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I miss you…

Non so se è giusto che io scriva queste righe,  ma il cielo grigio di questo Luglio che sembra Ottobre contribuisce a far sgorgare un’emozione che non riesco a frenare…

Mi manca il blog A PIÙ MANI…

Non mi va di discutere su come, quando, perchè, chi, modi, tempi, errori…sedimenteranno con me e mi guideranno nelle eventuali scelte future…

Mi manca… Tutto qui…

E colgo l’occasione per salutare con affetto e ringraziare di cuore tutti coloro che ci hanno partecipato, creduto, vissuto e condiviso pensieri e affetti, mente e cuore…

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Rosa Pulchra

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Rosa Pulchra

Spirale perfetta di petali lievi

Ognuno è un cuore di anima sola.

Dal boccio dispiega il disegno

Il primo che a sera poi muore.

Fiore d’amore e di vita

Al mondo si apre e profuma,

Poi stanco di giorno e di aria

cade sull’erba a memoria

del bello che è stato.

E.

.Immagine

(immagini personali)

“Vorrei che fosse oggi in un attimo già domani” – Depressione

Tiziano Ferro “L’amore è una cosa semplice”

LA FINE ( Marco Zangirolami / Francesco Tarducci)

Chiedo scusa a chi ho tradito, e affanculo ogni nemico
Che io vinca o che io perda è sempre la stessa merda
E non importa quanta gente ho visto, quanta ne ho conosciuta
Questa vita ha conquistato me e io l’ho conquistata
“Questa vita” ha detto mia madre “figlio mio va vissuta,
Questa vita non guarda in faccia e in faccia al massimo sputa”
Io mi pulisco e basta con la manica della mia giacca
E quando qualcuno ti schiaccia devi essere il primo che attacca.
Non ce l’ho mai fatta, ho sempre incassato,
E sempre incazzato, fino a perdere il fiato
Arriverà la fine, ma non sarà la fine
E come ogni volta ad aspettare e fare mille file
Con il tuo numero in mano e su di te un primo piano
Come un bel film che purtroppo non guarderà nessuno.
Io non lo so chi sono e mi spaventa scoprirlo,
Guardo il mio volto allo specchio ma non saprei disegnarlo
Come ti parlo, parlo da sempre della mia stessa vita,
Non posso rifarlo e raccontarlo è una gran fatica.

Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole.

Non mi sembra vero e non lo è mai sembrato
Facile, dolce perchè amaro come il passato
Tutto questo mi ha cambiato
E mi son fatto rubare forse gli anni migliori
Dalle mie paranoie e da mille altri errori
Sono strano lo ammetto, e conto più di un difetto
Ma qualcuno lassù mi ha guardato e mi ha detto:
“Io ti salvo stavolta, come l’ultima volta”.
Quante ne vorrei fare ma poi rimango fermo,
Guardo la vita in foto e già è arrivato un altro inverno,
Non cambio mai su questo mai, distruggo tutto sempre,
Se vi ho deluso chieder scusa non servirà a niente.

Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole.

Il mio racconto comincia qui:

Suona la sveglia…la luce che entra dalla persiana lasciata accostata mi indica che il mattino è arrivato, nuovo giorno da affrontare…

Sono cosciente, penso, sento, ragiono…ma non ho voglia di alzarmi…gli occhi si richiudono…lasciatemi stare, lasciatemi dormire…non ho voglia di mettermi in piedi…

La sveglia suona ancora…e l’altra che vibra sotto il cuscino comincia a farmi tremare la testa…ma non mi va di alzarmi…

Perchè non mi va di alzarmi? cosa c’è nella giornata che inizia che non voglio affrontare? cosa mi fa tenere gli occhi chiusi, quali volessi difendermi da quello che vedono? cosa mi fa ignorare tutti i segnali di allerta, tutti gli allarmi, tutte le sveglie, perfino la vocina del mio bimbo che gioca accanto a me nel letto? perchè la bocca sa tanto di amaro?

Suona di nuovo la sveglia, trema il cuscino…mi sveglio…apro gli occhi e realizzo che non posso più ignorare il giorno che avanza, devo alzarmi, fare colazione, dare la colazione al mio cucciolo, vestirlo, vestirmi, portarlo all’asilo, andare al lavoro, tornare dal lavoro, andare a riprendere il bimbo all’asilo, fargli fare merenda, un paio d’ore di giochi insieme, fare la lavatrice, stendere i panni, stirare quelli asciutti, preparare la cena, litigare con i miei genitori, far mangiare il cucciolo, metterlo a letto, tornare a letto, addormentarmi…e domani si riparte daccapo…ogni giorno uguale…ogni giorno il solito giorno, ogni giorno un incubo nuovo, ma sempre uguale…

Che senso ha tutto questo? perchè questa vita, questa quotidianità sempre uguale, mi è così estranea? perchè è così pesante? perchè non riesco a godere dei singoli momenti? perchè basta una nuvola in cielo a far cambiare il colore della giornata?

