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Il viaggio più importante della sua vita – WRITERS N.9

Come ad ogni nuova uscita della rivista WRITERS, che dirigo, riporto qua sul mio blog il mio modestissimo, se paragonato a quello che esce dalle menti e le tastiere degli scrittori veri coi quali collaboro, contributo creativo.

Si parlava di viaggi stavolta e a me, che non viaggio molto se non con la mente, il tema mi ha portato a pensare ad un altro viaggio… o meglio, al viaggio di un altro.

Se ancora non lo avete fatto e vi andasse di dare un’occhiata all’intero nuovo numero, lo trovate qui, da scaricare in versione pdf:WRITERS 9 - copertina

https://drive.google.com/file/d/0B36h81sAzbS9OW1vbVA4aFUyVWM/view?usp=sharing

Se poi aveste voglia di partecipare attivamente al progetto scrivete a writers.blogmagazine@gmail.com, oppure venite a trovarci sulla pagina facebook https://www.facebook.com/writers.magazineo anche sul sito internet https://writersezine.wordpress.com/

 

IL VIAGGIO PIU’ IMPORTANTE DELLA SUA VITA

Strana la vita.

Strane le vite di tutti.

Io non viaggio molto. Diciamo che, non avendolo mai fatto in modo serio, con cadenze regolari, con mete programmate di anno in anno, forse non mi piace neanche più di tanto.

O probabilmente questo è quello che mi racconto per mascherare l’insoddisfazione di aver viaggiato tanto poco nella mia vita.

Ai tempi dell’adolescenza e della prima maturità avrei avuto tempo, ma non c’erano i soldi in famiglia per sostenere i viaggi, se io e mio fratello volevamo avere le tasse universitarie pagate.

Adesso che i prezzi dei viaggi si sono abbassati parecchio e una volta ogni tanto potrei approfittarne, ecco che non c’è più il tempo, senza contare che i soldi, comunque, tanti non sono diventati e non lo diventeranno mai.

Così, non ho mai preso un aereo, niente di così vitale importanza direte voi, ma io vorrei tanto provare, per vedere cosa significa, per evitare, come è successo per la nave ad esempio, di stare anni a sognare la crociera come viaggio di nozze, apoteosi del viaggio per eccellenza per me, all’apice della lista dei miei desideri, per poi scoprire durante una brevissima traversata Toscana-Sardegna che io su una nave non ci posso stare, che mi si rivolta lo stomaco appena ci metto piede su e la nausea assale il mio corpo ininterrottamente per tutto il viaggio. Niente crociera quindi, che tanto ormai mi son rassegnata a niente matrimonio e quindi niente viaggio di nozze.

Tutto torna quindi, perfetto, la vita va avanti.

Ma… prima di lasciare questa terra vorrei vedere l’America, e allora su un aereo bisognerà pure che mi decida a salirci.

E poi non voglio che il mio cucciolo arrivi alla mia età non avendo provato a volare, perchè va bene che sono molto allenata a volare con la fantasia e per lui sono un ottimo personal trainer in questo senso, ma bisogna che voli davvero lui, perchè trovarsi tra le nuvole, non solo con la testa, dev’essere una gran bella cosa!

E allora gli ho promesso che andremo a Parigi, perchè voglio portarlo a Disneyland prima che arrivi il tempo in cui smetterà di credere nelle favole… e perché io voglio vedere il Louvre.

Dovevamo andarci in primavera, ora sta già arrivando l’estate…ma lo faremo, prima o poi lo faremo. E dev’essere prima che sia troppo tardi, prima che smetta di credere a Babbo Natale, ai draghi, ai mostri… e ai sogni.

Non viaggio molto quindi, lo avete capito e chissà se riuscirò a farlo con l’andare avanti degli anni. Probabilmente no. E allora mi capita di trovarmi incantata ad ascoltare i racconti dei viaggi degli altri, quasi attraverso le loro vite, le loro avventure, le loro emozioni, potessi viaggiare anch’io.

