E allora bisogna di nuovo far bene l’amore.

Ieri sera, alla fine di una giornata densa di lavoro, fatica, discussioni e contraddizioni mi sono seduta sul divano e fatto partire senza troppo voglia inizialmente, un film che avevo in cantiere, tra i tanti da vedere, da molto tempo. Contavo di addormentarmi, avevo voglia solo di spegnermi mentre le immagini e le parole sarebbero andate avanti da sole.

Invece “Midnight in Paris”, film del 2011 scritto e diretto da Woody Allen, mi ha catturato dalle prime note dello swing-jazz iniziale e trascinato nel suo mondo di parole, magia, musica, poesia e sogni.

Un capolavoro… assolutamente uno dei film più belli che Woody Allen abbia mai scritto e diretto.

Hemingway che parla di amore, morte, paura e scrittura è una cosa che ha fatto perdere un colpo al mio cuore.

Hemingway: “Non scrivi mai bene se hai paura di morire. Tu ce l’hai?”

Gil: “Sì, io direi che forse è la mia paura più grande.”

Hemingway: “Beh, è una cosa che a tutti prima di te è successa e a tutti succederà.”

Gil: “Lo so.”

Hemingway: “Hai mai fatto l’amore con una vera meraviglia di donna?”

Gil: “Beh, ecco, la mia fidanzata è parecchio sexy!”

Hemingway: “E quando fai l’amore con lei, senti una vera e bellissima passione che almeno per quel momento dimentichi la paura della morte?”

Gil: “No, no… Questo non succede.”

Hemingway: “Io penso che l’amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte; la vigliaccheria deriva dal non amare o dall’amare male, che è la stessa cosa, e quando un uomo vero e coraggioso guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti o come Belmonte che è davvero coraggioso, è perché ama con sufficiente passione da fugare la morte dalla sua mente, finché lei non ritorna, come fa con tutti. E allora bisogna di nuovo far bene l’amore. Devi pensarci.”

LIBERTA’ – Paul Éluard (1895-1952)

Una fredda notte di Gennaio, il divano, l’ultima sigaretta prima di andare a dormire, un giro di tv, un film, “Maps to the stars”, David Cronenberg, paranoico, visionario, profondo come una trivella che mescola i luoghi oscuri dell’anima.

E una poesia di Paul Éluard, ripetuta in modo ossessivo, paranoico, visionario esso stesso.

E le parole diventano ricordi, visioni, pensieri fluttuanti, catarsi, metafore oscure eppure chiarissime illuminate dal faro solido di quello che è stato, che illumina adesso la strada dei passi presenti e segna il percorso di quel che sarà.

E’ per questo che amo la notte, e il silenzio, e il buio.

Di notte si respira libertà.

E anche i mostri di oggi e i fantasmi di ieri escono allo scoperto, liberi pure loro, nel silenzio e nel buio.

Ma adesso li vedo, non fanno paura.

“E in virtù d’una parola
 Ricomincio la mia vita
 Sono nato per conoscerti,
 Per chiamarti

 Libertà”

Le parole sono importanti, hanno un potere assoluto e fortissimo.

Questa poesia le scatena come potente formula magica.

L’ho trovata nella notte, e nel silenzio, e nel buio.

Ve la offro, in un pomeriggio come tanti di un inverno qualunque, immerso nel ghiaccio.

 

LIBERTÀ

 

Sui quaderni di scolaro
Sui miei banchi e gli alberi
Sulla sabbia sulla neve
Scrivo il tuo nome

Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che è bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome

Sulle immagini dorate
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Scrivo il tuo nome

Sulla giungla ed il deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sulla eco dell’infanzia
Scrivo il tuo nome

Sui miracoli notturni
Sul pan bianco dei miei giorni
Le stagioni fidanzate
Scrivo il tuo nome

Su tutti i miei lembi d’azzurro
Sullo stagno sole sfatto
E sul lago luna viva
Scrivo il tuo nome

Sulle piane e l’orizzonte
Sulle ali degli uccelli
E il mulino delle ombre
Scrivo il tuo nome

Su ogni alito di aurora
Sulle onde sulle barche
Sulla montagna demente
Scrivo il tuo nome

Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori d’uragano
Sulla pioggia spessa e smorta
Scrivo il tuo nome

Sulle forme scintillanti
Le campane dei colori
Sulla verità fisica
Scrivo il tuo nome

Sui sentieri risvegliati
Sulle strade dispiegate
Sulle piazze che dilagano
Scrivo il tuo nome

Sopra il lume che s’accende
Sopra il lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Scrivo il tuo nome

Sopra il frutto schiuso in due
Dello specchio e della stanza
Sul mio letto guscio vuoto
Scrivo il tuo nome

