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Eclettica

Stasera vi racconto una cosa, stasera va così. Pigliatevela così.

Ieri sera insieme a delle amiche si parlava di quello che si prende dall’altro e quello che si offre all’altro in un rapporto di amicizia.

Senza pensarci più di tanto io le ho detto che lei per me rappresenta la mia personale “macchina del tempo”.

Una decina d’anni più di me, mi fornisce una prospettiva diversa, spostata in avanti. Io analizzo tutto quello che colgo da lei nelle conversazioni, nelle risate, nella nostra condivisione quotidiana. Mi creo la mia visione di me alla sua età e, se mi piace, mi muovo adesso in quella direzione, con una decina di anni di vantaggio sulla mia vita. E’ un gran vantaggio, una dritta di quelle veramente giuste da dare a qualcuno a cui si vuol bene. E lei mi vuole bene, e la ringrazio per questo.

Poi, allora, curiosa, le ho chiesto cosa potessi avere io, invece, da offrire a lei. Cosa potrebbe mai esserci da prendere da me? E allora lei mi ha risposto, iniziando la sua frase così:

“Tu sei una delle donne più eclettiche e intelligenti che io conosca” … e poi ha proseguito.

Arrivata a casa, sono corsa a rileggere la definizione di eclettismo. Perchè, Dio se suonava bene una definizione così! Ma se sull’intelligenza non avevo grandi dubbi, l’eclettismo mi suonava bene, dai miei ricordi di studi lontani, ma non ne avevo chiarissima la definizione.

Ed eccola qua:

eclettismo (raro ecclettismo) s. m. [der. di eclettico]. – 1. Atteggiamento di pensiero che sceglie e accetta dai varî sistemi filosofici alcune dottrine, e le coordina armonicamente; anche, la scuola filosofica che segue il metodo eclettico. 2. Nelle arti figurative, la tendenza a ispirarsi a fonti diverse, accogliendo da ciascuna gli elementi ritenuti migliori (il termine fu dapprima usato per definire la pittura dei Carracci, il cui ideale era rappresentato dalla fusione armonica del disegno di Raffaello, del colore veneto, del chiaroscuro del Correggio). Earchitettonico, con preciso riferimento all’architettura della seconda metà del sec. 19°, la combinazione nello stesso edificio di elementi tratti da varî stili storici. 3. Con uso estens., l’atteggiamento o il comportamento di chi, in qualsiasi campo di attività, o in aspetti della vita culturale o anche della vita quotidiana, non segue rigorosamente un indirizzo o metodo singolo, ma fonde indirizzi e metodi diversi.

E, porca miseria! Che meraviglia!

Prendo le cose migliori e le coordino armonicamente, non seguo indirizzi o metodi di pensiero singoli, ma li cerco di fonderli, accogliendo da essi gli elementi ritenuti migliori!

E’ UNA COSA SPETTACOLARE!!!! ED E’ VERO!!!!!!

E, da una che odia per definizione ogni tipo di definizione, perchè definire una cosa vuol dire eliminare tutto il resto delle cose che in potenza potrebbe essere quella cosa lì, mi scopro invece innamorata di siffatta definizione.

Eclettica.

Ebbene, sì, mi presento… c’est moi.

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