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…e ho bisogno di stancarmi e di camminare di sentire l’acqua il vento e di respirare…

Fabio Concato “Guido piano” (da Fabio Concato/; 1984), videoclip originale integrale, P) Polygram

Guido piano
e ho qualcosa dentro al cuore
che mistero

non so neanche dove andare
e m’allontano
anche se dovrei tornare
lei m’aspetta
si potrebbe preoccupare ma c’e’ tanto sole
e mi accorgo che ne ho bisogno come un fiore
e ho bisogno di stancarmi e di camminare
di sentire l’acqua il vento e di respirare
peccato che qui vicino non c’e’ il mare

Guido piano
che mistero dopo il ponte cambia il mondo
viene voglia di cantare
questa sera
te lo voglio raccontare
son sereno
come se fosse Natale
e ho tanta voglia
di sdraiarmi su questa terra cosi calda
di dormire e di sognare che questo fiume
lentamente mi porta fra i monti e le pianure
e mi culla come un bambino fino al mare.
Amore mio perche’ ogni volta scappo via
siamo cosi lonatani dalla vita e dai profumi
forse t’incontrero’ dove comincia il mare
quando mi svegliero’ saro’ migliore
.
Era la scorsa domenica, un solare 1 Novembre, a dispetto di sentimenti grigi del ricordo di persone mancate…
Compleanno del padre, pranzo dai genitori, anziani esponenti del sopportarsi a vicenda senza supportarsi, delle mancate condivisioni, dei rancori, dell’astio reciproco coltivato in anni di vite dei figli nei confronti dei quali indossare la maschera della famiglia…pesantezza dei gesti, dell’aria, delle parole…nervosismo aleggiante tra il pollo e il ‘Tanti auguri’…scelte di vita, le loro, tutte, nei confronti delle quali ho preso col tempo le mie distanze, elaborato la mia posizione di rifiuto, evitando di ricalcare i loro passi nella costruzione e distruzione della mia famiglia con mio figlio e suo padre, in nome di una doverosa onestà nei confronti della mia persona…
Poi il padre di mio figlio…prima lavoro, non posso prenderlo…poi no, non lavoro, lo tengo con me…poi non posso venire a prenderlo perchè sto ristrutturando casa…poi portamelo tu, così lo vedo anche se non posso stare con lui, ma almeno sta con la nonna……ok…fate come volete…mi arrendo…lascio mio figlio a casa della nonna paterna…sto soffocando in una domenica pomeriggio di sole…
Scendo in città e mi infilo in un museo, la mostra Synchronicity – contemporanei, da Lippi a Warhol
allestita al Palazzo Pretorio di Prato, e mi immergo nel silenzio, nella bellezza…riequilibro il respiro nel labirinto delle sale diffuse su quattro piani e corridoi e mezzanini…mi perdo tra le madonne gotiche e Sylvie Fleury, tra la pietra serena e lo squarcio di Lucio Fontana, tra l’oro dei santi e la Nike di Yves Klein, tra Filippo Lippi e Donatello e la Gioconda baffuta e rasata di Duchamp, tra l’equilibrio dei rinascimentali e Andy Warhol, tra i potentissimi chiaroscuri di scuola caravaggesca e Marina Abramovic, tra le sculture neoclassiche di elegante perfezione di Lorenzo Bartolini e la Venere Maria su fondo di acciaio lucidato a specchio di Michelangelo Pistoletto, tra i gessi di Lipchitz e ancora Andy Warhol, soggetto e oggetto…in un dialogo a tratti surreale in cui l’autorevolezza degli antichi non sminuisce i moderni, anzi, li eleva al proprio livello di arte e bellezza autorefenziata e assoluta, senza più aver bisogno di giustificazione, di spiegazione…
Avevo fatto le foto, tante foto, ma la mattina successiva la mia micro sd su cui avevo salvato le mie impressioni, la mia personale visione del percorso ha deciso di craccarsi irrimediabilmente, e a niente è valsa la visita al centro di manutenzione di computer ed aggeggi tecnologici del mio paese per tentarne il salvataggio…le mie foto, perse, andate…ma un assaggio di quello che è stato il mio viaggio nella bellezza e il ritorno in equilibrio con me stessa l’ho trovato su internet, l’ancora di salvezza per il recupero di emozioni mediate da attrezzi informatici di qualsivoglia tipo…non sono le mie…ma godetevele…
Avevo bisogno di fuggire, di respirare…il senso della bellezza, declinata in ogni sua forma e modo, è il mio ossigeno.
“…e ho bisogno di stancarmi e di camminare di sentire l’acqua il vento e di respirare…”

(immagini tratte, mio malgrado, da internet)

TUTTI GLI ARTISTI MODERNI E CONTEMPORANEI IN MOSTRA PER SYNCHRONICITY:

Marina Abramovic, Vito Acconci, Matthew Barney, Vanessa Beecroft, Martha Colburn, Joseph Cornell, Vittorio Corsini, Marcel Duchamp, Sylvie Fleury, Lucio Fontana, Piero Gilardi, Domenico Gnoli, Dan Graham, Yang Jiechang, Joan Jonas, Yves Klein, Eugenio Miccini, Alberto Moretti, Margherita Morgantin, Maria Mulas, Bruce Nauman, Luigi Ontani, Lucy+Jorge Orta, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Mimmo Rotella, Santiago Sierra, Keith Sonnier, Daniel Spoerri, Johan Van der Keuken, Andy Warhol, Gilberto Zorio.

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