Ti meriti un amore (timide note al margine di Frida Kahlo)

Ti meriti un amore

(Frida Kahlo)

Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata, (e sappiatelo, che spettinate siamo meravigliose)

con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta, (e ce ne sono tante di cose che ci fanno alzare in fretta, prima tra tutte, quella di sapere esattamente cosa ci aspetta nella giornata cui andiamo incontro, disilluse, stanche, concentrate.)

con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire. (e sono loro che ci tengono sveglie, noi pensiamo, pensiamo sempre. La nostra mente non si ferma mai. Voi uomini, soli, avete il potere di mettere a tacere i nostri pensieri, anche solo con un abbraccio, e sappiate che è un potere immenso. Non sprecatelo.)
 .
Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te, (perchè una donna è invincibile quando è amata, ed è in grado di vincere anche per voi.) 
 .
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle. (noi lo sentiamo…fidatevi.) 
 .
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te, (noi donne siamo leggere quando balliamo, ed è la nostra anima che si alleggerisce. Fateci ballare, fate ballare la nostra anima. Prendetevi il merito del sorriso di una donna che balla, soprattutto se ha scelto voi.) 
 .
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi, (lo sapete che ce lo vediamo davvero, vero?) 
 .
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni. (e noi non ci annoiamo, almeno fin quando non decidiamo di ignorarle. Noi donne adoriamo i dettagli.)
 .
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti, (le donne, quando cantano, cantano con il cuore, non con le corde vocali…ci avete mai fatto caso?)
.
che ti appoggi quando fai la ridicola, (e capita, e spesso anche! Ma il più delle volte capita proprio perchè abbiamo voglia di essere notate, sostenute, incoraggiate, anche nella ‘cattiva sorte’…)
che rispetti il tuo essere libera,
.
che ti accompagni nel tuo volo,

che non abbia paura di cadere. (perchè noi cadiamo, tante volte, ma altrettante volte, più una, ci rialziamo. Se cadete con noi, avremo la forza per rialzare anche voi.)

Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie (a volte mentiamo, è vero… ma finchè ci sentiamo amate non ci riusciamo, non ci pensiamo nemmeno… fate in modo che non se ne senta mai la necessità. E basta poco, fidatevi, basta una carezza, un bacio, un braccio intorno alla vita)
che ti porti il sogno, (i sogni sono la nostra dannazione, ma non abbiamo sogni complicati, credeteci. Aiutateci a realizzarli, piccoli, fanciulleschi, effimeri come bolle di sapone, e sarete i nostri eroi.)
il caffè (il corpo di una donna si nutre di caffè…)
e la poesia. (…l’anima di una donna si nutre di poesia…non affamatela, dissetatela, saziatela di poesia e della magia dell’amore che ci fa luccicare gli occhi.)

– Frida Kahlo

Mereces un amor que te quiera despeinada, con todo y las razones que te levantan de prisa,
con todo y los demonios que no te dejan dormir.
Mereces un amor que te haga sentir segura,
que pueda comerse al mundo si camina de tu mano,
que sienta que tus abrazos van perfectos con su piel.
Mereces un amor que quiera bailar contigo,
que visite el paraíso cada que mira tus ojos,
y que no se aburra nunca de leer tus expresiones.
Mereces un amor que te escuche cuando cantas,
que te apoye en tus ridículos,
que respete que eres libre,
que te acompañe en tu vuelo,
que no le asuste caer.
Mereces un amor que se lleve las mentiras,
que te traiga la ilusión,
el café
y la poesía.

Gocce

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(“Passione” – Luca Orlando – matita e carboncini)

Cadono

gocce di sudore

sulla mia schiena

come cera

fredda

su corpi bollenti.

Incastri

di passione

E.

Pace

E’ da un pò di tempo che mi sveglio ogni mattina con un vago senso di insoddisfazione, eppure so che tutto sommato le cose vanno bene così.

Ma la notte, coi sogni che ancora non si arrendono, accidenti a loro, stride col giorno e mi ci vuole un pò ad abituarmi ogni mattina alla rassegnazione.

Sarà che sono stanca di stare da sola, che avrei voglia di amore e abbracci e mani intrecciate e dialogo e scontri anche, perchè no?… sarebbe comunque meglio di quello che ho, che proprio niente non è, ma sono frequentazioni sterili, che lasciano in bocca la sensazione sempre più sgradevole di essere usata e non amata.

La solitudine affettiva è una brutta bestia, alimenta i sogni invece di sopirli, e i sogni sono bestie se possibile anche peggiori.

Ma oggi no.

La giornata che volge al termine è stata una gran bella giornata.

Col mio bambino abbiamo passato una bella mattinata speciale, ricca di complicità, emozioni, sorrisi, baci, abbracci…la realizzazione di un piccolo sogno di questa mamma sempre più sgangherata forse, ma dannatamente orgogliosa del suo ometto.

Poi pranzo insieme e nel primo pomeriggio lo lascio dalla nonna paterna, per stare il fine settimana col il babbo, non prima però di averlo sentito cantare a squarciagola, durante il percorso in macchina, una canzone che passa in radio in questo periodo, biascicata in quell’inglese surreale inventato dai bambini che tanto ricorda l’ Adriano Celentano degli anni ’70, quando cantava ” Prisencolinensinainciusol“, e aver riso, e esser stata brontolata perchè ridevo, e essermi sentita rispondere alla domanda di cosa stesse dicendo che “é in una lingua diversa dall’italiano, mamma, non puoi capire quello che dice!