Sul mio cane ghiotto e tenero
Sulle sue orecchie dritte
Sulla sua zampa maldestra
Scrivo il tuo nome

Sul decollo della soglia
Su gli oggetti familiari
Sulla santa onda del fuoco
Scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Scrivo il tuo nome

Sopra i vetri di stupore
Su le labbra attente
Tanto più su del silenzio
Scrivo il tuo nome

Sopra i miei rifugi infranti
Sopra i miei fari crollati
Sulle mura del mio tedio
Scrivo il tuo nome

Sull’assenza che non chiede
Sulla nuda solitudine
Sui gradini della morte
Scrivo il tuo nome

Sul vigore ritornato
Sul pericolo svanito
Sull’immemore speranza
Scrivo il tuo nome

E in virtù d’una parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti,
Per chiamarti

Libertà

Paul Éluard (1895-1952)

Ma se non ne hai voglia, perchè ci vai?

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(immagine dal web)

Metti una sera al cinema, con l’amica più preziosa che ho…non capitava da un sacco di tempo…

Metti un film italiano del 2015, candidato a ben 16 David di Donatello…e metti che con il cartone animato di Jeeg Robot ci sei cresciuta, dividendo l’unica televisione di casa, nel cuore degli anni ’80, con tuo fratello…a giorni alterni, quindi, robot e principesse…che poi diventavano solo robot per lo più, decisamente più interessanti delle storie melense delle principesse…

Il film si intitola Lo chiamavano Jeeg Robot, osannato dalla critica, un misto tra fumettone americano e neorealismo italiano, molto molto bello e in grado, stranamente, di soddisfare la quasi totalità delle aspettative, poste, come spesso accade quando si vanno a vedere i film italiani, ad un livello decisamente più alto di quello che invece ti aspetti dalla filmografia di oltreoceano.

Sala piccola, ma gremita, nonostante siano probabilmente gli ultimi giorni di programmazione.

Accanto a me, a destra la mia anima affine femminile, a sinistra uno sconosciuto ragazzo, più o meno della mia età, a occhio, la dolce metà diuna donzella che a sua volta era seduta alla sua sinistra.

Ecco, la cosa sconvolgente, è stata che il suddetto maschio alfa della coppia seduta accanto a me si è russato l’intero film, a partire più o meno dal minuto 5…

Le uniche parole che, quando si sono accese le luci nell’intervallo, ho sentito distintamente pronunciare con voce roca, a interrompere le russate, sono state “Madonna che abbiocco che m’è preso!”

“Eh, me ne sono accorta anch’io!” avrei voluto rispondergli ironicamente…

Ecco, una cosa insopportabile…

Ora dico io, ma se non c’avevi voglia di accompagnare la tua dolce metà al cinema o le abbuffate pasquali ti avevano appesantito, o ancora quello che la donzella aveva intenzione di vedere non ti interessava per niente, non facevi meglio a dirglielo a quella povera stella della tua fidanzata, invece di dormire al cinema?

Scommettiamo che se fosse uscito a bere con gli amici tutto avrebbe fatto fuorchè dormire, il maschio alfa bello addormentato nel bosco?

Non voglio dire che a me non capita di addormentarmi mentre guardo un film, ma sono a casa, stanca morta, sul divano, mi sdraio, mi metto la coperta sulle spalle…e zac…nanna… e di quella pesa anche…

Ma se mi son presa la briga di uscire di casa, di prendere la macchina, di guidare fino alla sala più vicina, ho scelto un titolo, ho pagato un biglietto e mi sono accomodata sulle poltrone, che per me sono anche scomode, visto che non tocco i piedi in terra e per buona educazione non posso metterli incrociati sulla seduta…e allora porca miseria non dormo…neanche se mi trovassi a vedere un mappazzone di quelli alla Kurosawa.

Perchè, se fossi stato il mio di ragazzo e mi fossi accorta che russavi già dal minuto 5, ti avrei tenuto sveglio a gomitate nelle costole…e il viaggio di ritorno a casa sarebbe stato costellato di un’unica insistente domanda: “Ma per quale accidenti di motivo non me lo hai detto che non c’avevi voglia? Che al cinema ci andavo da sola e almeno mi evitavo il sottofondo russante, che magari non era il massimo nemmeno per le altre persone che erano in sala con noi?”

Mi sono trovata a più riprese, durante la proiezione del film, a pensare che tutto sommato, stare da sola e non avere un uomo nella mia vita qualche vantaggio ce l’ha…almeno di sicuro l’uomo che russa accanto a me NON E’ il mio uomo…

“Caro, andiamo al cinema stasera?”

