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Se l’amore è tutto segni da indovinare, perdona se non ho avuto il tempo di imparare

Carte da decifrare

(ivano Fossati – 1993)

L’amore è tutto carte da decifrare
e lunghe notti e giorni per imparare
io se avessi una penna ti scriverei
se avessi più fantasia ti disegnerei
su fogli di cristallo da frantumare

E guai se avessi un coltello per tagliare
ma se avessi più giudizio non lo negherei
che se avessi casa ti riceverei
che se facesse pioggia ti riparerei
che se facesse ombra ti ci nasconderei

Se fossi un vero viaggiatore t’avrei già incontrata
e ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata
se fossi un guardiano ti guarderei
se fossi un cacciatore non ti caccerei
se fossi un sacerdote come un’orazione
con la lingua tra i denti ti pronuncerei
se fossi un sacerdote come un salmo segreto
con le mani sulla bocca ti canterei

Se avessi braccia migliori ti costringerei
se avessi labbra migliori ti abbatterei
se avessi buona la bocca ti parlerei
se avessi buone le parole ti fermerei
ad un angolo di strada io ti fermerei
ad una croce qualunque ti inchioderei

E invece come un ladro come un assassino
vengo di giorno ad accostare il tuo cammino
per rubarti il passo, il passo e la figura
e amarli di notte quando il sonno dura
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all’alba di altro amore
e amarti per ore, ore, ore
e ucciderti all’alba di altro amore

Perché l’amore è carte da decifrare
e lunghe notti e giorni da calcolare
se l’amore è tutto segni da indovinare

Perdona
se non ho avuto il tempo di imparare
se io non ho avuto il tempo
di imparare.

.

Non c’è molto altro da aggiungere…

Se avessi… se fossi…

Ma non ho…e non sono…

Perdona, se non ho avuto il tempo di imparare.

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Il segreto della felicità

Will Hunting – Genio ribelle (Good Will Hunting) è un film del 1997 diretto da Gus Van Sant e interpretato da Matt Damon,Robin Williams, Ben Affleck, Stellan Skarsgård e Minnie Driver

Girato a Boston, Massachusetts,[1] racconta la storia di Will Hunting (Matt Damon), un problematico ragazzo prodigio e autodidatta con molti piccoli crimini alle spalle, che fa le pulizie al Massachusetts Institute of Technology (MIT). Nonostante le sue conoscenze e la sua capacità di risolvere problemi matematici d’alto livello, superando anche docenti universitari, Will dovrà imparare ad affrontare e superare la paura dell’abbandono per amare e fidarsi delle persone che lo amano e si preoccupano per lui seriamente. Will Hunting è la storia di un uomo che cerca di migliorare le sue relazioni interpersonali e di aprirsi alle altre persone, cercando di imparare a sfruttare al meglio il suo incredibile potenziale.

Il film è dedicato alla memoria del poeta Allen Ginsberg e dello scrittore William S. Burroughs, entrambi morti nel 1997

(da Wikipedia – https://it.wikipedia.org/wiki/Will_Hunting_-_Genio_ribelle )

Sean: … Senti, Will, io so poche cose… ma vedi questo fascicolo, tutta questa merda? [posa il fascicolo sul tavolo]… Non è colpa tua.
Will: … Sì, questo lo so.
Sean: Guardami figliolo. Non è colpa tua.
Will[serio]: … Lo so.
Sean: No. Non è colpa tua.
Will: Lo so.
Sean: No, non lo sai. Non è colpa tua.
Will: … Lo so…
Sean: Non è colpa tua.
Will: Va bene…
Sean: Non è colpa tua. [Will chiude gli occhi] Non è colpa tua.
Will[sull’orlo delle lacrime]: Non mi prenda per il culo!
Sean: … Non è colpa tua.
Will[con rabbia, dà una spinta a Sean]: Non mi prenda per il culo, capito?! Non mi prenda per il culo, lei no…
Sean: Non è colpa tua. [Will scoppia a piangere] Non è colpa tua. [si abbracciano]

(da Wikiquote – https://it.wikiquote.org/wiki/Will_Hunting_-_Genio_ribelle#Dialoghi )

Tutta la soluzione dei nostri problemi, di qualsiasi ordine e grado essi siano, è riassunta nella presa di coscienza di questa frase: “NON E’ COLPA TUA“.

