Maggembre

In questo maggio di pioggia novembrina e cieli scuri, un fortissimo mal di gola mi costringe al silenzio.

E nel silenzio i pensieri prendono forma concreta, non disturbati dal suono delle parole.

E allora trovo in essi la forza di un bambino di reagire in modo coraggioso ad una situazione sfavorevole, e sorridere, e ridere insieme.

E ridendo acquisire la consapevolezza di essere ancora più forti, insieme.

Poi penso a quanto sia fragile ancora, io, anche se non voglio ammetterlo, anche se in ogni caso bisogna andare avanti. E il mio fisico si inceppa, e mi costringe a fermarmi. Ma ci voleva, non fosse altro che per apprezzare quanto di bello ci sia nel rallentare, nel godersi i momenti.

Nel silenzio ricordo il calore di una mano forte che mi accarezza i capelli mentre il pianto scioglie la tensione di una giornata faticosa. E so, quasi con certezza, che quel calore si sta allontanando, inesorabilmente, come sempre, come è stato tutte le altre volte. Ma c’è stato, io ho goduto di esso per il tempo che è durato, e va bene così.

Smetterà di piovere, arriverà il caldo e sarà primavera.

Intanto piove, e va bene così.