essere da sola a ‘fare’ un figlio… perchè “i figli si fanno in due” non significa farli nascere, ma crescerli, farli diventare grandi, seguirli ogni giorno, renderli adulti un passo dopo l’altro…

E mi sto accorgendo che non ce la faccio da sola…o meglio ce la faccio, ma mi costa in fatica, mentale soprattutto e fisica, molto più di quanto potessi immaginare.

Mi ripeto più e più volte che ci sono mamme che crescono davvero i figli da sole, anche più di uno e magari lavorano tutto il giorno come me, e non hanno nemmeno l’aiuto dei nonni, o la possibilità di un padre, che, per quanto bislacco, possa in qualche occasione sostituirle…e davvero non riesco a capire come possano fare…non riesco a comprendere come sia possibile…

Ammetto i miei limiti…io non ce la faccio…

Così capita in questa torrida estate che io non riesca ad avere neanche un attimo per me, o meglio che non riesca a vivere nemmeno per una sera la vita ‘normale’ di una donna alla soglia dei quarant’anni, non più giovanissima, ma neanche vecchia, che ogni tanto avrebbe bisogno di una chiaccherata e quattro risate tra amici, anche solo per ricaricarsi un pò…

Domani era fissata una rimpatriata con i vecchia amici delle scuole elementari, ero entusiasta, la prima serata fuori da single in tutta l’estate, una boccata d’aria!

Avevo organizzato di lasciare il bambino dal babbo…nota dolente questa dell’essere separati, perchè per avere un pò di tempo per me devo pagare lo scotto di non trovare mio figlio che dorme nel suo lettino quando torno a casa…ma non si può avere tutto dalla vita… e vabbè, facciamolo, è giusto così e già emotivamente pesante anche per il cucciolo tutta questa situazione di babbo e mamma che vivono in due case diverse…

Ma succede che stamattina il pulcino si sveglia con la febbre…e febbre tutto il giorno…e febbre anche stasera…e proprio non ci riesco a lasciare mio figlio da solo se è malato…così salterà tutto…e alla fine va bene così…

Solo che mi sono accorta che davvero da sola comincio a non farcela più…  “i figli si fanno in due” … beh, ho decisamente bisogno del ‘due’…

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25 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. avvocatolo
    Lug 22, 2015 @ 06:31:11

    Tanta solidarietà cara. Prima o poi se ne esce…so bene che vuol dire. Mia moglie si lamenta spesso proprio dicendo le stesse cose tue…soprattutto la doccia! Dice neppure quela riesce a fare…e Sì che lei è in due… (infatti ormai si lava solo quando torno io 😉). Forza e coraggio…

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  2. avvocatolo
    Lug 22, 2015 @ 06:32:37

    Ps però la citazione di Graniglia…Diobono…a sto punto citiamo pure Fabrizio CoronA!!! Suvvia a
    Alice in tutta la letteratura di tutti i tempi vuoi vedere che non ci sia nulla di più calzante??? 😂

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  3. pagurina9
    Lug 22, 2015 @ 08:34:56

    Post intenso in cui per un attimo, pur non essendo madre, mi hai fatto sentire tutte le tue emozioni come fossero mie. Grande post, vedrai che quando meno te l’aspetti il due arriverà! Io incrocio le dita 🙂

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  4. MeryLenn
    Lug 22, 2015 @ 09:50:59

    Posso solo dirti che hai fatto bene ad andartene, perché comunque da quello che ci hai raccontato, è evidente che saresti sempre stata da sola e il 2 non ci sarebbe mai stato…..
    Un abbraccio!

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  5. mammaranocchio
    Lug 22, 2015 @ 10:12:20

    Mi spiace, mi spiace enormemente..anche io sono in due – anche se il secondo è, a volte, un pò latitante – ed anche io sento la pesantezza..immagino come debba esser per te.

    So cosa vuol dire sentirsi definita “la forte”..e poi ti senti così…beh, lo sai, lo hai spiegato alla perfezione..”la forte” arriva al limite, “la forte” è fragile, anche se non lo mostra..

    Ti abbraccio forte forte.

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    • CrazyAlice
      Lug 25, 2015 @ 12:18:06

      E’ la questione di arrivare al limite che da la misura della stanchezza…quando cominci a vedere nitidamente il tuo limite ti chiedi cosa potrebbe succedere dopo, quando lo avrai raggiunto veramente… Un abbraccio!

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  6. Chiara
    Lug 22, 2015 @ 10:55:35

    Essere forti è una delle peggiori fregature della storia: quando davvero stai per non farcela più (perché inevitabilmente ogni tanto succede, e ci mancherebbe) non ci crede quasi nessuno… perché tanto tu sei forte.
    In questi giorni vorrei solo sedermi per terra e urlare che mi sono stufata di essere forte, che comunque non era mia intenzione e che sono solo stata male interpretata.
    ma non servirebbe, almeno a me.
    tu però prova a urlare .. spero tanto che qualcuno ti senta e finalmente capisca.
    un abbraccio
    chiara

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    • CrazyAlice
      Lug 25, 2015 @ 12:19:48

      urliamo insieme, dai! Magari davvero qualcuno ci sente… Io vorrei smettere di essere forte, potermi permettere finalmente di far emergere tutte le mie debolezze, e avere qualcuno accanto che possa prendersene cura… Ti abbraccio forte!