Nasciamo e cresciamo in una società nella quale i predominanti valori cattolici ci insegnano fin da piccoli i concetti di giusto e sbagliato strettamente collegati rispettivamente a gratificazioni e punizioni, di peccato e conseguente pena, di colpa e necessità di espiazione…

Invece di ragionare fin da piccoli sul senso assoluto del fare una cosa o non farla, cioè delle conseguenze che fare o non fare una cosa potrebbe avere su noi stessi e soprattutto sugli altri, quello che diventa il metro di giudizio per decifrare cosa sia giusto e cosa sia sbagliato diventa la sentenza di merito che ne deriva…se faccio questa cosa mi dicono bravo…se faccio quest’altra mi danno una punizione…

Da questo deriva per proprietà transitiva che se subisco una punizione per una cosa sbagliata che ho fatto, la punizione diventa giustificata e me ne assumo la colpa perchè ho fatto una cosa sbagliata… la cosa che ho fatto potrebbe non essere sbagliata, perchè nello scegliere di fare una cosa o non farla non esiste il giusto o lo sbagliato in senso assoluto, ma il fatto di essere punito la rende sbagliata e la colpa della punizione è solo mia…

Intendiamoci, non dico che sia sbagliato assumersi la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie scelte, e considerarle più o meno giuste in base al metro di giudizio imposto dalle regole del vivere civile…quello che trovo inaccettabile e condiziona pesantemente tutti i rapporti tra le persone è il senso di colpa a priori, quasi preventivo.

Perchè è colpa mia allora se uno dei miei ex mi metteva le mani addosso, è colpa mia se il padre di mio figlio mi umiliava costantemente, è colpa mia se non mi fido più delle persone e non riesco a costruire relazioni alla pari con altre persone… ed è così che si finisce ad affermare che è colpa della donna se viene violentata solo perchè portava una minigonna, e così via…

Dietro ogni comportamento umano, dal più corretto nei confronti degli altri al più incivile, ci sono delle spiegazioni, delle motivazioni profonde, delle scelte che, per il semplice fatto di esser state fatte meritano comunque rispetto, un’analisi razionale non viziata dai concetti di peccato e pena, di colpa e punizione…e se le suddette scelte hanno arrecato del danno a se stessi e agli altri necessitano di correzione…a posteriori, però, non in senso assoluto in base alla tabella di cosa è giusto e cosa è sbagliato, di cosa ottengo se faccio la cosa giudicata giusta, o di quale sarà la punizione se faccio la cosa che tutti ritengono sia sbagliata.

Se ci facciamo imbrigliare dai concetti di colpa e punizione, saremo invasi dalla paura di sbagliare e questa ci impedirà di compiere delle scelte… Ma le scelte devono essere fatte e vissute con la consapevolezza che possano essere una possibilità per noi, al pari di tutte le altre alternative possibili, senza esser viziate dal concetto di giusto o sbagliato a priori, una porta aperta verso nuovi giorni, senza che il volo possa essere castrato dalla paura prima ancora di spiegare le ali.

 

Si alzi il sipario sulle EMOZIONI… è uscito il nuovo numero di WRITERS!

WRITERS 7 copertina

Che un gruppo di bloggers e scrittori si siano messi insieme per creare una rivista on line, probabilmente già lo sapete…

Che questa rivista si chiami WRITERS anche…

Che io la diriga è sicuramente il dato meno interessante, ma, per onor di cronaca e una spolverata di autostima, ve lo dico…

Il dato di maggior rilievo è che è uscito il nuovo numero della rivista e se vi va di dare un’occhiata il link è questo:

https://drive.google.com/file/d/0B36h81sAzbS9YVdRSEo3ZVV3LTg/view?usp=sharing

Fatelo, e visitate anche la pagina Facebook (https://www.facebook.com/writers.magazine/) e fatelo non tanto per me, ma perchè gli articoli che troverete nelle rubriche e  i racconti  e il romanzo a puntate vi emozioneranno.

