Annunci

Buonanotte

Ha un suono dolce la buonanotte sussurrata sulle labbra.

Un “ti amo” detto a bassa voce, sulla soglia del sonno, ha il sapore del sogno.
Ci sta dentro tutto il resto.

Ad un respiro dalla tua pelle, ti porto nel mio mondo nascosto.
Mi tieni la mano.

Ti auguro sogni,
da dividere,
con me.

Annunci

Bellezza

(Elena Brilli, disegno chiaroscuro a matita, 2019)

Bellezza:

La qualità capace di appagare l’animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione.

“Più dell’oro possanza Sovra gli animi umani ha la Bellezza.” (G. Parini)

Soulmate – Anime Compagne

Clara e Alberto erano seduti al loro tavolo in un ristorante colmo di varia umanità e chiassoso come solo i luoghi affollati da gente divertita riescono ad essere.
Erano allegri e vicini.
Sodali.
La confusione intorno raramente era in grado di distrarli dai flussi delle loro conversazioni, ricche di scambi di emozioni.
E anche quella sera era così. Nonostante il frastuono festante.
“Sto pensando alla definizione di ‘anima gemella’” disse ad un certo punto Alberto.
Clara concentrò la sua attenzione sulle parole di Alberto. Ne era sempre catturata e adesso si sentiva incuriosita dalle ipotesi su dove un tale incipit avrebbe condotto il loro discorrere.
Alberto proseguì:
“Il termine che usano gli inglesi per dire ‘anima gemella’ è ‘soulmate’, il compagno dell’anima. Quasi volessero indicare due anime che si son trovate, si sono incontrate e si accompagnano nella vita.”
Clara sorrideva, l’emozione che le nasceva nel cuore alle parole di Alberto non riusciva ad essere contenuta nell’anima e si disegnava sul suo volto.
Alberto aggiunse:
“Io mi chiedo se possa essere tu la mia ‘soulmate’. Mi chiedo cosa debba fare o essere o rappresentare una persona perché possa essere da me definita la mia ‘soulmate’. Cosa definisce reciprocamente due soulmate?”
La domanda sorprese Clara e la stupì al tempo stesso, ma d’istinto rispose:
“Si ri-conoscono.”
Poi aggiunse, cercando le parole migliori per spiegare a se stessa in primis e ad Alberto quello che intendesse:
“Credo che si conoscano reciprocamente e reciprocamente si riconoscano. Che imparino a conoscere se stessi attraverso l’altro e conoscano l’altro attraverso se stessi. Credo si comprendano, parlino lo stesso linguaggio delle emozioni. Che trovino, in ogni ambito, un pezzo di sé nell’altro. E un pezzo dell’altro in sé. E questo li faccia sentire a casa. Credo che due ‘soulmate’ si sentano a casa.”
E proseguì, con una punta di fanciullesco entusiasmo, colma di gioia:
“Io, con te, mi sento a casa.”
Tacquero per un attimo.
Il ristorante tutto intorno, col suo chiasso confuso, all’improvviso non esisteva  più.
Alberto e Clara erano altrove, nella bolla sospesa fatta di quell’ossigeno vitale che erano, per loro, le loro emozioni.
Erano a casa, la ‘loro’ casa.
Poi Clara riprese:
“E tu cosa rispondi alla domanda che ti poni se io possa o meno essere la tua ‘soulmate’?”
Alberto rispose sicuro, guardando dolcemente negli occhi di Clara:
“Se non tu, chi?”
(immagine dal web)

Domande

Da una catena Facebook ne è nato uno scambio di domande e risposte, tra me e mio figlio.

Le fisso qui, come spunto di riflessione. Come punto da cui partire, su cui lavorare e da cui trarre, non lo nego, un pizzico di orgoglio personale che fa bene al cuore.

Lui è Elio, 8 anni e un pò… e risponde così:

Qual’è una cosa che ti dico sempre?

-Ti voglio bene.

Cosa mi rende felice?

-Quando io sono felice.

Quanto sono alta?

-Poco.

Quanti anni ho?

-42.

Qual’è il mio colore preferito?

-Nero.

Che cosa mi piace tanto fare?

-Giocare.

Cosa mi rende orgogliosa?

-Quando mi comporto bene.

Qual’è il mio piatto preferito?

-A te piacciono le cose dolci.

Credi che potresti vivere senza di me?

-No.

Se io potessi andare altrove, dove andrei?

-Al mare. Insomma, dove c’è caldo.

Qual è il mio programma TV preferito?

-Propaganda Live.

Qual è una cosa che mi piace fare?

-Scrivere.

Cosa faccio quando non ci sei?

-Le faccende.

In cosa sono brava

-A farmi il solletico.

In cosa non sono brava?

-A stare sulla neve, perchè hai freddo.

Che lavoro faccio?

-Tagli borse.

Cosa ti piace fare con me?

-Stare con te, perchè quando stiamo insieme dopo un pò ci si mette a giocare.

Qual’è la cosa cosa più importante che ti insegno?

-A comportarmi bene.

Filastrocca del bimbo a colori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(immagine dal web)

.

C’era una volta, ma dove chissà,

un luogo un pò strano a vederlo da qua.

Erano sempre tutti scuri e arrabbiati

e facevan discorsi ben poco sensati.

Nere le facce, neri anche i cuori

“Non vogliamo nessuno che porti i colori!”

Questo dicevan come pecore in coro

e il buio abitava ogni parte di loro.

Poi venne dal mare salvato un bel giorno

un bambino che aveva i colori del mondo.

Narrava di terre baciate dal sole

sconfitto da guerre che il cuore non vuole.

Narrava di freddo, di fame e di vento,

di lunghi cammini compiuti a stento.

Visto aveva il filo spinato

che la libertà gli aveva levato.

Poi il mare alla fine lo aveva cullato

ma in una notte d’inverno si era arrabbiato.

Solo, impaurito, smarrito e bagnato

finito il viaggio, lì era arrivato.

Nel paese sognato degli uomini spenti,

che paura avevano, stretta tra i denti,

che il bimbo arrivato dal posto lontano

venisse a prender le cose di mano.

Ma il bimbo voleva solo cominciare a sperare

di poter un giorno tornare a giocare.

Dal buio informe del coro belante

si alzò improvvisa una voce squillante:

“Ma quello è un bimbo come son io,

può essere suo tutto quello che è mio!”

“In cambio sapete che cosa farà?

A vivere insieme ci insegnerà!”

“E il buio tremendo di sterili cuori

verrà riempito dai suoi bei colori!”

Così disse entusiasta quel bimbo sincero

e prese per mano il suo amico straniero.

Andarono incontro ad un giorno nascente

che vedrà stare unita tutta la gente.

Perchè il diverso è uguale, se visto col cuore,

e insieme inventiamo un nuovo colore.

 

(Elena Brilli)

 

Voci precedenti più vecchie