Sogno

Aveva gli occhi belli, accidenti se erano belli.

Intorno all’iride si apriva una minuscola criniera di un caldo color nocciola, tiepido come una serata di autunno davanti al primo fuoco. Subito intorno diventavano color del mare in tempesta, un grigio di nuvole estive, ma anche verdi come le montagne in primavera. Cambiavano ad ogni cambiar della luce che in essi si rifletteva, c’era tutto un mondo dentro quegli occhi, tutto il suo mondo.

Avevano acceso il fuoco e poi lasciato che si spegnesse, distratti come erano là sotto la coperta che era diventata con pochi gesti meticolosi e lesti tutto l’involucro del loro vivere, in quel pomeriggio d’inverno inoltrato. Avevano contato le ore del giorno vedendo cambiare la luce che entrava dalla finestra rivolta al mare, e che disegnava le ombre dei loro corpi sui muri intorno al loro piccolo mondo immenso.

“Sei stato un sogno in questi due giorni, grazie. Un sogno di quelli belli, di quelli che ci pensi, ti restano in mente, ti tornano in mente…e allora sorridi.”

“Anche tu sei stata un sogno bellissimo e inaspettato, di quelli che ti rendono pieno e completo. Grazie.”

“Riposati adesso. A domani.”

“Sono felicemente distrutto. A domani.”