Ne sono avida, curiosa, quasi una moderna vampira che succhia la linfa delle vite altrui. E allora sì che posso dire di aver visto Londra e Parigi, Berlino e la Polonia, sono stata in Colombia e a Miami, e in Giappone, in Cina, e a New York…

Mentre i miei interlocutori raccontano, io vedo nella mia mente quello che le loro parole descrivono, sono là, nei loro ricordi, nei luoghi che per qualche tempo sono stati cornice delle loro vite, mi nutro di essi.

Poi però, durante una serata grigia di fine inverno davanti allo schermo del pc, tra le tante pieghe della rete, arriva lui… un bambino, congolese, che scende da un barcone vestito a festa, con la sua giacca più bella, per il viaggio più importante della sua vita.

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Quel bimbo congolese in giacca e papillon sbarcato da una delle navi di Frontex non lo dimenticherà mai.

Avrà 3 o 4 anni e si era fatto tutta la traversata dalla Libia vestito in quel modo. La madre che lo teneva per mano gli aveva detto che sarebbe stato il viaggio più importante della sua vita, sarebbero arrivati in un Paese che li avrebbe accolti con una grande festa e dunque bisognava vestirsi eleganti. Dal Congo volevano arrivare fino in America, ma non sapevano neanche dove stessero sbarcando quando sono arrivati qui.”

Di bimbi cosi il vicequestore Marica Scacco, non ne ha più visti. Da dirigente dell’ufficio immigrazione, si occupa dell’accoglienza delle migliaia di migranti che hanno ripreso a sbarcare sulle coste siciliane, quasi 5mila negli ultimi 5 giorni. E proprio a Catania, già nei prossimi giorni sarà operativo l’hotspot che il Viminale ha previsto di aggiungere a quelli di Lampedusa, Pozzallo e Trapani e un altro, di imminente apertura, a Messina.

di FRANCESCO VIVIANO

21 Marzo 2016

(fonte:http://www.repubblica.it/cronaca/2016/03/21/foto/quel_bimbo_sceso_da_un_barcone_con_giacca_e_papillon_gli_avevano_detto_vestiti_elegante_ci_accoglieranno_bene_-135985494/1/#2)

Ed ecco che il viaggio, il suo viaggio, immaginato mio per osmosi attraverso il racconto di chi l’ha visto sbarcare con la sua giacca nuova e il papillon, assume tutta un’altra connotazione.

E in quell’abito quasi troppo elegante per un bambino della sua età vedo racchiusi tutti insieme un sogno, una speranza, una fuga, un addio, un cammino, silenzi, occhi sbarrati, domande inespresse, risposte incerte…

E poi la spiaggia, il mare, le urla, la notte, il freddo, l’acqua, una barca, la paura… il pianto, immagino.

E ancora nuove domande inespresse e ancora risposte incerte e rassicurazioni, immagino, di quegli adulti che sono con lui, che hanno più il sapore di favole per calmare il terrore piuttosto che di promesse sicure…e ancora buio… e mare…fino ad una nuova spiaggia, a mani tese, alla terraferma… finalmente.

Il viaggio più importante della sua vita, immerso nella paura e approdato in una terra che non lo vuole. Eppure ha solo 4 anni, ma è un migrante, e non c’è posto per lui.

Un altro viaggiatore aveva intrapreso un viaggio simile più di 500 anni fa, alla ricerca delle Indie. Tra mare, paura, speranza e sogni era arrivato in un posto che era diverso da quello che cercava, nuovo rispetto a quello che avrebbe dovuto trovare.

Era Cristoforo Colombo quel viaggiatore, e con il viaggio più importante della sua vita aveva scoperto l’America e avviato il mondo all’epoca moderna.

Ironia della sorte, quel bambino e le persone che erano con lui, cercando di arrivare in America, sono arrivati in Italia. Hanno scoperto un paese che anticipa quelle terre che si fanno vanto di definirsi Europa e che non fanno loro una bella festa per accoglierli, ma li rinchiude all’interno di reti di fili spinati.

