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Si spegne

.
Nell’ultima stilla di sole
ingoiata dal mare al tramonto
sta
il divenire del nostro essere umani.
Sempre in moto
mai domi
mai esseri uguali.
.
.
(immagine personale)
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Filastrocca del giorno del tuo compleanno

Ore 19:48 del 16 Giugno di 9 anni fa.

Tu nascevi mio figlio, io nascevo tua madre.

Ti voglio bene, sempre +1!

Spazio

È bello lo spazio che vedo incorniciato dalla linea dei contorni della tua pelle.

Sei tu il luogo in cui voglio fermarmi e scendere dalla giostra dei giorni.

Perché da quando sono con te non ricordo più dove stessi andando.

E sto, nel cerchio delle tue braccia. 

Non esiste altro luogo in cui voglia andare.

Lettere tra amanti – #4

(immagine dal web)

.

Tutto quello che di materiale possiedo consideralo tuo.

Non è granché ma te ne faccio dono, come tu fossi me.

Ma quel che veramente mi appartiene e che custodisco sotto pelle voglio lo custodisca tu, come si ha cura di una cosa preziosa.

Perché non è quel che ho, ma quel che sono e non ne conservo copie.

Legandomi a te mi rendi libera di esprimere quello che sono davvero, di viverlo. Di vivere me. Di vivere quel noi che diventiamo insieme.

Hai tutta me.

Tienimi nel posto più sicuro che conosci.

Che è lì, sotto pelle, al centro del tuo petto, vicino a te.

Lì, non è freddo mai.

Un attimo dopo

Non ho mai posseduto un crocifisso.

Ne ho sempre avuti intorno, come credo possa dire la maggior parte della popolazione italiana cresciuta nella culla mondiale del cattolicesimo, nonostante la dichiarata laicità dello stato che abitiamo.

Ma non ne ho mai avuto uno mio, non ne avevo mai sentito la necessità.

Poi, accade sempre più spesso, da qualche tempo a questa parte, che mi senta grata al cielo e riconoscente a chiunque ne abiti le profondità, per quello che ho nella mia vita. Per quello che riesco a sentire di essa, sopra e sotto la pelle. Per quello che me la rende ricca ogni giorno.

Grata per quello che sono e che sono diventata, per la bellezza che mi circonda, e che riesco a vedere. Per ogni pensiero, per ogni moto del mio animo. Per ogni lacrima e ogni risata, che da sempre, sul mio viso si incontrano spesso.

Così, intorno allo scorso Natale, incontro in un mercatino dell’usato, un quadro in massiccio legno marrone solcato da una lamina di ottone, a cui è appeso un crocifisso strano, diverso, insolito.

E’ la rappresentazione della crocifissione, sì, ma colta un attimo dopo. E’ l’inizio della deposizione, un braccio ancora appeso, l’altro già sciolto. Vien voglia di soccorrerlo, di aiutarne la discesa inerme perchè non si faccia male ancora. Perchè nessuno gli faccia male ancora. Sembra invocare.

“Liberami da male. Amen.” 

Lo sento mio.

E’ un attimo dopo. Un pò come me.


A Natale costava troppo. E, lo ammetto, non ritenevo fosse poi così importante. Non ne avevo mai avuti, potevo farne a meno.

Invece qualche giorno fa, in visita allo stesso mercatino, ecco che lo trovo ancora lì.

Mi aveva aspettato.

Il prezzo era sceso, arrivato ad un quarto quasi della cifra originale.

Posso permettermelo.

E’ il momento di portarmelo a casa.

Di farlo mio, di prendermene cura. Di ricambiare, metaforicamente, il favore.

“Liberami da male. Amen.” 

E così adesso è qua, con me.

Il mio Cristo ‘diverso’.

Un attimo dopo.

Come me.

 

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