Annunci

Meta a Metà

(immagine dal web)
.
Si può essere interi 
anche divisi a metà 
se si smette di cercare 
l’altra metà.
Se si impara a bastarsi 
per quel che si ha 
che alla fine non è affatto 
una metà.
.
E.
Annunci

Ogni uomo è un’isola

Non ho capito granchè, ancora, di come funzionino le cose nel profondissimo mare dei rapporti umani.

Ma una cosa credo di averla chiara, e, in questo momento della mia vita, credo di non essere molto lontana dalla verità.

Si nasce e si muore da soli, questo in sintesi quello che si sa da sempre da proverbi e detti popolari, dalla saggezza antica, dallo studio di generazioni di filosofi e psicologi.

Io rincaro la dose e dico che si vive anche da soli.

Ogni uomo è un’isola e nessuno sarà mai in grado di comprendere con precisione e fino in fondo il modo in cui la vita si manifesta per quella persona. Nella maggior parte dei casi, nemmeno la persona stessa sarà in grado di comprendersi del tutto, rimanendo anche per se stessa, alla fine dei conti, un mistero imperscutabile.

Lo scivolone più grande, quindi, che si possa fare all’interno delle relazioni a vario titolo tra le persone, è quello di dare per scontato che una passione, un sentimento, finanche una singola parola, possano avere per l’altro lo stesso significato o la medesima intensità di emozioni che noi ci riversiamo dentro, e che per noi è l’unica possibile, al pari della definizione del bianco o del nero.

Accade poi che nel corso dell’esistenza si creino tra le persone, in modo casuale e al tempo stesso estremamente razionale (come vuole la dicotomia illogica che sottende ad ogni vita, tra tutto il possibile e tutto il suo contrario…), dei sottilissimi istmi, o una rarissima forma di empatia condivisa, per la quale le due isole per brevi stralci di sentimenti ed emozioni, entrano in contatto in maniera univoca, senza fraintendimenti, senza incomprensioni, ma il contatto è talmente lieve e fragile che dura poco, basta lo scorrere di un singolo giorno o di un attimo, per rimettere tutto in discussione.

Ogni uomo è un isola, ed è presuntuoso, oltre che dannoso per il proprio equilibrio, pensare che l’altro veda e senta le cose nel modo in cui le vediamo e sentiamo noi.

Non è facile pensare che la vita accada in questo modo dentro di noi e intorno a noi, il senso di solitudine profonda che ne deriva e che non si sana con una quantità maggiore di persone intorno, è deprimente e devastante, ma bisogna lasciare che sia così.

Nello scorrere delle esistenze accadrà che i percorsi si avvicinino, entrino anche in contatto a volte, ma è importante lasciare andare e lasciarsi andare. Forzare le cose perchè l’altro avvicini il suo fluire al tuo o al contrario cambiare il tuo corso per avvicinarsi a quello di un altro, porterà solo a perdere la strada, a tradire alla fine se stessi e la propria personale, e in quanto tale universale perchè l’unica veramente possibile per se stessi, visione del mondo e delle cose.

Ogni uomo è un’isola, è così che è, è così che deve essere, è così che è giusto che sia.

Qualcuno arriverà alle nostre sponde, attraccherà la sua isola alla nostra, ma nel momento spesso in cui saremo pronti ad accoglierlo con un caloroso benvenuto, dobbiamo esser consapevoli che lo vedremo andar via, non potremo trattenerlo, e se ci proveremo sarà una trappola emotiva e una tortura senza fine per entrambi.

Bisogna imparare a lasciare andare.

Bisogna imparare a vivere soli.

Di ‘bisogno’ e ‘volontà’.

C’è una sottile differenza tra il dire ‘ho BISOGNO di te’ e il dire ‘ho VOGLIA di te’…

Sottile come può esserlo una parola…ma sostanziale… come solo le parole, appunto, possono essere…

E questa differenza non si applica alla sola sfera delle persone, ma ad ogni ambito della vita di ogni uomo, finanche ad ogni pensiero, ad ogni sussulto dell’animo…

E sta nel fatto che dire ‘ho BISOGNO’ implica una necessità, una mancanza da colmare in qualche modo, una sensazione di incompletezza che necessita di un aiuto esterno per rendersi completa… Ma se ti manca qualcosa di cui senti il bisogno sei spinto da quella stesa mancanza a colmare il vuoto in qualsiasi modo possibile, diminuendo in maniera direttamente proporzionale alla necessità la lucidità di analizzare le possibilità e scegliere di conseguenza la persona migliore, la strada migliore, la direzione più giusta per te in quel preciso momento, quella che ti appartenga veramente, quella che sia realmente tua, senza mediazioni, senza intermediari, senza la paura di continuare a sentire il vuoto o la mancanza.