Eppure quel bambino il suo vestito più bello se lo era messo.

Per il viaggio più importante della sua vita, per presentarsi a noi nel migliore dei modi possibili.

Chissà quali storie potrebbe raccontare della sua vita nella sua terra, dei colori della savana, e di elefanti e rinoceronti, gorilla e ghepardi… e chissà come racconterebbe il suo tremendo viaggio, e l’accoglienza che è stata riservata a lui e al suo abito più bello, se solo concedessimo a lui che questa meravigliosa e ostile Europa metaforicamente diventasse la sua America… se solo concedessimo a noi la possibilità di entrare attraverso di lui, in una nuova epoca moderna di reale libertà di movimento e di vita per gli esseri umani nel mondo.

Se solo tutti quanti noi, destinatari ultimi, e casuali in fondo, del suo viaggio più importante, ci fermassimo un attimo per ‘viaggiare’ con lui nella sua vita, dando una possibilità a lui, e soprattutto a noi.

E allora cos’è che rende un percorso, una strada, un mare, un vero viaggio?

A mio avviso la risposta sta in una sola parola: il sogno.

Il viaggio trae la sua stessa ragione di esistere, arriva alla sua definizione più profonda, nel momento che in esso si riversano i nostri desideri, il sogno di quello che ci aspettiamo di trovare durante il suo divenire e soprattutto all’arrivo, tutto quello che di diverso ci aspettiamo di trovare da terre e luoghi e persone che non conosciamo, la curiosità e la meraviglia di scoprire tutto quello che di nuovo ci riserva un fazzoletto di terra, sia esso reale o figurato, che costituisce il terreno in cui far germogliare il nostro domani, la nostra crescita, il nostro futuro.

Il Bianconiglio, se ci pensate bene, è un ottimo viaggiatore. Corre corre corre in continuazione, spinto ad andare in luoghi costantemente diversi da quello in cui fugacemente si trova.

E accoglie Alice, una straniera all’interno del suo mondo, che come il piccolo congolese in giacca e papillon, a suo modo, sta compiendo il viaggio più importante della sua vita, quello dentro di sé…e non la scaccia, non la rinchiude, non la discrimina, non la isola. Semplicemente se la porta con sé, lascia che lei la segua, la guida, con le sue fugaci apparizioni, all’interno del suo mondo.

Ognuno di noi, all’interno del personalissimo viaggio della propria vita dovrebbe concedersi il lusso di essere non solo il protagonista assoluto del suo viaggio, ma anche e soprattutto la guida, il sostegno, il conforto del viaggio di altre persone come lui.

Il piccolo bambino congolese, in modo del tutto inconsapevole forse, sta indicando a noi strade nuove per il nostro percorso, per migliorare la rotta del nostro viaggio.

Perchè non concedersi il lusso di fare altrettanto e non organizzare davvero una bella festa per il suo arrivo tra di noi, in questa sua personalissima America chiamata Italia, chiamata Europa?

Chissà quante meravigliose cose che ancora non abbiamo avuto la fortuna di vedere coi nostri occhi possiamo immaginare attraverso i suoi racconti di vite tanto diverse dalla nostra?

Perchè non concedersi il privilegio di ‘crescere’ insieme a lui?

E voi cosa ne pensate?

Venite a trovarmi su https://writersezine.wordpress.com , se vi va, e se avete qualcosa da condividere con me per fare quattro chiacchiere insieme e magari raccontarci il senso del viaggio più importante della vostra vita scrivete a writers.blogmagazine@gmail.com.

Io, intanto, mi rimetto in viaggio, all’inseguimento del Bianconiglio!

Vi aspetto numerosi e arrivederci alla prossima!

Elena Brilli

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Giuliana
    Giu 03, 2016 @ 06:48:36

    molto delicata questa storia, bella 😃

    Liked by 1 persona

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