Di abissi e luce

 

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Sono fatta di rabbia e malinconia
Di schiuma del mare e rosso tramonto
Di notte oscura eppure limpida di luna e stelle
Sono fatta di abissi
E di luce.

Non sono adatta al mondo
Abito il tempo ma non lo sento mio.

Rinuncio a inseguire la sorte
Lascio che faccia di me brandelli di cuore e anima in attesa perenne.

Rimane il sorriso di un bimbo che cresce e acchiappa la vita contento.

Sorrido aspetto vivo
Di abissi e luce

E.

Ad essere stronzi sono capaci tutti, anche tu

Succede che quando ci provi oltre ogni limite di sopportazione e ci speri fin dopo il tempo massimo che normalmente la natura concede alla mente per non perdersi in se stessa, alla fine ti arrendi.

Non comprendi, non parli la stessa lingua.

Non comprendono, non parlano la tua stessa lingua. Da sempre. Nessuno. Mai.

Ci hai provato, e niente, non ci sei riuscita…pazienza…

Si vede che le cose devono andare così.

C’è chi “sente” e chi no. Beati loro.

Io “sento” e quindi sono, non posso cambiare la mia natura, non posso cambiare la natura delle cose del mondo e degli altri.

E’ così che va, è così che deve andare.

Il giusto e lo sbagliato non esistono, bisogna lasciare che le cose scorrano.

Se vanno in un certo modo bisogna lasciarle andare così.

Lottare contro se stessi e contro il mondo non ha senso, non si vince, è solo fatica sprecata.

Io sono qua, con tutti i miei pregi e i miei difetti. Non mi tiro indietro, non ho paura. Ma non mi metterò più in prima linea per nessuno, ognuno ha la sua battaglia e bisogna che se la combatta da solo. Io posso dargli una pacca sulla spalla, ma ho le mie di battaglie e, sinceramente, mi bastano.

La porta è chiusa, se non altro perchè, ad una certa età, gli spifferi cominciano a darmi noia alla cervicale… Se si vuole entrare si bussa, si saluta e si chiede permesso e per piacere. Stessa cosa la esigo se si vuole andare via…liberi tutti ma si saluta e si ringrazia. E’ educazione, niente di più.

La bontà è finita. Se non altro perchè il confine tra essere buoni ed essere fessi è molto sottile, e io non credo di essere affatto brava a distinguere le due cose. Per non rischiare, meglio farla finita subito…con la bontà, intendo. Ed è già tardi.

“Impara a non chinare mai la testa, anche quando vuoi bene. Le persone che ritieni importanti quando ti feriscono lo fanno sempre consapevolmente e con altrettanta consapevolezza le devi mandare a quel paese, altrimenti non capiranno mai che non sono il centro del mondo ma che sono importanti solo ed esclusivamente nella misura in cui tu le ritieni importanti, e che ad essere stronzi sono capaci tutti, anche tu.” 

Manlio Damiani, citazione da “Memorie di un viaggiatore distratto”

 

“Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…”

Charles Bukowski, citazione da “Musica per organi caldi”

 

Sogni bastardi

(Marc Chagall – Lovers with half moon, 1926)

Un pò come quando sogni una cosa a cui non pensi più, alla cui assenza hai fatto l’abitudine. E va bene così…

Era una giornata di sole e io giocavo sulla neve (io??? sulla neve???), in mezzo ad un sacco di altra gente. Sembrava un grande tiro alla fune tra bambini cresciuti ma sorridenti e allegri. Tutte cose strane, la neve in primis, io sulla neve soprattutto…adulti che giocano…da quando gli adulti, che non sia io, giocano???

Comunque all’improvviso arrivava un uomo, da dietro, mi cingeva la vita in un abbraccio caldo, di quelli sinceri, che i miei sensi coscienti stentano ormai a ricordare e il mio corpo ancor meno…mi girava verso di lui e mi baciava, all’improvviso, con impeto, con amore. Ecco, l’amore soprattutto comincio a non ricordarlo più…

Poi mi prendeva la mano e mi portava correndo verso uno spazio vuoto di neve. Gli vedevo gli occhi, cosa che a me non succede mai, e sentivo il calore della sua mano che teneva la mia. Gli occhi mi dicevano che era contento di stare con me, la sua mano mi stringeva e mi faceva capire che non avrebbe voluto essere da nessun altra parte se non lì, con me, che non aveva nessuna intenzione di scappare…cosa ancor più lontana, nei miei ricordi… Le persone che ho conosciuto da anni ormai a questa parte hanno la ben poco celata tendenza alla fuga subitanea da me, una repulsione simile allo schifo mi verrebbe da pensare…ma forse è pure vero…lo schifo intendo.

Tutto reale, luminoso, caldo…il suo sorriso, la luce dei suoi occhi. Ero felice anch’io, ridevo.

Mi sono svegliata all’improvviso, di soprassalto, era passata una sola mezz’ora da quando mi ero coricata e, sveglia di nuovo, non avrei dormito più per un bel pò… un sapore amarissimo in bocca…il cuore in tumulto…una tristezza profonda che mi ha accompagnato poi per tutta la giornata.

Ma che cazzo…ora ci si mettono pure i sogni…

A ricordarmi che un pezzo manca nel meraviglioso puzzle della mia vita, che forse ostinatamente, o per istinto di sopravvivenza a questo punto, mi impongo ogni giorno di ignorare.

Ho quasi paura di addormentarmi di nuovo.

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