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Avanti un altro, sono pronta.

(immagine dal web)

La vita è una grande commedia strana, fatta di pianti allegri e sorrisi stanchi, attori variopinti dai più piccoli ai più illustri, in un girotondo di stanze condivise e dialoghi col mondo.

Indossa ogni giorno il tuo abito di scena migliore, il protagonista sei tu e meriti la luce del sole.

Consideralo un gioco, da prendere sul serio tanto quanto basta a non smettere di ridere.

 

Buon Anno Nuovo a tutti.

Mi auguro nel nuovo anno di continuare a camminare, giorno dopo giorno, inseguendo le cose che mi fanno stare bene nei miei panni, nè troppo stretti, nè troppo larghi. Quelli giusti per me.

Mi auguro di conquistare la scena a testa alta, di continuare ad abitare le mie stanze, di vivere la vita che sento giusta per me.

“Ben oltre le idee di giusto o sbagliato c’è un campo. Ti aspetterò laggiù.”

Khaled Hosseini (dal libro “E l’eco rispose”)

.

Io sto andando ‘laggiù’, e il viaggio non è per niente male.

Auguro lo stesso a tutti quanti voi.

Buon Anno a tutti.

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La messa di Natale (su WRITERS SPECIALE NATALE 2017)

La messa di Natale

di Elena Brilli

La provincia è un mondo strano.

Con i suoi ritmi, le sue regole, i suoi riti.

E’ faticosa la provincia.

E il Natale è una cosa seria, in provincia.

L’appuntamento più importante dell’anno è la messa di Natale di mezzanotte, se si è un po’ più sfigati può andar bene anche quella della mattina di Natale alle 11. Nessuna ulteriore chance viene concessa.

Ma la notte di Natale, alla messa, bisogna essere assolutamente impeccabili.

Si parte subito dopo il cenone della vigilia, l’abito più bello, il cappotto più bello, il trucco e parrucco più belli, preparati giorni e giorni addietro con minuziosa precisione dei dettagli.

E niente deve andare storto.

In chiesa alle 23.00, le 23:30 massimo, ma già vuol dire che l’arrosto nel forno della cena della vigilia non è stato messo in forno all’orario giusto. Le signore parlottano tra sé chiedendosi che fine abbia fatto la signora Gina, tanto una brava donna, sempre puntuale, sempre nelle prime panche. Ahiahiai, dev’avere avuto un contrattempo. E scuotono le capigliature vaporose e imbalsamate, da una decina di giorni almeno, in senso di disapprovazione.

I signori consorti rimangono fuori a fumare. Sono uomini loro, è la notte di Natale, ma non fa mai freddo a sufficienza da poter pensare che sia sopportabile l’attesa a fianco delle comari loro mogli. E poi bisogna far presente al Signor Ingegnere che è arrivata da pochi giorni la nuova berlina titata a lucido, parcheggiata con sommo studio in modo che sia ben visibile da ogni angolo della facciata della chiesa. Le cose sono andate bene quest’anno nella fabbrichetta di famiglia, la berlina serve a dimostrare che sia veramente così, oltre ogni ragionevole dubbio. Non importa se le rate poi non verranno pagate, è la notte di Natale, non è un problema adesso.

Dentro, un tripudio di visoni e abiti di marca, tacchi vertiginosi e piedi gonfi, lacca, profumi asfissianti, lustrini e brusio continuo

Nel giro di un paio d’ore, anche meno se si esclude il tempo che bisogna per forza perdere per pregare a voce più alta della vicina di posto che, mannaggia alla miseria, si è accorta che la signora Sandra ha lo stesso cappotto dell’anno scorso, o cantare con le voci rauche e stonate inni al Signore talmente malmessi da pensare che uno dei desideri inespressi dell’Altissimo possa essere quello di essere sordo, si decidono le sorti di intere famiglie a livello di voci di paese.

Il sacerdote fatica a sovrastare il brusio e, diciamolo, a tratti è quasi fastidioso, con quella sua cantilena davvero uguale a quella dell’anno scorso.

Ma hai visto la signora Maria, che capelli in disordine?”

Non l’avevo mai vista così, dev’esser per via dei suoi figlioli.”

Io ho sentito dire dal panettiere che suo marito, il Bardazzi del Lanificio del Piano, la vuole lasciare, perché ha un’altra”

Ma via! Oh che dici! Io ho sentito dire dalla Franca che i figlioli vengon su storti, li vedo nel pomeriggio passeggiare in paese con della gente tanto brutta!”

Il cognato di mia cugina mi ha detto che il Lanificio non va per niente bene, sapete?”

Povera Maria, chissà che pena.”

E’ arrivata tardi stasera, l’ho intravista con la coda dell’occhio in fondo laggiù.”

Bisogna che dopo la vada a salutare”

Per la signora Maria, il signor Bardazzi, i loro ragazzi, il Lanificio, inizierà così un anno infernale in cui a fasi alterne, la signora sarà cornuta, il Bardazzi un malfattore, i ragazzi come minimo drogati, il Lanificio rischierà il fallimento.

Fino alle 23:00 della notte di Natale dell’anno succesivo, in cui la signora Maria metterà tutti a tacere, arrivando per prima, con la pelliccia più bella, l’abito più costoso, il trucco e parrucco più impeccabile, i figli in giacca e cravatta al fianco, il Bardazzi subito dietro, la nuova berlina parcheggiata davati al portone della chiesa. E si siederà ai primi posti. Delle prime panche. E aspetterà la vittima sacrificale da immolare sull’altare della messa di Natale per l’intero nuovo anno.

