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Le cose belle accadute oggi

Scrivo che è ormai notte fonda e il giorno di cui parlo è ormai definibile ‘ieri’, ma, prendendo spunto da una meravigliosa abitudine di un’amica e collaboratrice eccelsa, che scrive ogni giorno sul suo stato di Facebook l’elenco delle cose belle accadute in giornata, voglio anch’io stasera, scrivere la lista delle cose belle accadute oggi. Un pò perchè si sono davvero concentrati una belle serie di momenti piacevoli e sereni che hanno costruito quegli attimi di ‘dimenticanza’ definibili ‘felicità’. Un pò perchè non riesco a scriverli tutte le volte che si verificano in tanti altri momenti delle mie giornate. Un pò, e forse soprattutto, perchè oggi o ieri, fate voi, era il primo giorno del nuovo anno…e la serie di sorrisi e serenità e gentilezza e allegria mi fanno ben sperare di esser se non altro partita con il piede giusto. E, comunque vada poi il proseguo dei giorni a seguire che si inanelleranno a formare le settimane e i mesi venturi, io oggi sono stata felice e questo è quanto. A futura memoria.

  • Svegliarsi tardi, senza sveglia, e fare colazione con calma insieme al mio ometto tra caffè, latte, briciole, abbracci, calore e cartoni animati.
  • Costruire insieme a lui il set della Lego che attendeva nella sua scatola il momento giusto per prender forma da quando Babbo Natale lo aveva lasciato sotto l’albero, dopo che io lo avevo comprato, impacchettato, nascosto, portato su e giù per le scale e depositato al suo posto, prima che tornasse dal suo ultimo giorno di scuola pre-natalizio. E accorgersi che il mio ometto sta diventando grande anche dal fatto che non ha quasi più bisogno di me per selezionare e incastrare la miriade di pezzettini minuscoli e infinitamente variegati per forme colori e dimensioni. E sorridere con una punta di malinconia per questo suo crescere, veloce sì, ma con me seduta accanto che lo aiuta a trovare il pezzo giusto, proprio quello, al momento giusto, perchè tutto poi alla fine torni come deve tornare… Tutto sommato ho scoperto che il ruolo di ‘supervisore’ non è poi meno importante di quello del ‘costruttore’, perchè è giusto così, che il ‘costruttore’, e non solo della Lego, da ora in avanti diventi sempre più lui e sempre meno io.
  • La lotta coi giornaletti consegnati alla porta dai Testimoni di Geova, che hanno trovato la loro collocazione nel nostro primo pomeriggio diventando spade e manganelli di carta, e risate e corse e salti e lotta e ancora risate e risate.
  • Andare ai gonfiabili nel pomeriggio e vederlo giocare contento insieme al suo amichetto, tornando ogni tanto per un abbraccio o un saluto, per poi zompettare di nuovo a saltare, come un uccellino che lascia il nido a piccoli batter di ali, sempre più audaci. E parlare e parlare con la mamma del suo amichetto, divenuta Amica, con la A maiuscola, solida, presente, vicina, viva al mio fianco e al mio passo.
  • Mangiare una pizza insieme al mio ometto, davanti a me, educato, sorridente, bello, nel suo ruolo di ‘cavaliere’ nella nostra cenetta a due. E il sorriso sdentato della bimba di sei mesi che veniva dal tavolo accanto al nostro, intenta ad assaporare il gusto prelibato delle sue manine paffute finchè non le rivolgevo un buffetto e allora si aprivano il volto e gli occhi e una allegra risata…che bella la vita!
  • Poi il cinema, insieme, io e il mio ometto, a vedere il Grande Gigante Gentile. Gran bella parola la ‘gentilezza’ e quanto manca oggi in tanti, troppi ambiti e momenti. E vederlo attento alla storia e catturato e poi stanco finchè non l’ho portato sulle mie ginocchia, abbracciato a me, e allora son tornate le risate, fragorose, rumorose, gioiose e allegre. Una cosa che apre il cuore sentir ridere i bambini. Una cosa che apre il mio, di cuore, sentir ridere mio figlio. Non esiste cosa più bella.
  • Ancora un pò di lotta coi giornaletti del pomeriggio, prima di andare a letto…ma alla fine l’ho catturato il mio ometto e gli ho fatto il solletico e coperto di baci… e ancora risate e calore e allegria.
  • Poi gli occhi si chiudevano sul racconto del “Riccardo III” di Shakespeare, ma non siamo che all’inizio. Ci saranno tante altre sere di “Riccardo III”, un rigo alla volta quasi, tanto è rapido che il sonno lo colga ancor prima che in tutte le favole lette o raccontate io finisca di dire “C’era una volta…” Ma arriveremo prima o poi anche a “Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!”

Ed ora si spegne la luce del mio pc e si chiude anche la mia giornata.

Il primo giorno dell’anno.

Niente male.

Stasera sono felice. Oggi sono stata felice.

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Giuliana
    Gen 02, 2017 @ 06:57:30

    … e che sia un anno pieno di giorni cosi’! 🌹

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  2. arielemag
    Gen 02, 2017 @ 10:31:10

    Bella questa giornata, ma tu, dove sei?

    Inviato da Yahoo Mail su Android

    Liked by 1 persona

    Rispondi

  3. Silvia
    Gen 02, 2017 @ 13:07:52

    Bene, ti auguro tantissimi giorni ancora meglio! 🙂

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