“NO, TESORO, NON MI VA”

Provateci, cari maschietti, è facile…e sinceramente è anche più onesto…per la vostra dolce metà… e anche per voi stessi…

E per quegli sconosciuti che vi trovereste accanto durante il vostro pisolino, sappiate che l’audio del film ne trarrebbe sicuramente beneficio…

Voleva solo andare al cinema…

Il mondo dei bambini è un caleidoscopio fantastico in cui si mescolano realtà e fantasia creando di volta in volta mondi nuovi di meravigliosa magia.

In questi ultimi giorni (…ma se ci pensiamo bene è sempre successo, in tutta la vigliacca storia del genere umano…) i bambini sono le vittime più innocenti e proprio per questo più mediaticamente e ipocritamente potenti per descrivere l’assurdità delle immense migrazioni di uomini che investono le nostre coste, e i confini dei nostri lussuosi, ricchi, sordi e ovattati paesi…

Le immagini dei bambini morti sulle nostre spiagge hanno fatto il giro del mondo e bagnato le nostre guance…forse perchè nessun adulto che abbia un cuore riesce a rimanere indifferente alla sofferenza dei bambini…o forse perchè, soprattutto se i nostri figli vivono la nostra più o meno privilegiata vita accanto a noi, riconosciamo in ognuno di essi proprio quel figlio che dorme sereno nel suo lettino nella stanza accanto, e scacciamo con le lacrime l’idea che al loro posto poteva esserci lui…al posto delle loro madri e dei loro padri potevamo esserci noi…

Nessuno li vuole da vivi…ma da morti ogni angolo di casa in cui sia accesa una tv diventa la loro casa…

Ma, come dicevo, gli occhi dei bambini trasformano la realtà e riescono a renderla migliore di quanto qualsiasi mente adulta, resa ottusa dagli anni che passano e dalla consapevolezza che schiaccia i sogni, sarebbe mai in grado di fare.

Così accade che in un breve viaggio in macchina io dica a mio figlio di avergli comprato il dvd di “Home – A casa”, un lungometraggio animato che lui aveva visto al cinema con suo padre qualche mese fa, perchè ero curiosa e volevo vederlo anch’io insieme a lui.

E allora accade che lui cominci a raccontarmelo a spezzoni, ridendo felice delle parti divertenti, e mischiandoci insieme i personaggi del più recente “Minions”, anch’esso visto col padre la scorsa settimana, dicendomi che era contento di rivederlo con me perchè faceva molto ridere.

La sua risata diventa allora il suo modo di ringraziarmi.

Poi accade che le risa cessino e lasci cadere nel silenzio questa frase:

“Sai mamma, i bambini  e le mamme che non hanno da mangiare nei loro paesi vengono qua, in Italia, perchè vogliono andare al cinema a vedere i film (intendendo i ‘suoi’ film, i cartoni animati…)… che così almeno possono farsi  due risate…”

Mi ha colpito la frase perchè credo che non possa non aver visto le immagini strazianti che sono circolate in ogni canale della nostra televisione a tutte le ore…ma per lui, quei bambini, volevano solo andare al cinema…

I bambini ridono rumorosamente al cinema, ci avete fatto caso? …e parlano ad alta voce…e non riescono a star fermi sulla poltroncina, si muovono, partecipano, chiedono spiegazioni…

Almeno, il mio lo fa…

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(immagine dal web)

Così, secondo mio figlio, Lui…voleva solo andare al cinema…

E avrebbe riso forte…si sarebbe alzato in piedi, avrebbe parlato ad alta voce, avrebbe chiesto, curioso…

Me lo immagino, accanto al mio…

Cazzo… voleva solo andare al cinema…. e ridere…

“Nessuno è perfetto”

A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot) è un film del 1959 diretto da Billy Wilder, è considerato uno dei più grandi film comici della storia del cinema. Il film con protagonisti Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon, uscì il 29 marzo 1959 negli Stati Uniti e il 16 settembre dello stesso anno in Italia.

Io adoro questo film in maniera spassionata…ho appena finito di rivedermelo in tv, per l’ennesima volta, sempre con il medesimo entusiasmo e stupore della prima volta…

La frase finale, immediatamente prima dei titoli di coda, per me non è una semplice geniale battuta comica entrata nella storia del cinema e nei vari aforismari esistenziali… per me quella frase è un salvavita…

Tanti pezzi del contorto puzzle della mia vita sono sbagliati, incompleti, sgangherati…in questo momento in particolare non torna niente ed è una gran fatica ogni giorno arrivare a sera cercando di aver tenuto ancora una volta tutto quanto insieme… ma…beh…signore e signori, NESSUNO E’ PERFETTO“… no????

🙂

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