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  7. labloggastorie
    Lug 22, 2015 @ 17:01:00

    Tu hai grinta.
    È diverso dall’essere forti. Chi è forte lotta la metà.
    E mi roderebbe non poter passare la serata con vecchi amici e questo non vorrebbe dire essere una mamma “così, così”.
    Ti auguro una nuova serata da trascorrere senza ansia o sensi di colpa.

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  8. tuttotace
    Lug 22, 2015 @ 19:19:14

    Di me sai che sono sola, dicono forte (non lo sono affatto) e di creature ne ho 3. Più volte ho pensato di rimanere sdraiata e letto, giusto per vedere cosa sarebbe successo. Non l’ho fatto. Ho ingoiato a malavolgia una divisione 50 e 50 dei figli, con il dolore di perdere metà della loro vita, perchè è questo ciò che accade, inutile girarci attorno e poi ho imparato ad accettare gli aiuti, perchè se ti guardi intorno di gente che ti vuole bene ce n’è. i padri devono fare i padri. Lotta per questo e insegna ad tuo ex a controllare la febbre a somministrare farmaci, lo so che spezza il cuore ma tu devi campare. Delega a chi ha le tue stesse identiche responsabilià. Obbligalo a prendersele e sii anche esser umano oltre che mamma. Ti abbraccio.

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    • CrazyAlice
      Lug 25, 2015 @ 12:26:12

      Il padre in realtà è abbastanza presente, sono io che non riesco a pensare di non essere presente se mio figlio sta male… proprio non ci riesco, vivrei male ogni singolo istante da sola… è stato uno dei motivi per cui il compagno che avevo trovato l’anno scorso mi ha lasciato… arriverà il tempo in cui riuscirò a staccare la spina…ma sto imparando a fare solo quello che mi fa stare bene, e stare con mio figlio quando si sente male, rinunciando a tutto il resto, mi fa stare bene… So che sei da sola e i figli sono tre, infatti sei una di quelle donne meravigliose che ammiro incondizionatamente e dalle quali avrei solo da imparare! Un abbraccio forte!

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  9. Vivian
    Lug 22, 2015 @ 21:37:44

    Io non sono mamma, ma quel “tu sei forte” è stato detto tante volte anche a me, da persone che non avevano altro da dire per aiutarmi. È la cosa non è confortante. In quanto al “due”, comprendo benissimo questo bisogno, viscerale, di con-dividere.
    Mio padre mi diceva sempre: per ognuno c’è qualcuno… Io aspetto, fiduciosa, che arrivi di meglio.
    Un abbraccio.

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    • CrazyAlice
      Lug 25, 2015 @ 12:28:19

      Ci mettiamo in attesa insieme…spero solo di non essermi già giocata i miei ‘qualcuno’… Dire ‘tu sei forte’ equivale in realtà ad un ‘cavatela da sola’…chi te lo dice, forse non è proprio ‘amico’… Ti abbraccio forte!

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  10. Marisa Cossu
    Lug 22, 2015 @ 22:48:58

    Ti auguro tanta serenità. Buone vacanze!

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  11. AlViN
    Lug 24, 2015 @ 21:12:09

    Ti capisco benissimo! Io sono il due che mia moglie per adesso tollera. Firmato il rospo.

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  12. Papillon1961
    Lug 29, 2015 @ 08:31:09

    Io sono papà da tre mesi. Comprendo quello che dici, anche le critiche che fai a noi uomini, le stesse che mi fa mia moglie. Tuttavia bisogna tener conto che uomo e donna non possono avere il medesimo approccio. Io ad esempio vedo in voi un ansia esagerata. Il mio bimbo sta bene, e se sono certo che sta bene, quando piange non mi sento minimamente in colpa, perché è una cosa naturale.
    Che lo vogliate o no nei primi mesi il bimbo vede e sente solo voi, il papà è uno dei tanti. Succede spesso che il piccolo mi si metta a piangere mentre lo tengo in braccio e la mamma arriva e me lo toglie piccata (quello sì mi fa sentire in colpa e umiliato). Io penso che mi dovrebbe essere lasciata l’opportunità di sbagliare (si fa per dire, mica gli faccio male) e di trovare il mio miglior approccio. Ti dirò, con lui va meglio quando resto solo…

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    • CrazyAlice
      Lug 30, 2015 @ 00:48:47

      Non ci crederai, ma credo che tu abbia ragione… è che quando ci capitano nella vita i nostri frugoletti, noi donne diventiamo gelosissime, al limite della stronzaggine…pretendiamo il nostro ruolo e poi ci pesa…sono periodi i primi in cui noi per prime non capiamo quello che sta succedendo, figurarsi se possiamo essere capite da fuori!!! Comunque la mia era solo un’analisi della mia situazione, e la solitudine, nella lunga distanza, si fa sentire… Un abbraccio, e danne uno anche a tua moglie, che vedrai che la rincuora dandole conferma che te accanto a lei ci sei!

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