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In solitudine ostinata e contraria.

C’è un tempo per tutto.

E ogni persona ha un proprio personalissimo tempo per tutto.

Non si fanno le cose seriamente a 15 anni, si fanno molto raramente e con estrema razionalità le minchiate a 40 anni. Perché si fanno eh! Tante anche! Ma lo sai che stai facendo una minchiata, ne sei perfettamente consapevole…quindi è decisamente molto meno minchiata e assume la dimensione di una scelta, pure quella.

Così, c’è un tempo in cui si adora stare in mezzo alla gente e far baldoria e un tempo in cui ci si raccoglie in se stessi, in solitudine ostinata e contraria. Perché non ci si capisce più per se stessi e figurarsi se si può pensare di comprendersi in relazione agli altri. Che sono tanti, troppi, sconosciuti, indifferenti. Ecco, indifferenti. E se non fanno differenza non sono interessanti. Non hanno senso. Perdono qualsiasi tipo di attrazione. Non meritano attenzione.

Così si rimane soli. Anche in mezzo ad un mare di gente.

E non fa male, non è scomodo, non mette in difficoltà. Semplicemente stai, in solitudine ostinata e contraria, perché il tempo della tua vita di adesso è quel tempo lì. Quello delle minchiate consapevoli. Quello delle minchiate sempre meno minchiate.

Quello della solitudine consapevole, ostinata e contraria.

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