Mi tiro in piedi, e tutto è fatica…lavarmi la faccia è un gesto automatico…mi guardo allo specchio…ma sono proprio io quel volto scaruffato, stanco, triste che vedo nello specchio? sto diventando così brutta?

Mi costringo a fare colazione…so che devo mangiare qualcosa, ma il mio stomaco grida il suo dissenso a squarciagola e lascio la fetta di pane e cioccolata a metà…una gran tazza di caffè è l’unica cosa che mi va veramente di mandar giù…ma che pessimo sapore se mi fermo un secondo a pensarci…

E’ un pò quello che mi capita nelle mie giornate, tante cose, tanti volti, tante conversazioni le faccio, le vedo, le vivo…ma quanta parte di esse veramente le sento mie?

Quanto tra quello che faccio è realmente voluto e quanto è solo un obbligo a cui mi attengo scrupolosamente come una scolaretta che esegue alla perfezione i compiti che le ha assegnato la maestra?

E perchè anche le cose che faccio volentieri, che mi sembra di decidere io di farle, quelle in cui credo e per le quali lotto…perchè hanno alla fine sempre, tutte un sapore amaro che mi rimane attaccato addosso? Perchè non riesco mai ad essere felice?

“Mamma, vieni che andiamo a scuola! Io sono pronto, che fai?”

Catapultata nel tempo della mattina che scorre veloce, prendo le mie goccioline antidepressive, stacco i pensieri, metto la maschera della serenità, sorrido…

“Eccomi…ero in bagno”

Mi chino ad agganciare la sua giacchetta prima di uscire di casa…incontro i suoi occhi vivi, luminosi, curiosi…sorrido, ed è l’unico sorriso vero che farò in tutta la giornata…mio figlio è l’unica persona vera che incontrerò, il vero motivo per cui alla fine i miei cazzo di occhi si sono aperti…

In macchina la radio canta la canzone di Tiziano Ferro “La fine”… la ascolto…le labbra si piegano in un ghignoper trattenere un singhiozzo…scende una lacrima…

“(…) Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani
Per reiniziare, per stravolgere tutti i miei piani,
Perchè sarà migliore e io sarò migliore
Come un bel film che lascia tutti senza parole. (…)”

“Che hai mamma, perchè piangi?”

“Niente tesoro, avevo un bruscolo in un occhio…”

Croce e Delizia

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(foto personale)

Tarda mattinata, una giornata estiva di diversi anni fa…niente lavoro quel giorno…

Ancora sul letto, le gambe alzate in gioco, i delfini del carillon del vento a penzolare dalla lampada sul soffitto, la macchina fotografica sul comodino a portata di mano, e scatta il set fotografico ai miei pieduzzi…la mia delizia e la mia croce…

Sono un ‘nanetto da giardino’, questo dovreste averlo capito, quindi se mi fossero venuti dei piedi a pinna numero 42 sarei stata sproporzionata…ma il 34!!!!

Il 34 signori è una tortura!!!!

Mi sono rimasti i piedi di una bimba, e solo i calli e gli occhi di pernice sulle dita denunciano l’incessante passare del tempo per la loro padrona…ma loro no, si sono fermati ad un miserrimo 34!!!

Verissimo che son piccoli… piedini di fata… il piede piccolo è sempre stato considerato simbolo di femminilità…e tutta una serie di altri luoghi comuni per consolare chi i piedi piccoli li ha…E NON TROVA LE SCARPE!!!

D’inverno la sfango abbastanza bene, scarpe chiuse, stivali, solette, e un gran mal di piedi dovuto al fatto di non riuscire mai a portare scarpe della mia misura reale… Niente decolletè, perchè mi scappano dai piedi, a meno che non siano allacciate alla caviglia o sul collo del piede…per non parlare del divieto assoluto delle calze, che fanno scivolare il piede, e anche a 0 gradi, se voglio mettere una scarpa un minimo femminile mi tocca andare in giro a piedi nudi, con conseguente raffreddore del giorno dopo…

Ma la vera tragedia è d’estate…nessuna scarpa che si trovi in commercio nei reparti femminili dei negozi riesce a starmi precisa nei piedi…fino a qualche tempo fa esistevano rarissimi casi di 35, che nonostante fossero comunque un pò abbondantelli riuscivo a portare senza risultare ‘Sbirulino’ (ve lo ricordate? Il pagliaccio interpretato da Sandra Mondaini?), con due cm vuoti davanti e 3 dietro…ma da quando il numero più piccolo delle linee da donna è diventato il 36, a me rimangono solo le Lelly Kelly!!!!

Ma posso andare in giro a 40 anni con le Lelly Kelly????

