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Noi. Siamo. (esercizio poetico su parole suggerite)

(immagine dal web)

Ossessivo il gesto,
muove corde grevi del mio lato oscuro.

Parole sussurrate vicino al cuore
riportano calmo il mare dei sensi.

Ed è magia.

Noi. Siamo.

E.

(parole suggerite: ossessivo, oscuro, calmo)

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Come un temporale estivo

(immagine dal web)

.

Scorre il tempo in un levare zoppo

che oggi non batte in pari.

Vento caldo di desideri accesi,

tenuti a bada ma mai sopiti,

scuote la mia anima. 

E’ come un temporale estivo. Dentro.

.

E.

Quando la pubblicità è qualcosa di più.

Girava qualche tempo fa in tv una pubblicità di un nuovo modello di macchina, una delle tante, carrozzerie lucenti, design più o meno accattivanti, bella gente dentro e fuori che si diverte, così diversa da chi poi quella macchina si trova ad usarla e a pagarla a rate per anni, per portare i figli a scuola, andare al lavoro, portare i figli a fare sport, tornare al lavoro, riprendere i figli e andare a casa…giorni tutti uguali, niente feste, lustrini, abiti eleganti e sterrati da Gran Canyon…la cosa più interessante che quelle auto vedranno nei loro 200.000 km di vita, se va bene, saranno i tagliandi dell’assicurazione e le buste della spesa.

Comunque, il testo della pubblicità recitava:

Sì lo confesso, sono uno con le idee chiare.

Poco razionale, ma che sa pensare con la sua testa.

Uno emozionalmente pragmatico, che valuta quanto valgono e costano le cose.

E pretende che questa equazione sia…SEMPLICEMENTE giusta.

Confesso anche che credo nell’inventiva umana, ma comincio a odiare la superficialità in cui sguazza questa società.

Followers, likes, lovers, e tutte queste generazioni preoccupate solo di piacere, invece di respirarsela la vita.

E lo so, sono un pò demagogico, ma in che razza di mondo viviamo!

Ciò che conta davvero sono i veri valori, la loro assenza crea il vuoto.

Ecco perché lotto per ciò che credo, per ciò che desidero, che amo e che mi fa battere il cuore.

Confesso che non cerco l’approvazione di nessuno e me ne fotto di ciò che gli altri pensano di me.

Io so chi sono, quello che posso… E quello che posso, lo voglio… SEMPLICEMENTE!

E…porca miseria!… mi son detta ascoltandolo…

Questa non è solo pubblicità, questa è una dichiarazione di intenti, e sta decisamente meglio addosso a me che su una macchina nuova.

Sono io la protagonista di questo spot, garantisco prestazioni migliori di una macchina, con il difetto congenito, però, di pensare…troppo e bene…e di parlare, altrettanto troppo e bene.

Meglio una macchina, forse… 😉

A mio figlio, nel giorno del suo compleanno

 

Nascevi il 16 giugno di 7 anni fa alle 19:48. Fuori un temporale scuoteva l’estate imminente. Iniziava la nostra avventura insieme.

La prima notte della mia nuova vita con te, soli come eravamo in una stanza di ospedale con gli altri cinque letti stranamente vuoti, io ho pregato, per te, per me…e non è una cosa che mi capita di fare frequentemente.

Chiedevo aiuto in realtà a chiunque ci sia lassù perchè ti proteggesse in ogni tuo giorno a venire da tutte le brutture del mondo e anche da me, tramite inconsapevole ma non meno colpevole di ogni possibile crepa nel tuo animo di uomo, quando lo diventerai.

Chiedevo che ti rendesse sano e forte, dall’animo sereno e leggero, qualità che non mi appartengono.

Chiedevo che mi aiutasse a farti crescere libero, rispettoso, onesto, giusto, consapevole, illuminato.

Chiedevo che mi aiutasse a proteggerti e difenderti, e a capire in ogni momento il modo migliore di essere dalla tua parte, nonostante me.

Chiedevo che mi aiutasse ad imparare a farmi da parte, per te.

Rinnovo oggi le preghiere di allora.

