Di minigonne verdi, biciclette e cassonetti…

Era un’estate di oltre 25 anni fa… avevo 12/13 anni… i tempi delle scuole medie più o meno, ed erano arrivati i primi accenni di pubertà e una gran voglia di sentirmi grande…

Mi avevano regalato una gonna verde di jeans, una minigonna…molto mini in realtà, ma semplicemente, secondo l’usanza del tempo di passarsi tra famiglie vicine le cose ancora nuove che non stanno più ai propri figli, io me l’ero ritrovata nell’armadio già un pò piccola anche per me.

Mia madre me l’aveva vista indossata e il giudizio era stato inamovibile ” Tu con quella addosso non esci, è troppo corta!”

Ma a me piaceva…era corta, stretta, e il verdolino slavato del jeans le dava un aspetto lezioso…

Una mattina di luglio, giorno di mercato in paese, mia mamma era andata al lavoro, perchè, nonostante facesse la maestra elementare e le scuole fossero chiuse, aveva l’incarico di sostituire il direttore della scuola e quella mattina era dovuta andare…

Dopo le raccomandazioni di rito, mi ero trovata da sola…così decisi di andare al mercato in bicicletta…e mettere finalmente la mia gonna verde!!!!

Misi la gonna…uscii, presi la graziellina rosa, la portai in vetta alla rampa dei garages e mi misi in sella…

‘Accidenti!!!!’ seduta sul sellino e con i piedi in posizione sui pedali la gonna era davvero troppo corta!

La strada scendeva in lieve discesa…iniziai a pedalare, poi abbassai lo sguardo e lasciando il manubrio con la mano sinistra andai a sistemare la gonna…che, caspita!, era troppo corta!!!!

Non ebbi il tempo di rialzare lo sguardo, che sentii un dolore fortissimo allo sterno… sbaaaam!!!! ero andata a sbattere contro il gancio del cassonetto a bordo strada, quello che viene agganciato al camion perchè possa essere svuotato…

Cazzo che male!!!!

Rimasi piantata lì qualche minuto…la ruota davanti della bici si era irrimediabilmente piegata…e io avevo il segno del gancio stampato sullo sterno…

Non piansi…ma mi scese una lacrima silenziosa…

Riportai la bicicletta danneggiata in garage…

Tornai in casa…tolsi la gonna e la rimisi nell’armadio… è rimasta lì, come un’iconografia ancora a lungo, ma non l’ho più messa…

Mi misi un paio di pantaloni…lunghi…e andai al mercato a piedi…

Che delusione allora…sembrava la punizione divina…o mia madre che aveva incaricato qualcuno di incorporeo di tenermi d’occhio…

Ma dopo così tanto tempo ricordo quella mattina col sorriso sulle labbra…

🙂