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Ti lascio andare

(immagine dal web)

Ti lascio andare, sogno.

Apro la mano che teneva stretta
L’illusione di crederci ancora.

Non posso darti quello che vuoi
Non voglio quello che puoi darmi.

Torno a riprendere me
Dal grigio di una vita che la tua fulgida luce mi ha fatto vedere gloriosa e libera.

Non posso non voglio.
Non puoi non vuoi.

Adesso vivo.

Addio.

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Come ai vecchi tempi

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(immagine dal web)

E’ sera, abbiamo appena finito di cenare…

Dalla porta giunge un bussare leggero…timido…

Mi avvicino e apro, lasciando la porta socchiusa, chè sennò mi scappano i gatti…

Mio figlio gioca sul divano… ho messo i piatti nel lavello e devo rigovernare…

E’ un ragazzetto biondo, esile, di 10 anni, uno dei bimbi delle case vicine, in questo borghetto affacciato su una stradina stretta, senza sfondo.

La voce è bassa…conferma la timidezza delle nocche che battevano sulla porta poco prima…

“Può venire Elio a giocare?” mi chiede abbassando lo sguardo…

Io rispondo che “sì, può venire”…ma devo rigovernare…mi giro…chiedo a Elio se vuole andare a giocare con i bimbi nella strada, e lui molla il tablet, alza le braccia e grida felice “Sììììììì!!!”

Mi arrendo… chiudo l’acqua, porto fuori mio figlio…e c’è il biondino esile, la bimbetta dallo sguardo furbo della dirimpettaia, un paio di ragazzi più grandi, il figlio grassottello e pestifero della signora della casa in fondo…e una palla…

Mi abbasso, guardo Elio negli occhi e con l’indice puntato al naso lo istruisco: “Stai insieme ai ragazzi più grandi, io sono dentro, devo rigovernare, ma sento la tua voce e non voglio che ti allontani…capito?”

Lui, guardando la palla mi risponde con la testa…Avvicino il dito…e allora si affretta a dire sbiascicando e già scattando verso la palla “Sì mamma! Ho capito…”

Ci sono due anziane signore che frescheggiano di fronte alla porta della casa vicina. Mi avvicino a loro e chiedo: “Me lo tenete d’occhio per qualche minuto? Rientro in casa, ho messo l’acqua, devo rigovernare…”

“Certo, vai! Te lo guardiamo noi!” Mi rispondono.

Rientro…l’orecchio teso…che non perde un decibel della voce di mio figlio…ha solo 5 anni ed è insieme a un 4, un 10, un altro 10 e a un paio di 12-13 massimo…

Ma sono felice da una parte…che fortuna che possa giocare in strada, come ai vecchi tempi…come ho fatto io!

La palla rimbalza…batte sulle macchine parcheggiate, ma nessuno se ne cura…e loro giocano, gridano, ridono…

Ragazzi, quanta bellezza i bambini che giocano…

Dall’altra mi rendo conto che il mio cucciolo sta crescendo…e lentamente ‘devo’ perderlo di vista…e un pò me ne dispiace…è la concretizzazione del tempo che passa e lo rende grande…

Rimane il mio orecchio teso…rimarrà sempre…

“…se deve un giorno tornare ad esser stellina…”

Premessa: la teoria della vita e la morte spiegata a mio figlio passa attraverso le stelle…tutti gli esseri viventi sono ‘stelline’ prima di nascere, poi quando muoiono tornano ad essere ‘stelline’.

Era una mattina di qualche giorno fa, di quelle che si deve fare tutto di corsa perchè devo andare al lavoro.

Avevo a malincuore svegliato mio figlio…i bambini mentre dormono sono una meraviglia assoluta…

Pipì, vestiti…e, accovacciata gli stavo legando le scarpe…

“Mamma, vediamo chi è più alto” mi dice prendendo la misura con la manina

Faccio per alzarmi e dico:

“Ora sono piegata, ma se mi alzo sono più alta io, ancora per poco, ma sono più alta io…Tu devi ancora crescere tanto e a breve diventerai come il babbo, più alto di me e anche della nonna.”

E proseguo:

“Anch’io da piccola ero più bassa della nonna, invece adesso sono più alta io, che la nonna è vecchia, è un pò curva e si sta rimpicciolendo… Tutti quando si invecchia si diventa più piccoli, ci si curva, si rimpicciolisce…”

“Certo mamma, hai ragione! Se la nonna deve un giorno tornare ad esser stellina bisogna che torni ad esser piccola! Le stelline sono piccole in cielo, e infatti i bambini quando nascono sono piccoli, poi crescono, diventano babbi e mamme, poi quando diventano nonni piano piano tornano un pò piccoli, prima di tornar stelline!”

Che meravigliosa logica schiacciante quella dei bambini, tutto è così semplice che se ci si innalzasse tutti a vedere le cose attraverso i loro pensieri e la loro fantasia, tutto quanto acquisterebbe una luce nuova, un piacere nuovo nel vivere ogni momento con il sorriso dell’innocenza!

I bambini salverebbero il mondo…se solo glielo lasciassimo fare…

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(immagine dal web)

 “I bambini sono senza passato ed è questo tutto il mistero dell’innocenza magica del loro sorriso” (Milan Kundera).