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(immagine dal web)

Ci siamo…sono qua…e sono quaranta.

Si sono fatti attendere, più o meno per quarant’anni, ma ora sono arrivati. E segnano un pò un passaggio, non so esattamente tra cosa e cosa, ma comincio ad inquadrare tra chi e chi.

Segnano un passaggio tra chi ero e chi sono, tra chi sono stata e chi mi accingo ad essere, tra chi sono e chi sarò.

Quello che sono adesso non sarei stata in grado di prevederlo e in tanta parte corrisponde a quello che nei miei sogni di adolescente temevo come la peste, per il mio futuro.

E forse proprio perchè sono oggi la realizzazione dei miei incubi peggiori di un tempo, e tutto sommato sono sopravvissuta e me la cavo abbastanza bene, il mio lavoro per guardare in faccia le mie paure e affrontarle una ad una a muso duro non ha portato risultati tanto negativi.

Riesco ancora ad indossare una decorosa taglia 40, e se il taglio dell’abito è clemente a volte scendo anche ad una 38.

I capelli sono sale e pepe, ma li tengo corti e maschero abbastanza bene i segni del tempo che passa, rimanendo fedele alla mia scelta di sincerità nei confronti anche, e soprattutto, di me stessa.

Le rughe iniziano a comparire ma sono disposte ancora in modo abbastanza elegante sul mio viso, e finchè il tempo sarà gentile sulla mia pelle saranno bene accette e potranno accomodarsi a loro piacimento, leggere, sulle pieghe delle mie emozioni.

Mi vedo proprio bella porca miseria, e allora che inizi un nuovo capitolo con queste premesse! Traguardo niente male, direi, per una come me che proprio proprio bella non si era vista mai.

Sono sana, ancora, e riconosco che sia un dono preziosissimo che mi auguro resista al tempo almeno tanto da poter vedere mio figlio quarantenne pure lui, e dargli un bacio sulla fronte prima di vederlo partire per festeggiare il suo giro di boa.

Ho un lavoro che mi piace e mi consente di vivere dignitosamente, ho una casa e la possibilità di stare al caldo d’inverno, ho qualcosa da mangiare tutti i giorni, ma soprattutto ho capito che questo basta alla vita e che il segreto è riconoscere quello che di prezioso si ha, non bramare quello che manca.

Ho persone intorno che mi vogliono bene, tante a guardar bene.

Ho ancora due genitori vivi che mi preparo ad accompagnare verso la loro discesa.

Ho amici, pochi, ma che comprendono senza parlare, ascoltano senza dire, aiutano senza darlo a vedere. Posso contare su amici veri che sanno dire la frase “vengo e ti porto via di lì” nel momento che percepiscono, dietro quello che dico, tutto quello che non dico. E, credetemi, sentire quella frase e sapere per certo che lo farebbero davvero mi fa sentire meno sola, mi fa sentire forte.

Ho un figlio. E questo chiude il cerchio, illumina tutto di un’immensità di amore incommensurabile, dà un senso profondo ad ogni mio respiro.

Mi sforzo di essere ogni giorno un valido sostegno per la sua crescita, un capace trampolino per il suo salto nella vita, una presenza importante e solida al suo fianco. Gli chiedo ogni sera di esser clemente nel suo giudizio per questa madre in perenne apprendistato, che lui non ha scelto, ma che ogni giorno lavora con tutte le sue energie per meritare quell’appellativo di ‘mamma’ del quale mi onora.

Manca un tassello solo a questo meraviglioso puzzle della mia vita, ma a fatica comprendo solo adesso che non voglio più forzare pezzi sbagliati su un incastro perfetto. Rimarrà uno spazio aperto fintanto che non ci sarà il pezzo veramente giusto a chiudere questo vuoto. E se questo pezzo non dovesse esistere vorrà dire che dalla fessura aperta passerà più aria per ossigenare la mente ed evitare “la morte a piccole dosi”. Niente più compromessi, non ci si accontenta più. O l’incastro è perfetto, e se lo è lo è da subito, o si fa passare aria e si respira. Profondamente soli. Onestamente soli. Sinceramente soli.

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(immagine dal web)

Quindi adesso, almeno per un giorno, si festeggia.

Perchè mi merito cose bellissime, ora lo so, e me le vado a prendere.

Perchè vivere, alla fine, è proprio bello, alla faccia di tutto il tempo perso a piangersi addosso senza accorgersi di tutta la meraviglia che ci circonda in ogni atomo e attimo della nostra esistenza.