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Metti Andy Warhol al centro commerciale…

Un centro commerciale alle porte di Firenze…dicono il più grande d’Europa…

Andy Warhol e la sua Pop-art in mostra in galleria, circondato da insegne e luci al neon…e chiasso, e voci, e pesticcio di masse informi di zombi viventi allo struscio annoiato post giornata lavorativa…

Chissà cosa ne avrebbe pensato lui, delle sue opere al centro del tempio del consumismo…

Lo strano connubio di arte, creatività, genialità e commercio funzionava alla grande, come se quelle opere fossero nate per stare lì, con il riflesso della mela della Apple sul vetro, piuttosto che alla Tate Gallery di Londra!

Strano a dirsi, ma credetemi, si respirava aria di cultura…

E le serigrafie di Marilyn e Liz Taylor, le copertine dei dischi dei Velvet Underground e dei Rolling Stones, la stampa del negativo di Warhol sulla maglietta nera, le copertine dei divi di allora immortalate nello splendore dei loro anni migliori, e i barattoli di zuppa Campbell’s, i disegni dei suoi gatti, e Keith Haring e le sue frasi…meraviglioso!

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Futuro

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Per la generazione a cui appartengo credo purtroppo che il tempo a nostra disposizione sia finito…abbiamo perso tutto il nostro tempo migliore ad allontanarci invece che organizzarci, abbiamo abbandonato il gusto del sapere invece che lottare per impadronircene, ci siamo crogiolati nel privilegio e nell’ingiustizia, a patto che toccasse a noi il primo e non ci danneggiasse la seconda… Non abbiamo più speranze…

Ma riuscirà mio figlio a sentire queste parole come sue, e insieme ai tanti altri della sua nuova generazione tornare a lottare per la cultura, il sapere, la giustizia, l’uguaglianza, il rispetto, la fiducia?

Quello che auguro tanto a lui è di riuscire io, come madre, a insegnargli il significato di queste parole, il senso civico del rispetto, la cultura del sapere, l’importanza del pensiero critico, del ragionamento…sono una serie di questioni sulle quali si concentra il mio sforzo ogni giorno, pur nel gioco e nella sua libera natura di bambino…

Ne sarò capace? Potrò mai esserne all’altezza?…

Lo auguro a me…per lui…

…sulla parità di genere…un pò di femminismo a modo mio…

Premetto subito che non parlerò di politica, argomento fin troppo usato ed abusato da tanti, e sconosciuto ai più nel suo senso e significato profondi…ma proverò a parlare di diritti, di rispetto e di meriti…

Quando ho saputo della bocciatura degli emendamenti sulla parità di genere di quella che dovrebbe diventare la nostra nuova legge elettorale, e ho ascoltato i commenti e le reazioni provenienti per lo più da voci femminili, ne sono rimasta sconvolta…e quasi un tantino indignata…ma non per il fatto che non siano passati, quanto perchè mi trovo in disaccordo con chi si lamenta del fatto che sia una grande sconfitta per le donne…

Io da donna quale sono non voglio che il mio diritto sacrosanto di essere considerata uguale ad un uomo nell’ambito dei rapporti sociali, politici e lavorativi sia reso obbligatorio…sia imposto all’altra parte, al genere maschile per legge…io come donna non ho bisogno che qualcuno mi garantisca che valgo come un uomo, e anzi costringa un uomo, suo malgrado a farmi posto…io il mio posto alla pari di un uomo ce l’ho già…e se non mi viene riconosciuto lotto per averlo, per dimostrare che sono come lui, se non meglio…non voglio un posto solo perchè sono donna…voglio meritarmelo quel posto, perchè come persona sono uguale ad un uomo…

E poi qui non si sta parlando di decidere la parità tra uomo e donna tra chi sparecchia la tavola la sera…qui si parla del governo di un paese… e allora, nei primi quattro posti delle liste elettorali ci devono essere le persone migliori di quel partito, indipendentemente dal fatto che siano donne o uomini…se gli uomini sono tutti e quattro mediocri, è bene che ci siano quattro donne per la miseria!…esattamente come se le donne, due o tutte e quattro che siano, sono delle oche giulive incapaci di pensare ad altro se non al nuovo paio di scarpe, io non ce le voglio a guidare il mio paese!…e sarebbe stato gravissimo se una legge lo avesse imposto per forza, perchè ci deve essere la parità di genere!

Alla guida di un paese ci devono essere le menti migliori, i timonieri in grado di far ripartire la nave arenata e di farla tornare a veleggiare fiera…e non ce le voglio due donne per forza…ci voglio per forza le migliori maestranze politiche di questo paese…le migliori…e che siano donne o uomini a quel punto diventa del tutto indifferente!

La parità tra uomo e donna è una questione di rispetto e il rispetto non passa attraverso un’imposizione di legge…ma è una questione di cultura, di civiltà, di diritto, di riconoscimento del valore della persona in quanto tale, a prescindere da che porti la gonna o i pantaloni…

La parità di genere sarà raggiunta, culturalmente appunto, quando ad un colloquio di lavoro le donne non dovranno più sentirsi chiedere se hanno voglia di avere un figlio (…’candidata non idonea perchè appena assunta questa mi rimane incinta e mi va in maternità con annnessi e connessi per un anno’…), o se il figlio già ce l’hanno non dovranno più sentirsi chiedere se il figlio possa essere un problema per il lavoro (…’candidata non idonea perchè il figlio si ammala e questa ogni tre per due mi rimane a casa per star dietro al moccioso’…)…

La parità di genere sarà raggiunta quando uomo e donna, alla pari, dovranno dimostrare chi è il migliore, chi se lo merita quel posto…il merito deve essere una conquista legata alle reali capacità, non al sesso…

Odio l’idea che qualcuno decida per me e di me che valgo solo perchè sono una donna…o che non valgo solo perchè sempre donna sono…

Sono una donna, vero…ma sono una persona…e in quanto tale, il mio cervello e il mio cuore funzionano esattamente come quelli di un uomo…nè meglio nè peggio…uguali…

Si deve partire alla pari…come i corridori in una gara di atletica…vince il migliore, e poco importa il colore della maglia che indossa…

Dovrebbe essere uguale tra uomo e donna…non una leggiucola a stabilire che le donne partono prima perchè donne… ma partire alla pari…in quanto persone…uguali…

Ma è una questione culturale…e purtroppo in questo periodo la luce delle menti è annebbiata forse irrimediabilmente da ben altre priorità…