Volevamo parlare di emozioni, infatti, in questo numero e abbiamo parlato di uomini, donne, bambini, vita, morte, amore, figli, scelte, percorsi, rapporti, linguaggi, ricordi, felicità tristezza, malinconia… insomma un pò di tutto quello che porta voi e me, di solito, a scrivere davanti ad un pc, spesso togliendo spazio al sonno, e che ci fa sentire un pò più vivi…

Vi copio qua il mio editoriale, così spero che, leggendolo, siate invogliati a scaricare il numero e a darci un occhio, se già non l’avete fatto d’impulso, poco sopra, spinti da quella stessa curiosità che sicuramente lo avrebbe già fatto fare a me…confido nel vostro animo fanciullo!

Buona lettura!

EDITORIALE

Ben ritrovati a tutti i nostri affezionati lettori e un caloroso benvenuto a chi si affaccia curioso sul meraviglioso mondo di WRITERS per la prima volta!

Quello che vi accingete a leggere è un numero un po’ speciale per noi perché, nel modo che sappiamo fare meglio, e cioè provando a scrivere appunti sparsi di noi, festeggiamo insieme a voi il primo compleanno di questo progetto.

Era il Novembre del 2014 quando, da un’idea di Vittorio Tatti, nasceva un gruppo di bloggers che volevano creare una rivista on line, a cadenza bimestrale, con rubriche personali curate da ognuno dei redattori e sezioni dedicate ad un tema diverso ogni uscita, una sorta di filo conduttore scelto di volta in volta.

Così, un anno fa, usciva on line il primo numero dell’e-zine “Il mondo in un blog”.

Da quel primo passo, embrione fecondo del progetto WRITERS, ho ereditato, immeritatamente, la direzione della rivista e portato “Il mondo in un blog” a diventare il gruppo, in continua crescita, degli scrittori, bloggers e no, che dedicano il loro tempo, le loro menti, le loro energie, i loro pensieri, le loro emozioni a far crescere di numero in numero un sogno che lentamente sta facendo capolino fuori dal cassetto di tanti di noi.

La rivista ha cambiato nome, creato una testata, un logo, una pagina sui social network, un sito internet, e al compimento di un anno di vita la percezione che abbiamo di noi è che stiamo partecipando a qualcosa di interessante.

Non bello o brutto, questa è una valutazione il cui compito è affidato ai lettori, ma sicuramente stimolante, creativo, affascinante, coinvolgente.

Ogni nuovo numero è una sfida, un gioco, una magia.

E a noi piace così!

Il numero che si dipanerà sotto i vostri occhi è interamente dedicato allo smisurato, incomprensibile, affascinante mondo delle EMOZIONI…e il caso ha voluto che non ci fosse momento più adatto di questo, per la congiuntura storica che ci è dato vivere, per interrogarsi, ognuno di noi, sul valore delle proprie emozioni, sul senso di tristezza, paura, gioia, amore, felicità, ansia, su come la gestione di quello che fa vibrare la nostra anima può influire sulle nostre vite.

Parleremo quindi, attraverso le penne dei nostri redattori, vecchi e nuovi, di uomini, di donne, di bambini, di viaggi, di scoperte, di sfide, di amore, di scrittura, di morte, di tutto quello che, attraversando gli animi come un fulmine che scarica a terra il suo voltaggio, ci rende vivi ogni attimo, ci definisce e al tempo stesso ci contraddice, ci rende, in definitiva, uomini.

C‘è una canzone che in maniera ineguagliabile ha sintetizzato tutto quello di cui parleremo in questo numero e anche quello di cui non siamo riusciti a parlare. E’ “Emozioni” di Lucio Battisti e Mogol, il cui testo è pura poesia.

Nel nostro piccolo è di questo che volevamo parlare…a voi dirci se, anche solo per un attimo, ci siamo riusciti.