Il sacerdote biascica al microfono la frase che chiude il sipario sulla straordinaria commedia: “La messa è finita, andate in pace. E, fratelli e sorelle, Buon Natale!”

Il brusio mai sopito diventa frastuono, tutti si alzano in piedi per la scena finale.

Mi fanno male i piedi. Andiamo Luigi, devo finire di preparare le lasagne per domani. Quanto l’ha tirata lunga stavolta!”

La provincia è un mondo strano.

Con i suoi ritmi, le sue regole, i suoi riti.

E’ faticosa la provincia.

E il Natale è una cosa seria, in provincia.

Dimenticavo, Buon Natale.

Elena Brilli

Se avete voglia di leggerlo tutto, il numero, WRITERS SPECIALE NATALE 2017 lo trovate qui:

https://drive.google.com/file/d/1709zSVyhmjKvC5fjzMQ1U9apIpODmZOq/view?usp=sharing

e qui:

Buon Natale a tutti!

Di quando Gesù morirà

Che sono strana ormai è un dato risaputo, da qualche anno ne sono consapevole anch’io.

Domani è Natale e, mentre tutti parlano di nascita, io parlerò di morte.

E di quando, dopo essere nato la notte di Natale, in una tiepida domenica di primavera, morirà.

***

Una lieve discussione in mattinata con le mie più care amiche, trasformatasi in uno scambio veramente sincero, di quelli che capitano solo a volte, e alla fine sono la parte migliore, quella costruttiva, del nostro essere amiche.

E mi trovo a parlare del mio ‘mestiere’ di madre.

Quello che dico di me alle mie amiche, del mio essere madre, è che l’unica cosa che voglio, con la determinazione di Leonida alle Termopili, è evitare a mio figlio quello che ha fatto soffrire me, nei rapporti con le persone, nei rapporti coi miei genitori, nel rapporto con suo padre.

Non sarò in grado di proteggerlo da tutto, ma voglio almeno provare ad evitare a lui quello che, sono consapevole, ha fatto male a me.

E allora, nel mio solitario pomeriggio della Vigilia, mentre lavo i piatti, mi trovo a pensare a Maria, la mamma di Gesù. E a quando suo figlio morirà.

Lei lo partoriva stanotte, suo figlio. E lo vedrà morire in un pomeriggio di primavera. Soffrendo. In un lampo ho compreso esattamente la sofferenza di Maria nel vedere soffrire e morire suo figlio. Lei non avrebbe mai voluto una cosa così per suo figlio, lei, da madre, avrebbe voluto proteggerlo fino ad immolarsi al suo posto, ne sono convinta.

Non voglio che mio figlio soffra quello che ho sofferto io.

Lo proteggerò. Farò tutto quello che sarò in grado di fare per proteggerlo. Questo è il mio essere madre.

Buon Natale Maria, è una gran bella cosa essere mamma, so che lo sai anche tu. Ma quanta fatica, vero?

Buon Natale a tutti noi figli, con la consapevolezza che qualcuno, dal momento che siamo nati, ha protetto i nostri passi. E ha sofferto, anche, talvolta…per proteggerci.

 

WRITERS SPECIALE NATALE 2017 ( formato PDF)

Come ogni anno, da qualche anno a questa parte, il Natale diventa l’occasione per dare vita ad un numero speciale della rivista WRITERS, che dirigo amorevolmente e orgogliosamente, con le poesie e i racconti natalizi scritti dai redattori che collaborano con me e condividono questo mio progetto.
E’ il mio personalissimo modo di fare a tutti quanti i miei più sinceri auguri di Buon Natale.

Lo trovate qui: https://drive.google.com/file/d/1709zSVyhmjKvC5fjzMQ1U9apIpODmZOq/view?usp=sharing

e qui: https://issuu.com/writersrivista/docs/writers_speciale_natale_2017

“Da piccolo a Natale aspettavo un regalo. Un pacco dorato, sotto l’albero luminoso. Quando aprii il pacco, non era quello atteso. Lo tirai contro il muro piangente, iroso.
Quanti regali ho rotto, ho respinto nella mia vita dopo quel giorno?
Ora di questi ho rimpianto.
Accettare i doni è difficile perché sempre ne aspettiamo uno soltanto.
Impara ad amare ciò che desideri, ma anche ciò che gli assomiglia. Sii esigente e sii paziente.

E’ Natale ogni mattino che vivi.
Scarta con cura il pacco dei giorni. Ringrazia, ricambia, sorridi.”

Stefano Benni

WRITERS

Per scaricare il NUMERO SPECIALE DI WRITERS NATALE 2017 in formato PDF clicca qui: WRITERS SPECIALE NATALE 2017

Editoriale

Arriva come ogni anno il Natale e noi, ancora una volta, abbiamo voluto fare gli auguri a tutti voi, vecchi e nuovi lettori, nell’unico modo che ci è venuto in mente per abbracciarvi tutti in una volta, e cioè scrivendo.

Se questo sia il modo migliore che avessimo a disposizione è dato a voi deciderlo, di sicuro noi lo abbiamo fatto nel modo che più ci piace.

Quindi quello che vi accingete a leggere è un numero speciale con i racconti e le poesie che alcuni dei redattori di Writers e tanti nuovi collaboratori, che ci auguriamo restino a bordo del nostro progetto anche per i prossimi numeri, hanno deciso di scrivere per augurare a tutti voi lettori un Buon Natale e un felice 2018.

Troverete e riconoscerete nomi…

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