Eliminare il bisogno, non sentire più la necessità rende liberi e lucidi, in grado di compiere scelte realmente consapevoli e di assumersi per esse interamente meriti e responsabilità, di accettarne in toto le conseguenze, siano esse positive o negative, come derivazione possibile, entrambe, fifty fifty, di un atto di scelta realmente libero.

Ed ecco che allora io ho deciso di scegliere di sostituire in ogni atto del mio pensiero cosciente la parola ‘bisogno’ con la parola ‘volontà’.

Io non ho più ‘bisogno’, io ‘VOGLIO’…perché voglio essere libera di scegliere, voglio scegliere in libertà, voglio essere libera dal bisogno…

E, se mi fermo a fotografare lo stato attuale delle questioni che mi stanno a cuore, fino a qualche mese fa avrei detto che ‘ho bisogno di sistemare un paio di cose nella situazione economica della mia piccola grande famiglia, per poter vivere più serena io e perchè di conseguenza mio figlio cresca sereno’ e che ‘ho bisogno di una persona accanto a me, che abbia voglia di condividere la sua vita con la mia, di mischiare i suoi giorni coi miei, di confondere i suoi pensieri coi miei, perché sono stanca di viaggiare in solitaria’…

Ma oggi no…sono orgogliosa di dire a me stessa che ‘VOGLIO sistemare un paio di cose nella situazione economica della mia piccola grande famiglia, per poter vivere più serena io e perchè di conseguenza mio figlio cresca sereno ‘ e che ‘VOGLIO una persona accanto a me, che abbia voglia di condividere la sua vita con la mia, di mischiare i suoi giorni coi miei, di confondere i suoi pensieri coi miei, perché sono stanca di viaggiare in solitaria’…

E ho intenzione di scegliere, in modo estremamente consapevole e soprattutto libero dalla necessità e dall’odioso compromesso con se stessi che dalla necessità appunto deriva in maniera imprescindibile, ogni passo che possa portarmi nella direzione della mia volontà e non dei miei bisogni… perché realmente non ho più bisogno di niente e nessuno, ma voglia di tutto e tutti…

Libera, finalmente…

Consapevole, almeno un passo avanti a ieri…

Disposta ad assumermi tutte le responsabilità delle mie scelte, ma decisa quanto mai prima a raccoglierne i meriti, senza più sconti…

La “sostanza del non mi piace”

E.: “Mamma, stamattina mangio le gocciole, ma senza il latte perchè con il latte non mi piacciono…”

Io: “Va bene, poi però un pò di latte lo bevi da solo!”

E.: “Sì, perchè l’altra volta li avevo mangiati con il latte…ma la ‘sostanza del non mi piace’ ha sentito che non gli piacciono e l’ha fatta sentire anche a me…così adesso so che non mi piacciono!”

L’ho già detto che i bambini sono meravigliosi?

E, pensandoci bene, dove l’ho messa io la mia ‘sostanza del non mi piace’?

Mi farebbe comodo ogni tanto averne un pò con me e tornare a sentire con nitidezza quello che mi piace e quello che non mi piace, in modo da scartare quest’ultimo in modo consapevole, risoluto e definitivo…e non sto parlando solo del cibo…

🙂

Un tè con Oscar Wilde

“Le donne sono un sesso affascinante e caparbio.

Ogni donna è una ribelle; di solito insorge violentemente contro se stessa”

Oscar Wilde

Caro, caro, caro Oscar, quanto hai ragione, sai?

Quanto sarebbe bello parlar di donne… e di me, che donna sono per mia fortunata sventura… davanti ad una fumante tazza di tè…

Perchè siamo sempre insoddisfatte, sempre in cerca, in costante evoluzione e cambiamento?…

Perchè così cattive verso noi stesse, tanto da non aver la benchè minima consapevolezza delle nostre capacità… figurarsi poi di poter parlare di ‘stima’?

Eppure pensiamo, parliamo, agiamo come esseri umani, al pari…niente di più niente di meno… del genere maschile…e allora perchè tanto tormento?

Perchè sentiamo ogni istante il bisogno di dimostrare qualcosa agli altri, come specchio di noi stesse…perchè la costante fame di conferme?

Il tè si fredda, vero Oscar?

Come dici? Dovrei togliere il plurale e non parlare delle donne in generale, ma concentrarmi su di me…

Forse hai ragione…

Sarebbe davvero bello far due chiacchere con te… sembri aver capito molte cose… mi aiuteresti a capire me…

Voci precedenti più vecchie