EMOZIONI

Lucio Battisti – Mogol (1970)

Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi

Ritrovarsi a volare

E sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare

Un sottile dispiacere

E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire

Dove il sole va a dormire

Domandarsi perche’ quando cade la tristezza

In fondo al cuore

Come la neve non fa rumore

E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte

Per vedere

Se poi e’ tanto difficile morire

E stringere le mani per fermare

Qualcosa che

È dentro me

Ma nella mente tua non c’e’

Capire tu non puoi

Tu chiamale se vuoi

Emozioni

Tu chiamale se vuoi

Emozioni

Uscir dalla brughiera di mattina

Dove non si vede ad un passo

Per ritrovar se stesso

Parlar del più e del meno con un pescatore 

Per ore ed ore

Per non sentir che dentro qualcosa muore

E ricoprir di terra una piantina verde

Sperando possa

Nascere un giorno una rosa rossa

E prendere a pugni un uomo solo

Perche’ e’ stato un po’ scortese

Sapendo che quel che brucia non son le offese

E chiudere gli occhi per fermare

Qualcosa che

È dentro me

Ma nella mente tua non c’e’

Capire tu non puoi

Tu chiamale se vuoi

Emozioni

Tu chiamale se vuoi

Emozioni

Troverete nelle pagine di questo numero di WRITERS gli scritti dei redattori che già avete imparato a conoscere nei numeri precedenti e tre nuove penne sublimi, che hanno accettato di far parte di questo progetto, e delle quali vi innamorerete. Sono Max Paine (detto Avvocatolo), Antonio Clemente e Francesco Lollerini, che ci aveva già regalato un suo pezzo in uno dei precedenti numeri e che adesso si prende, meritatamente, uno spazio tutto suo.

Ritroverete Carlo Galli e, per chi non vedesse l’ora di sapere come prosegue il romanzo a puntate di cui avevamo pubblicato l’incipit nel numero scorso, la seconda parte di “Fenisia” di Antonella Fortuna, ospite preziosissima delle nostre pagine.

Ringrazio personalmente in anticipo tutte le persone che avranno voglia di andare avanti con la lettura di questo numero, tutti quelli che ne saranno incuriositi, deliziati, affascinati e perché no, anche annoiati…per noi vorrà dire che nel vostro animo ci avete dato una possibilità, un attimo di ascolto, brandelli del vostro tempo…e questo merita tutta la nostra gratitudine.

A tutti voi auguro una piacevole lettura e invito chiunque abbia voglia a farci sapere la propria opinione o a palesare le proprie critiche.

Proprio le critiche sono fondamentali per la nostra crescita, per l’evoluzione di questo progetto, per mantenere accesa la fiamma del nostro sogno.

Ci trovate qui:

Aspettiamo le vostre idee e se volete condividere con noi i vostri racconti, le vostre poesie, i vostri pezzi di creatività, noi saremo pronti ad accoglierli e dar loro spazio nelle nostre future pubblicazioni!

Ricordate che WRITERS può essere anche vostro!

La direttrice

Elena Brilli

Dita intrecciate

dita intrecciate

(immagine dal web)

 

Perchè cerchi la mia mano?

Perchè intrecci le tue dita alle mie?

Cosa vuoi dire? Cosa non dici?

Perchè punti i tuoi occhi nei miei?

Cosa cerchi? Cosa vedi?

I gesti sono importanti

Non meno delle parole.

Dicono frasi taciute

Svelano mondi nascosti

Mentono anime incerte.

Facile con le parole

Accordare la lingua

Comprendere il senso.

Ma i gesti?

Solo anime affini

Comprendono gesti univoci.

Gli altri ascoltano solo

Accordi stonati.

 

E.

Invidio le foglie in autunno

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(immagine dal web)

Invidio le foglie in autunno che cadono perchè mentre cadono volano, sospinte dal vento finché non toccano terra.

Poi a terra nel crepitare sommesso raccontano ognuna del proprio volo.

Vivono legate.

Poi e’ rosso dorato da ricordi di primavera lontana e freddo e riccioli scricchiolanti di vita agli sgoccioli…e allora saltano.

Muoiono volando.

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