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Come se non fosse mai stato tanto bello.

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Comprendi che l’amore, contrariamente a quanto avresti mai potuto augurarti od osare desiderare, ha fatto di nuovo il suo ‘sporco’ meraviglioso lavoro con te quando scopri come ogni attimo della giornata, ogni moto del tuo pensiero, ogni gesto delle tue abitudini sia impregnato dal ricordo del vostro essere ‘due’, dalla presenza dell’altro anche se manca al tuo fianco, dal desiderio di condividere e con-vivere.

E allora si compie la magia delle cose usate e conosciute dal tempo senza ricordo, che tornano nuove agli occhi e all’anima.

E commuove il cielo, il tocco di una mano, il rumore di un respiro, il suono di un sorriso.

Come se non fosse mai stato tanto bello.

Come se tu non fossi mai stata davvero così tanto bella.

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Si spegne

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Nell’ultima stilla di sole
ingoiata dal mare al tramonto
sta
il divenire del nostro essere umani.
Sempre in moto
mai domi
mai esseri uguali.
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(immagine personale)

Filastrocca del giorno del tuo compleanno

Ore 19:48 del 16 Giugno di 9 anni fa.

Tu nascevi mio figlio, io nascevo tua madre.

Ti voglio bene, sempre +1!

Scontro tra titani.

“La vita è un pò come la tavoletta del water:  la merda sotto, la luce sopra.

In mezzo, un anello che consente al sopra di andar giù e al sotto, teoricamente, di venir su. Che per la vita va bene, ma per la tavoletta del water meno….

Sopra una tavola a chiudere. Quello che è sopra è sopra, quello che è sotto è sotto. Che va bene se sei sopra ma decisamente meno se sei sotto. Nessuna speranza, solo sopravvivenza fino allo scarico che porta via tutto.”

Messa parte la premessa filosofica, veniamo a noi.

Nel mio bagno, una vecchia tavoletta decorata coi girasoli aveva fatto la sua brava funzione per oltre un lustro. Rovinata, provata diciamo dall’aver sostenuto il peso di tante chiappe nel corso del tempo, decido di cambiarla. Colgo al volo uno spunto esterno che mi spinge ad essere migliore e via, si cerca la tavoletta nuova.

Avevo studiato un pò la situazione, due buchi, due staffe filettate, due viti da stringere… ce la posso fare. Figlia di idraulico, qua siamo all’ ABC, so di poterci riuscire.

Prendo le misure e ne scelgo una di media fascia in uno di quei magazzini di tutto un pò. Bianca, nuova, pulita, con orchiedee e sassi molto zen a decorarne la sommità.

Armata di attrezzi, nel caso la cosa si facesse più dura della mia muscolatura, seduta in terra nel mio bagno abbracciata al water, smonto la tavoletta vecchia. La studio, le staffe vanno nei buchi, le viti a serrare da sotto. Facile.

Monto la nuova tavoletta modello orchidea zen, le staffe nei buchi, le viti di plastica stringono sotto.

Un lato va a posto. Bene. L’altro giro, giro, giro, arrivo a toccare e penso che, se dò un altro giro, una strizzata in più, il lavoro è fatto. E fatto bene.

Vado a stringere e SCHIONK… la vite in plastica spana…

E la tavoletta comincia a muoversi… Serro di nuovo la vite, arrivo a toccare, ma spana. Faccio anche le prove di seduta, ma OOOPPPPSSSS… quando mi siedo si scivola giù… e a sorpresa per giunta.

Non va bene, e la vite di plastica, ormai spanata, non serra più.

La soluzione che adotto in casi simili è la sempre miracolosa colla millechiodi. Non mi ha mai deluso, farà il suo dovere anche stavolta.

Impatacco ben bene tutto e vado a dormire. E la mattina dopo la tavoletta regge!

La millechiodi ha fatto il suo dovere e io sono una grande!

E va tutto bene per una settimana.

Poi arrivo a casa una sera, mi siedo sul water, la tavoletta scricchiola. Sento il solito SCHIONK e OOOPPPPSSSS si scivola di lato! La colla non regge, la vite spana e la tavoletta si muove sotto al sedere come un tagadà…

Impreco, sommessamente ma in modo colorito.

Decido di smontarla per vedere di trovare una qualsiasi soluzione. La vite spanata vien via che pare imburrata. Ma l’altra invece l’ho stretta troppo forte. La snocciolata di imprecazioni riprende il suo flusso mentre la tavoletta sta adesso tutta sghimbescia da una parte e non viene via.

Prendo le pinze ma non riesco a svitarla. E allora, decisa a chiudere la faccenda, comincio a tirare, finchè l’aggancio non si rompe. Tavoletta modello orchidea definitivamente andata. Rotta. Irrimendiabile. E sarebbe stato meglio se avessi continuato ad imprecare disegnando un Van Gogh con la fantasia degli epiteti, piuttosto che dar sfogo alla rabbia. Ma tant’è, la tavoletta modello orchidea è da buttare.

