Ad essere stronzi sono capaci tutti, anche tu

Succede che quando ci provi oltre ogni limite di sopportazione e ci speri fin dopo il tempo massimo che normalmente la natura concede alla mente per non perdersi in se stessa, alla fine ti arrendi.

Non comprendi, non parli la stessa lingua.

Non comprendono, non parlano la tua stessa lingua. Da sempre. Nessuno. Mai.

Ci hai provato, e niente, non ci sei riuscita…pazienza…

Si vede che le cose devono andare così.

C’è chi “sente” e chi no. Beati loro.

Io “sento” e quindi sono, non posso cambiare la mia natura, non posso cambiare la natura delle cose del mondo e degli altri.

E’ così che va, è così che deve andare.

Il giusto e lo sbagliato non esistono, bisogna lasciare che le cose scorrano.

Se vanno in un certo modo bisogna lasciarle andare così.

Lottare contro se stessi e contro il mondo non ha senso, non si vince, è solo fatica sprecata.

Io sono qua, con tutti i miei pregi e i miei difetti. Non mi tiro indietro, non ho paura. Ma non mi metterò più in prima linea per nessuno, ognuno ha la sua battaglia e bisogna che se la combatta da solo. Io posso dargli una pacca sulla spalla, ma ho le mie di battaglie e, sinceramente, mi bastano.

La porta è chiusa, se non altro perchè, ad una certa età, gli spifferi cominciano a darmi noia alla cervicale… Se si vuole entrare si bussa, si saluta e si chiede permesso e per piacere. Stessa cosa la esigo se si vuole andare via…liberi tutti ma si saluta e si ringrazia. E’ educazione, niente di più.

La bontà è finita. Se non altro perchè il confine tra essere buoni ed essere fessi è molto sottile, e io non credo di essere affatto brava a distinguere le due cose. Per non rischiare, meglio farla finita subito…con la bontà, intendo. Ed è già tardi.

“Impara a non chinare mai la testa, anche quando vuoi bene. Le persone che ritieni importanti quando ti feriscono lo fanno sempre consapevolmente e con altrettanta consapevolezza le devi mandare a quel paese, altrimenti non capiranno mai che non sono il centro del mondo ma che sono importanti solo ed esclusivamente nella misura in cui tu le ritieni importanti, e che ad essere stronzi sono capaci tutti, anche tu.” 

Manlio Damiani, citazione da “Memorie di un viaggiatore distratto”

 

“Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di si.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono…”

Charles Bukowski, citazione da “Musica per organi caldi”

 

Proposito per il nuovo anno

La fine dell’anno si avvicina a grandi passi.

Un bilancio…mumble mumble…

Non è andata affatto male, nonostante tutto. Anche le cose più spiacevoli o i momenti più offuscati sono stati forieri di spunti di riflessione e di crescita, quindi non me ne lamento, anzi ne ringrazio la presenza ostile che in qualche modo mi ha resa quella che sono oggi.

La consapevolezza più importante, che si è resa tangibile e che ha reso i brutti momenti solo offuscati e non bui, è stata quella, del tutto nuova per me, di aver scoperto che una serie di luci (non so definire se tante o poche, direi giuste per me e sicuramente ognuna preziosa a suo modo), sono sempre accese al mio fianco, in ogni tratto dei percorsi lisci e in ogni scossone o scivolata, e sono quelle di nuovi e vecchi amici divenuti, giorno dopo giorno, veramente luminosi e pregiati alfieri della mia vita.

A loro, ad ognuno di loro va la mia gratitudine.

E adesso un unico proposito…mumble mumble…

Nel prossimo anno voglio impegnarmi a diventare CATTIVA.

Detta così potrebbe sembrare una frase rancorosa carica di malumore e malessere.

In realtà non lo è.

Nasce come estrema sintesi di esperienze e pensieri scomposti che si perdono nella notte del mio tempo e che solo adesso hanno assunto una forma netta e ben definita.

Chi non ‘sente’, chi non ‘ascolta’, chi non ha l’impulso atavico e irrefrenabile di ‘comprendere’, di mettersi sempre e comunque nei panni dell’altro, di scambiare emozioni in modo empatico, di cercare di trovare spiegazioni o giustificazioni a comportamenti dannosi per se stessi e per gli altri, ci è ‘egoista’ senza aggettivi che ne ammorbidiscano la netta chiusura alle emozioni… insomma, in una parola sola, chi è ‘cattivo’ vive meglio.

Per il semplice motivo che non si pone il problema, quindi non ne cerca perennemente una soluzione, non si interroga sulle cose dell’anima, della mente e del mondo e non se ne interessa, perchè, in fondo, non se ne sente parte.

Chi è ‘cattivo’ riesce a mettere davvero al centro della propria esistenza solo e soltanto se stesso, senza accettare compromessi, senza nemmeno vederne la necessità o la possibilità.

Non si pone il problema, di niente, di nessuno, in ultima analisi nemmeno di se stesso.

E in questa aridità emotiva chi è ‘cattivo’ vive alla grande!

Ecco allora che per il prossimo anno voglio allenarmi duramente, lavorare sodo per diventare ‘cattiva’ e quindi sospettosa, disinteressata a qualsiasi cosa accada, ‘sorda’, ‘cieca’ e ‘muta’ alle emozioni.

Abbandonare la bontà, la comprensione, l’ascolto, la compassione, la bontà, l’empatia, il dialogo, il compromesso.

E riservare tutti questi aspetti, che sono e rimarranno la parte migliore di me e che, sono certa, non riuscirò ad eliminare, ma solo a tenere a bada e a nascondere, solo e soltanto a chi ne è degno già oggi e a chi sarà in grado di conquistare la mia fiducia al punto di esserne degno.

Sarà una gran lotta contro la mia natura, che da sempre ha dato fiducia incondizionata alle persone credendo fermamente che siano buone fino a prova contraria e rimanendone sempre, costantemente, delusa e scottata.

Bene, da domani si cambia registro e lavorerò contro me stessa perchè arrivi a considerare le persone ‘cattive’ fino a prova contraria.

Si chiama istinto di sopravvivenza, forse.

O, più semplicemente mi sono definitivamente rotta le palle di prendere palate di merda da ogni direzione.

O forse ancora è arrivato il momento di verificare il detto per cui “non c’è peggior cattivo di un buono quando diventa cattivo”.

Ed è arrivato il mio turno di essere ‘cattiva’.

Il mondo non si merita la parte migliore di me, è solo uno spreco.

E allora la riserverò solo a chi sarà in grado di ‘vederla’ e ‘sentirla’ sotto la scorza da stronza che mi costruirò, un pò come la favola della principessa sul pisello.

Ecco, la parte migliore di me sarà ben nascosta, come un minuscolo pisello, sotto venti strati di materassi di ‘cattiveria’ e solo chi passerà un’intera notte insonne alla ricerca indefessa di quello che c’è ‘sotto’ allora sarà degno di conoscere la vera me.

Perchè io sono merce preziosa, e rara, e luminosissima… e “i diamanti non si danno ai maiali, non sanno che farsene”.

Dimenticavo…

Per tutti, ma forse per l’ultima volta, Buon Anno!

(immagine dal web)