Finisco a comprare le scarpe, ballerine o sandalini tutti colorati (bleah!!! io vesto sempre di nero!!!),  nel reparto bimba del negozio…e la commessa alla cassa che mi chiede: “Ma sono per lei signora???”

“MA VAFFANCULO VA!!!”

Signore e signori…ecco a voi…IL TELETRASPORTO!!!

Signore e signori, illustri colleghi, quello che vado a presentarvi oggi non è solo una nuova invenzione, ma una rivoluzione del tempo e dello spazio! Quello che vedete davanti ai vostri occhi è la nuova macchina per il TELETRASPORTO!

Posizionata una stazione di arrivo e di partenza come questa ad ogni incrocio di via di ogni città nel mondo, e in ogni casa, ufficio, luogo di lavoro, spazio raggiungibile, consentirebbe a tutti voi, Signori, ma a tutti noi, all’umanità intera, di muoversi da un luogo all’altro in tempo reale!

Immaginate di voler raggiungere la persona che amate e che vi aspetta al tavolo di un ristorante prenotato per il vostro anniversario, ma siete stati trattenuti al lavoro…entrate nel TELETRASPORTO, impostate le coordinate di arrivo nella stazione del ristorante, e in un click vi presentate davanti all’altra metà della vostra mela con il mazzo di fiori che le avevate comprato e che già sta appassendo!

Immaginate di venir avvisati dalla scuola che frequenta vostro figlio che il bimbo non si sente bene…entrate, impostate l’arrivo alla scuola, all’ospedale, a casa, ovunque lui si trovi e in un click vi trovate davanti gli occhi del vostro bimbo che cercano nei vostri la rassicurazione che ‘va tutto bene’!

Immaginate di esservi dimenticati di dire a vostra madre, al vostro amore, ai vostri figli, al vostro amico, che gli volete bene…entrate, impostate l’arrivo ovunque siano nel mondo, e potete rimediare con un TI VOGLIO BENE a incomprensioni, a distanze dell’anima, a distrazioni del tempo, alla mancanza di un sorriso sulle loro labbra!

Immaginate tutto questo e dimenticate le code in autostrada, le file ai semafori, le sigarette fumate nell’ansia della necessità di un arrivo che tarda perchè siete bloccati su un raccordo, o ad una stazione, o in aereoporto…

Riprendetevi il vostro tempo! Accorciate le distanze! Siate presenti quando a qualcuno a cui volete bene manca il calore di un vostro abbraccio dentro cui asciugare una lacrima!

Ogni vostro viaggio, da ora in poi, che sia a piedi, in macchina, in bicicletta, in moto, in treno, in aereo, non sarà più viziato dalla necessità di uno spostamento, ma rimarrà solo il piacere del percorso…e allora tornerete a sentire il rumore del vento, vi accorgerete di quanta vita esiste intorno a voi, vedrete di nuovo gli angoli delle strade, vi fermerete col naso in sù a guardare le rondini sui cornicioni, osserverete la meraviglia dei campi arati che ondeggia sotto il sole tra solchi e dune, immaginerete quanta vita possa esser passata sotto ad un cipresso secolare che, isolato in mezzo ad un incrocio di strade di campagna, non avevate mai visto prima!

Non siete ancora convinti signori? Potrei continuare ad illustrarvi le meraviglie di questa spettacolare invenzione…ma lo spazio a mia disposizione è esaurito!

                                 “

Questo è la stesura originale dell’articolo che nei giorni scorsi ho postato sullo spazio creativo del blog A PIU’ MANI…è un multiblog che prevede il confronto con temi settimanali e con modi di scrittura nuovi, talvolta diversi dal modo in cui sono abituata a scrivere e che mi viene più naturale, ma un ottima palestra per giocare con le parole, per cercare nuove (per me…) combinazioni delle frasi, per scrivere obbligata a rispettare margini e limiti di spazi, in modo da limare imperfezioni, cogliere ripetizioni, scarnificare il testo riducendolo ad un’essenziale che sia comunque efficace, un togliere invece che aggiungere…che di solito è il modo migliore per ricercare la purezza della creatività…

Molti di voi penseranno che non è bello scrivere con dei paletti, invece io sto scoprendo che è veramente un ottimo esercizio per migliorare, per crescere, per mettermi alla prova, per esplorare nuovi ‘modus operandi’, per arricchirmi…

L’articolo che dopo il grande lavoro di revisione e limatura (durato all’incirca quasi un’ora… che somara che sono!!!) è venuto fuori lo trovate qui: http://apiumani1.wordpress.com/2014/05/30/signore-e-signori-ecco-a-voi-il-teletrasporto/, e, sebbene sia affezionata a quella che era stata la stesura originale, io sono moooolto orgogliosa del risultato che alla fine è venuto fuori sul blog A PIU’ MANI.

Un bel pò di lavoro e di studio…ma alla fine che soddisfazione!!!

Voci precedenti più vecchie