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Il guaio dell’empatia

Le cose del mondo non sono come sono LORO…

Le cose del mondo sono come sono IO…

E’ un gran guaio quello dell’essere empatici, del sentire su ogni centimetro di pelle le sensazioni della gente, il riuscire a mettersi sempre e comunque nei panni dell’altra persone, patendone gli stati d’animo.

E’ un difetto congenito dell’anima.

Perchè alla fine non è vero il detto popolare secondo cui  le cose spiacevoli sono mandate alle persone forti che sono in grado di sopportarle. La ‘malasorte’ credo che tutto sommato sia anche abbastanza equamente ben distribuita, tutto sta nell’esserne in grado di ‘sentirla’ sulla propria pelle o meno.

C’è chi sventuratamente non può fare a meno di immergersi nel mare delle emozioni fin quasi a restarne soffocato, e chi invece non ne viene toccato, è impermeabile ad esse e scivolano via, sembrando agli occhi degli empatici ben più lievi, o meglio sembrando la persona che li affronta molto più forte e tenace nell’affrontarle.

E’ una condizione sciagurata quella dell’empatia che non sottrae all’analisi nessuna delle possibili emozioni nè della vittima nè del carnefice.

E tutto questo ‘sentire’ e pensare e patire affatica, toglie il sonno, fa male al cuore…

Qualche tempo fa col mio bambino avevamo appena finito di vedere la rappresentazione teatrale della  favola “I tre capelli d’oro del diavolo” dei fratelli Grimm, nella quale il protagonista buono alla fine faceva patire al cattivo la giusta pena per le sue malefatte.

“Mamma, è vero che il re è stato cattivo, ma adesso dovrà stare in punizione per sempre? Perchè se chiede scusa e capisce che è stato cattivo non lo fanno tornare?”

Ecco qua, un empatico in erba…che ‘sentiva’ su di se il peso della pena senza fine del cattivo della favola…

Brutto guaio l’empatia, gran brutto guaio…

Quante volte sarebbe più facile essere ‘sordi’ alle emozioni?… indifferenti al pulsare dell’anima?…impermeabili alle emozioni che rendono vivo il cuore?

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5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. romolo giacani
    Ott 19, 2016 @ 08:17:59

    Ma che guaio! È una delle doti più belle e più ricche che ci siano! Su, su, coraggio!

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  2. intempestivoviandante
    Ott 19, 2016 @ 08:31:19

    Ti capisco, anch’io a volte vorrei che mio figlio (il piccolo) fosse meno sensibile, la vita è forse meno facile, però è vero anche quello che dice Romolo, è anche infinitamente più ricca. a crescere si fa un po’ più fatica, da adulti la densità delle emozioni ripaga 🙂

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  3. mo1503
    Ott 19, 2016 @ 10:29:04

    Empatia, sembra una malattia che debba essere schivata, tutti ne siamo affetti, ma ci sono i timidi, come mi piace definirli, che si nascondono e fanno finta di non provarla e piangono di nascosto.Poi ci sono i temerari che sono consapevoli e non si nascondono. I bambini poi sono i più temerati di tutti.

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  4. Silvia
    Ott 19, 2016 @ 16:32:58

    Molto meglio essere così che dei robot 🙂

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  5. La Prof
    Ott 26, 2016 @ 01:57:25

    La stessa domanda che mi pongo spesso anche io…essere più indifferenti, egoisticamente parlando spesso ci salverebbe da tanti patemi d’animo e ci renderebbe più distaccati dalla realtà…ma è anche vero che quando lo sei non riesci semplicemente a fregartene quando riconosci uno stato d’animo, percepisci un malessere, avverti sulla tua pelle la stessa sensazione che sta provando l’altro…e allora niente, chiedi, domandi, e ascolti, ascolti, ascolti, le empatiche sembrano sempre essere le più brave ascoltatrici e consigliere del mondo; ma la domanda vera è: a noi chi ci sente? Chi ci salva? Le stesse persone che ascoltiamo ogni giorno, sono davvero disposte a fare altrettanto?

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