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La bellezza della Signorina Rottenmeier

Operazioni pre-nanna, rallentate da pensieri disordinati e assonnati che riassumono la giornata.

Così, tra una manica del pigiama e l’altra, tra i denti da lavare e le manine da cui togliere le ultime tracce di pennarello, nascono conversazioni dolci, infantili, surreali a tratti, ma talmente genuine da raccoglier quasi in sè l’essenza di una madre e un figlio.

“Mamma, sei bella.”

“Macchè bella, amore, la mamma è brontolona, come la Signorina Rottenmeier!” (tentativo maldestro, il mio, di chiede scusa a fine giornata al mio cucciolo per le volte in cui immancabilmente mi sono trovata ad alzare la voce o costretta a riportare l’ordine delle cose nella noiosissima direzione imposta dal mondo dei ‘grandi’…)

“Eh, ma la Signorina Rottenmeier è brontolona, sì, ma è anche tanto bella! E tu mamma sei bella e brontolona come la Signorina Rottenmeier! Abbraccio!”

Strano modo di vedere la bellezza hanno i bambini…ricordo che a me la Signorina Rottenmeier stava proprio antipatica…e vinceva Heidi, 10 a 0, non c’era proprio gara, su tutti i fronti…hai voglia lei a urlare “Adelaide!” o “Misericordia!”…

Che sia un malcelato avvertimento?

Sto forse sbagliando qualcosa?

E poi proprio la Signorina Rottenmeier, con quella faccia a punta e quella voce stizzita!

Strano a dirsi quanto sia vero il detto che “la mamma è sempre la mamma”…ma porca miseria, la Signorina Rottenmeier proprio no!

Urge ritocchino addolcente…smussatura dei miei spigoli…sorriso alla vita…e dosi copiose di abbracci!

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