Sappi che ogni giorno, provo a donare a te tutto il meglio di me, anche se so che non è molto. E perdonami se non è molto.

Ma sappi che tu alimenti ogni momento la mia volontà di essere migliore, perchè tu possa avere da me tutto quello che di buono io potrò mai fare in ogni giorno di questa mia vita.

Sei ogni giorno lo spettacolo più meraviglioso da osservare e da cui imparare.

Sei un senso.

E, in un modo che supera ogni possibile definizione, ti voglio bene.

Auguri, tesoro. Che ogni giorno sia un giorno buono, clemente, generoso, anche nelle possibili avversità.

Tu guarda sempre avanti, sempre. Non in basso, non indietro, ma avanti. Ci sarà sempre qualcosa di nuovo, davanti, qualcosa che ancora non hai visto e che vale la pena vedere.

Io sarò sempre accanto a te, ad una distanza che imparerà dal tempo dei tuoi giorni a diventare sempre più grande, ma ci sarò, sempre. E’ l’unica certezza che sono sicura di poterti donare.

Buon compleanno.

Buona vita.

Vivi.

 

SE

Se riesci a conservare il controllo quando tutti

Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;

Se riesci ad avere fiducia in te quando tutti

Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;

Se riesci ad aspettare e a non stancarti di aspettare,

O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,

O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,

e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio:

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;

Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina

e trattare allo stesso modo quei due impostori;

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto

Distorta da furfanti per abbindolare gli sciocchi,

O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita infrante,

E piegarti a ricostruirle con arnesi logori.

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite

E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,

E perdere e ricominciare di nuovo dal principio

E non fiatare una parola sulla perdita;

Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi

A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tenere duro quando in te non resta altro

Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”

Se riesci a parlare con la folla e a conservarti retto,

E a camminare coi Re senza perdere il contatto con la gente,

Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,

Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

Se riesci a occupare il minuto inesorabile

Dando valore a ogni istante che passa,

Tua è la terra e tutto ciò che è in essa,

E – quel che è più – sei un Uomo, figlio

 

Rudyard Kipling

 

 

Il senso della vita

Quattro giorni di ‘vacanza’ forzata dal mio essere mamma, il mio cucciolo starà con suo padre fino a venerdì e io devo riorganizzare le mie serate di solitudine, desiderate anche lo ammetto, senza di lui a dividere il suo tempo con me dopo il lavoro.

Mentre stavamo cenando, prima che arrivasse suo padre, mi ha chiesto:

“Mamma, qual è il senso della vita?”

Una di quelle domande che non ti aspetti la sera di un lunedì qualsiasi dopo 12 ore fuori casa.

Ho risposto:

“Il senso della vita…non lo so esattamente… però secondo me è quando si riesce a trovare in ogni giornata almeno una cosa bella, una cosa che ti fa essere felice per un attimo e ti fa sorridere, anche quando succedono cose tristi o fai cose che non ti piacciono. Perchè anche le cose brutte e tristi servono ad imparare qualcosa, servono a crescere e allora hanno anche quelle qualcosa di bello. Una cosa bella della giornata può essere anche solo il colore del cielo al tramonto o un pensiero allegro che ti torna in mente. Per me ad esempio, quando torno dal lavoro e sono stanca, oppure magari qualcosa è andato storto nella giornata, io arrivo da te, vedo la tua faccia allegra, magari riusciamo anche a divertirci e ridere insieme, e allora il tuo sorriso mi fa dimenticare tutto quello che di brutto può essere successo, e sono contenta, e allora quel momento da senso a tutto. Boh, forse è questo il senso della vita”

Non so se abbia capito, nè tantomeno se ci abbia creduto… ammesso e non concesso che non abbia detto una serie di scemenze ben confezionate… chissà… io ne sono abbastanza convinta che stia nella bellezza di un singolo momento ogni giorno, il senso della vita.

In questi giorni senza di lui mi mancheranno queste nostre chiacchierate, le sue domande di bimbo, semplici e profondissime al tempo stesso.

Un pò mi mancherà anche la sua risata, le prossime sere, quando torno dal lavoro.

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