Poi torno a casa, e di solito è il momento peggiore, perchè la solitudine prima che mi abitui all’idea di non aver intorno nemmeno il mio bambino, si fa davvero pesante…ma oggi no.

Mi metto un paio di pantaloni, una canotta, acchiappo il mio cappello da spiaggia, inforco gli occhiali da sole, le cuffie negli orecchi, una bottiglietta di acqua, il mio libro preferito, esco di casa e inizio a camminare.

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Mi faccio a passo spedito i 4 Km circa che mi separano dal parco vicino a casa, mi accompagna la musica e la poesia di Bobo Rondelli, guardo la mia ombra disegnata dal sole sull’asfalto e mi dico tra me e me che tutto sommato, ancora, non sono affatto male…arrivata quasi a quarant’anni mi piaccio come forse non mi sono mai piaciuta, e mi spiace un pò che nessun uomo se ne accorga, ma peggio per loro, non sanno cosa si perdono… (anche se, a dirla tutta, un paio di apprezzamenti, nonostante la musica in cuffia, li ho sentiti, e me li sono intascati, orgogliosa…)

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Arrivo nel parco, mi trovo un bell’ulivo giovane sotto cui sedermi, tolgo scarpe e calzini e coi piedi che affondano nell’erba, mi metto a leggere.

Ogni tanto tira qualche alito di vento estivo sì, caldo sì, ma deciso e a suo modo rinfrescante.

Mi guardo intorno, a tratti un occhio sospende la lettura e va al cellulare e tra le altre cose ricevo il preventivo per le ipotetiche vacanze al mare che sto progettando per me e il mio bambino ad agosto. Potremo andare al mare, andremo al mare, anche quest’anno, forse, ce la facciamo…non è ancora detta l’ultima parola, ma probabilmente ce la facciamo.

Sorrido.

Tante volte ho sorriso oggi.

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Leggo per un paio di ore, poi il sole comincia a calare, le ombre si allungano e rifaccio il percorso a ritroso che mi riporta verso casa. Ancora la musica, stavolta però metto la radio e mi ascolto anche il notiziario, mentre il mio cappello da spiaggia dondola in sincronia perfetta col mio braccio che accompagna i passi.

Arrivo a casa, prendo il caffè al circolino sotto casa. Adoro il caffè.  C’è il raduno delle Vespa Piaggio e stasera ci sarà della musica rock suonata dal vivo, sentivo il sound check da casa nel pomeriggio mentre mi cambiavo prima di partire. Provavano gli AC/DC. La serata promette bene, e comunque meglio del ballo liscio di ieri sera.

Sorrido di nuovo. Farò la doccia, mi darò una sistemata, metterò i tacchi e uscirò stasera.

Ancora una volta sorrido.

Tante volte ho sorriso oggi.

Oggi sono in pace.

 

Sei una volta in più come gli altri tu.

Inutile aggiungere altro.

Epilogo di tutte le storie.

Sintesi di tutti i rapporti.

Mai prima

Vedi sono qui davanti a te.

mi pesa confessarlo ma ti voglio

non ci crederai, prima, mai.

Prima un attimo di blu

il resto era silenzio nel silenzio

Grande cielo tu, ti cercai.

Sul mio corpo quel che passò

è sepolto con la speranza

che ogni volta lasciavo in una stanza

ogni giorno un po’ di più ma non puoi capirlo tu.

Troppo facile dire no,

io che spesso ho toccato il fondo

di me stessa, aggrappata a un sentimento

ma son freddi gli occhi tuoi, calano i pensieri miei

sei una volta in più come gli altri tu

vedi, che stupida mania

tu che non fai eccezione tranne il nome

Raccontarlo a te, proprio a te.

Troppo facile dire no,

io che spesso ho toccato il fondo

di me stessa, aggrappata a un sentimento

ma son freddi gli occhi tuoi,

calano i pensieri miei

sei una volta in più come gli altri tu

Quel cielo grande come mai, mai prima.

Writer(s): France Evangelisti, Massimo Cantini

‘Sento’ storie

Sento storie.

Di donne illuse che amicizia e vicinanza siano anche amore, e lasciate con nuova vita che cresce perchè altra donna improvvisa giunge.

Di uomini che non si arrendono a nuove scelte di altrui amore e rovinano giorni e ore e incontri nuovi.

Sento storie.

Di donne denigrate e offese e abbattute e schiacciate che sole ricostruiscono i pezzi di cuori andati in frantumi e sorridono a figli giocosi, inconsapevoli incastri di puzzle dai persi tasselli.

Di donne lasciate sole alla ricerca di figli che non arrivano a destinazione, e sole attendono e attendono e alla fine si arrendono all’infelicità.

Sento storie.

Di uomini stanchi, traditi, feriti, derubati di figli voluti e cercati e con essi del sonno e di pace.

Di uomini fermi ai tempi dei primi rossori, cresciuti d’aspetto ma di cuore adolescente e incapaci di dividere percorsi e progetti e famiglia, arrabbiati col mondo, con tutti e con sè.

Sento storie.

Di uomini decisi a non farsi fregare di nuovo, ma che cedono a lusinghe effimere di nuova femmina irrequieta di spirito, e perdono un altro pezzo di cuore.

Di donne esauste a viver per due da sole, chè già la fatica si sente a viver per sè, ma sperano e sperano ancora che nuovo fiore sia diverso da appassite rose, o almeno ne cambi l’odore, e poi niente, il fiore appassisce e muore di nuovo.

Sento storie.

E mi chiedo, in tutta questa lacerazione di anime, dov’è l’amore?

 

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