“Non va mai bene alla prima, lo sai”, diventa il mio mantra per addormentarmi. (“Ma tanto domani la ricompro”, però, ne è il seguito…)

Il giorno dopo, altro magazzino di tutto un pò, decido di andare al ribasso. E dalla fascia media passo alla fascia bassa, tutta interamente in plastica.

Errore madornale, sempre, quello di cedere al ribasso. Non c’è mai niente da guadagnarci.

Arrivo a casa, spacchetto l’imballo, mi viene lo sconforto dalla bruttura della tavoletta super economica.

Ma così è. Solita procedura e si ripete il punto uno.

Solo che lo ripeto anche nel serrare la vite troppo forte. E, guarda il caso, si ripete anche il seguito della procedura. SCHIONK, la vite spana e OOOOOPPPPPSSSSS quando ci si siede si va sul tagadà e si scivola di lato…

Non ci voglio credere, mi metto a ridere anche se ci sarebbe da piangere e penso che oltre la millechiodi, anche la plastica sia decisamente sopravvalutata. Soprattutto le viti in plastica, che spanano neanche io fossi Wonder Woman che spezza il collo a Giganta.

Nonostante la sudetta delusione cocente per la colla millechiodi, decido di provare ad usarla di nuovo per ripetere ormai tutta la procedura completa e soprattutto per verificare se, in barba al principio matematico, usando i solidi addendi, il risultato possa essere destinato a variare.

Ovviamente, stavolta non dura nemmeno una settimana. La mattina dopo già scricciolio, SCHIONK e OOOOOPPPPPSSSSS.

Ok, non va bene nemmeno alla seconda evidentemente…

Decido che non valga la pena nemmeno studiare soluzioni alternative per la tavoletta modello economy. E lei stavolta si lascia smontare, così almeno non devo arrivare a divellere il water intero, dopo aver esaurito le imprecazioni resesi comunque meno fantasiose, probabilmente colte da rassegnazione pure loro.

“Ma tanto la ricompro”…

Ormai la faccenda è diventata una questione di principio. Devo riuscire a montare un’accidenti di tavoletta del water!

Mi vien fatto notare che le viti in plastica spanano frequentemente e che forse dovrei trovare una tavoletta con tutta la minuteria in metallo.

Bene, a noi due allora cara tavoletta, “non avrai il mio scalpo”!

Terzo magazzino di tutto un pò e stavolta risalgo la china per andare al top di gamma, roba che se metto insieme la spesa complessiva avrei preso il ricambio originale “in pelle umana” nel negozio specializzato di materiale idraulico.

Modello orchidea 2, ma niente sassi zen, questo ha sia le staffe che due bulloni esagonali in ferro al posto delle viti di plastica.

Ripeto la procedura che ormai conosco a menadito. La ripeto per la terza volta in dieci giorni. Sono un’esperta. Anzi, se dovete cambiare la tavoletta del water vengo io. Ma la minuteria, mi raccomando, in ferro!

Serro tutto e il ferro ovviamente non spana… ma per il semplice motivo che io non sono Wonder Woman ecco!

Niente scricchiolii, niente SCHIONK e niente OOOOOPPPPPSSSSS!

L’ho montata! Ce l’ho fatta! Ci sono riuscita!

Ma, a parte l’immotivata contentezza derivante dalla nuova tavoletta del water modello orchidea 2 finalmente montata a verso e soprattutto saldata alla tazza, ecco la morale:

  • Se le cose non vanno mai bene alla prima sarà perchè, dovendole fare una seconda, si impari qualcosa che non si sapeva.
  • Se vanno male anche alla seconda, avanti la terza, ma prima o poi andrà pure dritta, non fosse altro, in ultima analisi per compassione della divinità celeste.
  • La colla millechiodi e la plastica sono sopravvalutate, quando servono davvero fanno la sua parte di schifo entrambe.
  • Prima di farsi prendere dalla rabbia, e smontar tutto, conviene fermarsi a riflettere. (Se avessi pensato a sostituire le viti in plastica con due bulloni in ferro, sarei probabilmente riuscita a tenermi la prima tavoletta modello orchidea zen, invece di romperla a furia di tirare e renderla inutilizzabile. Testona inutilmente impulsiva che non sono altro!)
  • Accettare i consigli è sempre un ottimo consiglio.
  • Mai scendere di livello, mai accettare compromessi al ribasso. A scendere si va solo giù, ma per andare in alto bisogna salire. Che poi è il vecchio detto “meno spendi e più spendi” che vale davvero in ogni ambito della vita, soprattutto se si pensa alle risorse personali che si possono mettere o meno sul piatto della partita.
  • E, siccome nella vita, da qualsiasi parte si arrivi e a qualsiasi gruppo si appartenga, si finisce sempre tutti seduti sul water almeno una volta ogni giorno, sappiate, che io adesso ho un motivo in più per esserne felice!

 

 

Spazio

È bello lo spazio che vedo incorniciato dalla linea dei contorni della tua pelle.

Sei tu il luogo in cui voglio fermarmi e scendere dalla giostra dei giorni.

Perché da quando sono con te non ricordo più dove stessi andando.

E sto, nel cerchio delle tue braccia. 

Non esiste altro luogo in cui voglia andare.

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