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Di quando Gesù morirà

Che sono strana ormai è un dato risaputo, da qualche anno ne sono consapevole anch’io.

Domani è Natale e, mentre tutti parlano di nascita, io parlerò di morte.

E di quando, dopo essere nato la notte di Natale, in una tiepida domenica di primavera, morirà.

***

Una lieve discussione in mattinata con le mie più care amiche, trasformatasi in uno scambio veramente sincero, di quelli che capitano solo a volte, e alla fine sono la parte migliore, quella costruttiva, del nostro essere amiche.

E mi trovo a parlare del mio ‘mestiere’ di madre.

Quello che dico di me alle mie amiche, del mio essere madre, è che l’unica cosa che voglio, con la determinazione di Leonida alle Termopili, è evitare a mio figlio quello che ha fatto soffrire me, nei rapporti con le persone, nei rapporti coi miei genitori, nel rapporto con suo padre.

Non sarò in grado di proteggerlo da tutto, ma voglio almeno provare ad evitare a lui quello che, sono consapevole, ha fatto male a me.

E allora, nel mio solitario pomeriggio della Vigilia, mentre lavo i piatti, mi trovo a pensare a Maria, la mamma di Gesù. E a quando suo figlio morirà.

Lei lo partoriva stanotte, suo figlio. E lo vedrà morire in un pomeriggio di primavera. Soffrendo. In un lampo ho compreso esattamente la sofferenza di Maria nel vedere soffrire e morire suo figlio. Lei non avrebbe mai voluto una cosa così per suo figlio, lei, da madre, avrebbe voluto proteggerlo fino ad immolarsi al suo posto, ne sono convinta.

Non voglio che mio figlio soffra quello che ho sofferto io.

Lo proteggerò. Farò tutto quello che sarò in grado di fare per proteggerlo. Questo è il mio essere madre.

Buon Natale Maria, è una gran bella cosa essere mamma, so che lo sai anche tu. Ma quanta fatica, vero?

Buon Natale a tutti noi figli, con la consapevolezza che qualcuno, dal momento che siamo nati, ha protetto i nostri passi. E ha sofferto, anche, talvolta…per proteggerci.

 

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. lamortelafanciulla
    Dic 24, 2017 @ 19:05:48

    straordinaria e dolente la Tua variazione sul tema della maternità, che unisce indissolubilMente il momento dell’inspirare e fonare quel primo vagito con quello in cui e-spira, e c in mezzo lo specchiarsi del Tuo vissuto che induce quell’appassionata ferina protezione…
    Davvero una bella rivisitazione del natale, festa tanto abusata e quasi mai colta nel suo autentico significato di inno alla vita e del suo ossimoro di tragedia

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  2. silviacavalieri
    Dic 25, 2017 @ 19:36:18

    Un giorno volerà via dal nido… dagli tutto quello che puoi, adesso, ma non lo proteggere ossessivamente, allenano alla vita! Tanti auguri a te e al tuo bambino, sii serena e goditi la tua maternità senza troppe anticipazioni. Un abbraccio sincero.

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