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Se definisci escludi

« Kai: Chi sei tu ?

Po: Mi sono chiesto la stessa cosa…Sono il figlio di un panda?…Il figlio di un’oca?…Un allievo?…Un’insegnante?…Alla fine…Sono tutti loro …Io sono il Guerriero Dragone »

Po a Kai, prima del loro ultimo scontro – KUNG FU PANDA 3 (Animazione, 2016)

.

Sembra impossibile che da un pomeriggio al cinema con il mio cucciolo ne esca una conferma di quelli che, forse in maniera meno composta, sono i miei pensieri da un pò di tempo a questa parte.

La questione appartiene al mondo delle definizioni, che davvero iniziano a starmi strette, in senso assoluto…sia che vengano rivolte a me, o a me vengano chieste per descrivermi, sia che vengano usate per descrivere qualsiasi altra persona o cosa.

Non so se per sua natura l’uomo tenda a definire le cose e le persone…molto probabilmente è una soluzione di comodo per circoscrivere un fenomeno, per racchiuderlo, controllarlo, quindi renderlo potenzialmente meno pericoloso…ma, racchiudendolo in una definizione se ne esclude immediatamente ogni altra sfumatura, ogni altra sfaccettatura che aiuterebbe a comprenderlo fino in fondo, si elimina ogni possibile forma di “altro da…” che invece sarebbe la chiave di lettura per analizzarlo a tutto tondo.

Quindi, in questa epoca storica, si sentono fin troppo spesso etichette appiccicate a persone e a fenomeni vari, nel tentativo di ridurli ad una cosa sola, ad una definizione appunto, in modo che sia poi facile concordare o dissentire da essa, accettare o discriminare, giudicare, in fondo.

Così donna non è mamma, e mamma non è politica, e politica non è donna.

Gay non è padre, omosessuale non è normale.

Rifugiato non è persona, siriano non è bambino, immigrato non è vittima…

E così via…

Facile…comodo…stupido anche?

Non voglio più definizioni, non le voglio per me, perchè sono una donna, ma anche una mamma, sono una lavoratrice, sono sola ma circondata da amici, sono forte ma anche debole, sono felice e allegra ma anche preda di malinconie, sono un’amica, una figlia, una bambina, una creativa, un’impulsiva, una sciocca talvolta…e ognuna di queste definizioni sono me, tutte quante…io sono in tutte loro e in molto di più…tutte queste cose insieme sono me, e sono quello che mi rende quella che sono, sono la mia forza…ma se accetto di chiudermi in una di esse, o se consento al mondo di farlo, mi perdo tutto il resto, tutto il bello degli opposti e della contraddizione, tutta la diversità che nel suo comporsi e disintegrarsi in ogni momento costituiscono l’immensa bellezza che caratterizza me e ogni altro essere umano, ogni forma vivente, ogni atomo della nostra esistenza su questo pianeta.

Nella somme delle diversità esiste la nostra forza, la nostra vera essenza di esseri umani.

Se definisci qualcosa escludi tutto il resto delle possibilità…e ti costringi alla miseria intellettuale, alla povertà di pensiero, all’ottusità, al sonno della ragione…terreno fertile, si sa, per generare i ‘mostri’ .

El_sueño_de_la_razón_produce_monstruos

(Francisco Goya, acquaforte e acquatinta, 1797 – immagine dal web)

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Drimer
    Mar 28, 2016 @ 14:53:31

    In attesa del nio…Capitan Harlock versione 2016 condivido la tua recensione.
    Buon pomeriggio Alice 😉

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    Rispondi

  2. Gisella
    Mar 28, 2016 @ 22:52:58

    Pensiero bellissimo e che fa riflettere. ..

    Liked by 1 persona

    Rispondi

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